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Notturno per la morte [Gold Coast Nocturne - it]

Электронная книга - «Notturno per la morte [Gold Coast Nocturne - it]». Краткое содержание книги:

Casey Morrow, un giovane intento ad annegare nel whisky i suoi dispiaceri, viene abbordato nel bar da una bella sconosciuta che gli chiede di sposarla offrendogli in compenso una cospicua somma.
L’indomani Casey si sveglia con la sensazione di aver sognato, ma i cinquemila dollari che si trova in tasca gli dicono che il ricordo è reale. E su un quotidiano trova una notizia sensazionale: “Finanziere ucciso! Ereditiera scomparsa!”, con una foto dell’ereditiera in prima pagina: è proprio la ragazza del bar!
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— Il vostro alloggio mi delude — osservò Casey. — Ma forse al giorno d’oggi anche centomila dollari fanno poca strada.

— Che cosa volete? — chiese l’altro. — Chi vi manda?

— Nessuno, è stata un’idea mia.

— Dovreste stare più attento alle idee che vi vengono.

Vanno non doveva possedere un’intelligenza spiccata, ma gli avevano detto che l’uomo dall’impermeabile e dal cappello marrone significava guai, e tanto gli bastava. Attraverso la giacca sbottonata, Casey intravedeva la fondina sotto l’ascella.

“Con tutti quei muscoli che bisogno ha di essere armato?” disse tra sé. “Sta’ a vedere che non sono io l’uomo più spaventato del mondo.”

— Non so come mai voi laviate i panni sporchi di Gorden — osservò — ma si direbbe che non vi paghi poi tanto.

— Chi sarebbe Gorden?

— Un tizio un po’ nervoso, anzi nervosissimo. Personalmente non mi garberebbe di trattare affari con uno dai nervi tanto poco solidi. Secondo me ha un complesso di colpa, e non mi stupirebbe se parlasse nel sonno, soprattutto quando la temperatura scotta. La donna dai capelli rossi chiese: — Caro, chi è questo tipo?

— Sono la Fortuna — spiegò Casey. — Ho trovato il nome di Vanno in un concorso d’indovinelli. Se risponderà bene a tutte le domande vincerà il premio.

— Che risposte volete? — brontolò Vanno.

— La più difficile: che cosa è successo a Carter Groot?

Era davvero la più difficile. Fino a quel momento, l’altro era stato incerto, ma ora aveva capito, e portò la mano alla fondina. Non ebbe il tempo. Nel Pacifico, s’impara a stare con gli occhi aperti, s’impara subito, o mai più. Aveva appena abbozzato il gesto, quando si trovò steso a terra, un’espressione sciocca sul volto rubizzo. La mano con cui aveva tentato di sfilare l’arma era vuota.

— Così va bene — approvò Casey. — Mi piace la gente che sa prendersela con serenità.

— Ti sei fatto male, tesoro? — chiese la donna.

— Zitta, tu — ringhiò Vanno.

— È un poliziotto, te lo dico io. È un poliziotto, per forza!

— Ti ho detto di chiudere il becco.

— Sei in trappola un’altra volta!

Ecco, dunque. Gorden conosceva i suoi polli, essendo un avvocato, sapeva tutti i precedenti di Vanno.

— Inflazione — ribatté Casey ad alta voce. — Un giorno ottenete un’opzione su una proprietà in cattivo stato, in procinto di essere venduta per pagare le tasse, e, sei mesi più tardi, la signora Brunner l’acquista per centomila dollari. Un affare davvero eccellente. Quando lo scoprì il vecchio Brunner?

Vanno urlò: — Non potete provare nulla contro di me.

— Sagge parole.

Vanno, adesso, si era rialzato, ma la situazione aveva subìto un capovolgimento, ed era Casey a impugnare la rivoltella. — Dov’è Groot? — domandò.

— Andate all’inferno.

— Credete che lo troverò là?

— Può darsi.

— Voi dovreste saperlo.

Un campanello stava tintinnando nella testa di Casey, un campanello che diceva: “fila, fila a gambe. Phyllis aveva ragione. Groot è morto, e quello è uno stato che può diventare contagioso”. Comunque, Vanno non gli occorreva più, e qualunque cosa avesse sperato di appurare era diventata fin troppo chiara, non appena aveva riconosciuto quelle spalle. I vari pezzi s’incastravano l’uno nell’altro. Anche la signora Brunner ormai doveva lasciarsi convincere, e lei era l’unica persona che potesse mandare a carte quarantotto l’alibi di Gorden.

Per quanto grande fosse il suo desiderio di scappare, lui non era tipo da voltare le spalle a chicchessia. Sull’altro lato della stanza c’era un armadio-ripostiglio, con la chiave nella serratura, e, quando aveva una rivoltella in pugno, Casey si sentiva sempre in forma.

— Mi addolorerebbe che voi due vi lasciaste — disse, indicando lo sportello dello sgabuzzino con l’arma — e, a volte, questi piccoli litigi si risolvono restando a tu per tu.

Quando girò la chiave con un sospiro di sollievo i due, chiusi nell’armadio-ripostiglio, protestavano con grande energia di linguaggio, ma Casey trovava per la prima volta la stanza abbastanza grande per respirarci agevolmente.

Fuori, per fortuna, regnava una quasi totale oscurità, e, dopo essersi ripreso l’auto al parcheggio, si avviò in direzione nord-ovest alla massima velocità concessa dal traffico, perché voleva a tutti i costi mantenere l’impegno preso con la signora Brunner. Ora voleva mantenerlo a tutti i costi. Mentre procedeva verso la taverna di Big John fu preso dal panico. E se Vanno fosse riuscito a liberarsi? E se Gorden, avendo sentore di quanto stava accadendo, lo avesse allontanato dalla città? Via, era proprio sciocco: i fatti erano fatti, e, anche ammesso che ne avesse avuto il tempo, Gorden non avrebbe potuto cancellare ogni pista. Del resto, se la signora Brunner aveva taciuto, il tempo gli sarebbe mancato in modo assoluto.

Quando arrivò a destinazione, la taverna era illuminata a giorno, e proprio davanti all’ingresso, sotto il lampione, era parcheggiata una lucente macchina nera della polizia. Casey aveva già rallentato e procedeva a passo d’uomo quando l’avvistò. Fu pronto a innestare la seconda per fare il giro dell’isolato, ma quando ripassò, la macchina c’era ancora. Non gli garbava. La taverna non era uno di quei locali tenuti d’occhio dalla polizia. S’infilò nel vicolo e andò a fermarsi accanto all’autorimessa in mattoni gialli, pensando che se gli fosse riuscito di entrare alla chetichella dal retro e salire da Phyllis… Prima doveva però liberarsi di una cosa. Trasse di tasca la rivoltella di Vanno e dopo essersi guardato attorno la lanciò sul tetto piatto della rimessa. Un giorno o l’altro era possibile che un proiettile di quell’arma venisse rinvenuto in un cadavere ripescato dal fiume o dal lago, e lui non voleva correre rischi di essere coinvolto.

Attese finché il suo respiro divenne più regolare, poi aprì la porta sul retro e attraversò senza far rumore la cucina, avviandosi verso le scale.

Un uomo dall’impermeabile grigio sgualcito uscì da dietro il tavolo. — Salve — esclamò il tenente Johnson. — Avevo il presentimento che sareste capitato da queste parti.

17

Pareva tanto innocuo, con la fetta di prosciutto affumicato in una mano e un panino nell’altra, che Casey capì subito come i nodi stessero venendo al pettine. Non era forse un poliziotto? C’era da stare in guardia, trovandosi un poliziotto in cucina, tanto più se ci si chiamava Casimir Morokowski.

Unendo pane e prosciutto, Johnson osservò: — Comincia il freddo e dà appetito. Del resto, non ho ancora pranzato.

— State facendo gli straordinari? — domandò Casey.

Domanda sciocca. Johnson si limitò a guardarlo, e fu sufficiente.

— John mi dice che siete tornato dalla California venerdì.

— Venerdì? Non ricordo.

— Strano. — Il tenente s’interruppe per mordere il panino. — Avete una guida interna grigia, se non sbaglio? — aggiunse.

— Esistono anche in California.

— Però non hanno la targa dell’Illinois.

Adesso Casey capiva. Sabato sera Johnson non era venuto per caso in visita. Si era ricordato, eccome, dell’individuo scorto all’albergo prospiciente il lago. Come avesse trovato le sue piste era un mistero, ma non dubitava che gli sarebbe presto stato chiarito. Alla polizia, probabilmente, poiché la mossa successiva sarebbe stata quella. Attese, mentre Johnson andava a prendere la tazza di caffè lasciata sul tavolo, ma poi qualcosa nello sguardo di lui lo indusse a voltarsi. Mamma era ritta sulla soglia, con il vecchio scialle azzurro sulle spalle e le consunte pantofole di feltro ai piedi.

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