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Il tempo delle metamorfosi [A Time of Changes - it]

Электронная книга - «Il tempo delle metamorfosi [A Time of Changes - it]». Краткое содержание книги:

Velada Borthan è di certo uno dei pianeti più singolari dell’universo, inquietante intreccio di contraddizioni: un clima dolce accanto alle condizioni più aspre, la vita più naturale accanto alla costrizione dei propri sentimenti, una civiltà raffinata accanto alla barbarie morale. Insomma, un inferno o un paradiso a seconda dei punti di vista: e, fatto assurdo, i suoi abitanti avevano scelto deliberatamente l’inferno. Giardino dell’Eden alla rovescia, Velada Borthan era completo anche di tentatore e di frutto proibito: in una società nella quale il peccato supremo consisteva nell’aprire spontaneamente il proprio animo agli altri, il frutto proibito non poteva essere che il mezzo per far diventare della coscienza del singolo la coscienza di tutti. Sarà il Terrestre Schweiz a rivelarlo sconvolgendo un ordine che, per essere stato liberamente scelto, non era per questo meno spietato e inumano. Kinnall Darival, il giovane principe protagonista della vicenda, è l’uomo al quale viene affidato il segreto della droga che conduce alla comunione degli spiriti, spezzando i legami nei quali la sua gente aveva rinchiuso la propria personalità. In un mondo in cui l’affermazione di se stessi era vietata sino al punto da considerare osceno il parlare in prima persona, questa totale apertura personale non poteva essere che la peggiore delle bestemmie. Era però necessario passare attraverso di essa per riscattare Velada Borthan del suo inferno, anche a costo della perdita dell’unico sentimento consentito in una società che aveva fatto dell’insensibilità la massima delle virtù. Nessun vincolo è tuttavia più resistente di quelli imposti dalla morale, per quanto assurda e deviata possa essere: per causa loro si è anche disposti a rinunciare volontariamente al paradiso a portata di mano.
Ottenuto premio Nebula in 1971.
Nominato per premi Hugo e Locus in 1972.
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— Non importa. È possibile ottenere altra droga. Forse si può trovare anche qualcun’altro con cui fare quest’esperienza. Nel frattempo voi avrete trovato l’estasi, Vostra Grazia. Persino un Terrestre può non essere egoista. Prendetela, Vostra Grazia, prendetela.

Gli diedi un’occhiata torva. — Può essere, Schweiz, che abbiate solo finto di voler prendere la droga anche voi? Può essere che in realtà voi cerchiate qualcuno che faccia da cavia, in modo da poter essere sicuro che la droga è innocua, prima di provarla?

— È una cattiveria, Vostra Grazia!

— Forse no. Forse la vostra idea era proprio questa. — Mi vidi porgere la droga a Noim, vidi lui cadere in convulsioni davanti a me proprio mentre mi preparavo a portare alle labbra la mia dose. Spinsi la bustina verso Schweiz. — No. L’offerta è rifiutata. La vostra generosità è grande, ma non si fanno esperimenti con le persone che si amano, Schweiz.

Si era arrossato in volto. — È un’accusa non meritata, Vostra Grazia. Vi si è offerto di rinunciare alla droga in buona fede, ed a caro costo. Ma, dato che non siete d’accordo, ritorniamo al progetto originale. Prendiamo la droga noi due, in segreto, per provare. Scopriamo insieme i suoi poteri, vediamo quali porte può dischiuderci. Sicuramente ne trarremo grandi vantaggi.

— Si vede quel che potreste guadagnarci voi — dissi, — ma quale vantaggio ci sarebbe per…

— Voi stesso? — ridacchiò Schweiz. Poi mi colpì sul vivo — Vostra Grazia, con questo esperimento potreste rendervi conto che la droga è sicura, scoprire la giusta dose, perdere la paura di rivelare il vostro cuore. Poi, dopo aver ottenuto un’altra dose di droga, sareste veramente pronto a quello che oggi i vostri timori vi impediscono di fare. Potreste prendere la droga con l’unica persona che amate veramente. Potreste usarla per rivelare il vostro cuore alla vostra sorella di legame Halum e per farvi rivelare il suo.

32

C’è una storia che si racconta ai bambini che stanno ancora imparando il Comandamento, una storia dei tempi in cui gli dèi andavano ancora vagando per il mondo in forma umana ed i primi uomini non erano ancora arrivati a Borthan. Gli dèi, a quel tempo, non sapevano di esserlo, perché non avevano mortali cui confrontarsi. Erano esseri innocenti, inconsapevoli dei loro poteri, e vivevano in modo semplice. Vivevano a Manneran (per questo Manneran presume di avere una santità superiore, perché secondo la leggenda è stata una volta la dimora degli dèi), mangiavano foglie e bacche e giravano nudi: soltanto durante il tiepido inverno di Manneran si buttavano leggermente sulle spalle delle pelli di animali. E non c’era nulla di divino, nel loro aspetto.

Un giorno, due di questi dèi dall’aria poco divina decisero di andare a vedere il mondo. L’idea del viaggio venne al dio il cui nome segreto era Kinnall, che è adesso il dio dei viaggiatori (sì, il nome mi viene da lui). Kinnall invitò a unirsi a lui la dea Thirga, che ora protegge gli innamorati. Thirga era irrequieta quanto Kinnall, e se ne andarono insieme.

Da Manneran, si diressero a Ovest, lungo la costa meridionale, fino alle spiagge del Golfo di Sumar. Poi volsero a Nord e traversarono il Passo Stroin, proprio presso il posto dove muoiono i Monti Huishtor. Entrarono nelle Terre Basse Bagnate, che non trovarono di loro gradimento e finalmente si avventurarono nelle Terre Basse Gelate, dove credettero di morire di freddo.

Allora si diressero di nuovo a Sud, questa volta piegando anche verso Ovest; in breve si trovarono di fronte i declivi interni dei Monti Threishtor. Sembrava che non fosse possibile attraversare una catena di monti così alti. Ne seguirono allora le falde a Sud senza riuscire a penetrare nelle Terre Basse Bruciate e si trovarono in gravi difficoltà fino al momento in cui per caso raggiunsero Passo Threish e si fecero faticosamente strada verso la fredda e nebbiosa provincia di Threish.

Durante la loro prima giornata a Threish, i due dèi scoprirono un posto dove c’era una sorgente che scaturiva dalla collina. L’apertura nella collina aveva nove lati e la roccia sovrastante era così luminosa da far dolere gli occhi. Aveva volute incandescenti, brillava e pulsava di molti colori che mutavano continuamente, rosso, verde, violetto, avorio, turchese e molti altri. Anche l’acqua che ne scaturiva era luminosa con in sé tutti i colori mai visti. Il corso era breve e finiva col perdersi nelle acque di un ruscello molto più largo, dove tutti quei meravigliosi colori si spegnevano.

Kinnall disse: — Il nostro viaggio nelle Terre Basse Bruciate è stato lungo e le nostre gole sono arse dalla sete. Beviamo? — E Thirga disse: — Sì, beviamo — e s’inginocchiò presso la fenditura della collina. Mise le mani a conca e le riempì d’acqua scintillante; anche Kinnall bevve ed il sapore dell’acqua era così dolce che spinsero i volti proprio nella corrente e bevvero a lunghe sorsate quanto potevano.

Appena l’ebbero fatto, cominciarono ad avvertire strane sensazioni nel corpo e nella mente. Kinnall volse lo sguardo verso Thirga e si accorse che poteva vedere i suoi pensieri, ed erano pensieri d’amore per lui. Thirga guardò lui e vide i suoi pensieri. — Siamo diversi, ora — disse Kinnall e non ebbe bisogno di parlare, perché Thirga capì immediatamente, non appena egli ebbe formulato il pensiero. E rispose: — No, non siamo diversi: siamo diventati capaci di capire l’uso dei doni che abbiamo sempre avuto, semplicemente.

Ed era vero. Possedevano molti doni e non li avevano mai usati prima. Potevano innalzarsi nell’aria e volare come uccelli, potevano cambiare la forma dei loro corpi, potevano camminare attraverso le Terre Basse Bruciate e attraverso le Terre Basse Gelate e non sentire fastidio, potevano vivere senza mangiare, potevano arrestare l’invecchiamento della loro carne e ringiovanire a volontà, potevano parlare senza parole. Avrebbero potuto fare tutte queste cose anche prima di venire alla sorgente, ma non conoscevano il modo; adesso erano capaci di usare le arti con cui erano nati. Avevano imparato, bevendo l’acqua della sorgente scintillante, come fare ad essere dèi.

Ma, anche così, non sapevano ancora di essere dèi.

Dopo un po’ si ricordarono degli altri rimasti a Manneran e tornarono in volo a dir loro della sorgente. Il viaggio durò soltanto un istante. Tutti i loro amici si fecero intorno, quando Kinnall e Thirga cominciarono a raccontare il miracolo della sorgente ed essi dimostrarono i loro nuovi poteri. Quando ebbero finito, tutti a Manneran decisero di andare alla sorgente. Si misero in marcia, in una lunga processione, attraverso il Passo Stroin e le Terre Basse Bagnate su per le falde orientali dei Threishtor fino a Passo Threish. Kinnall e Thirga volavano su di loro, indicando di giorno in giorno il cammino. Finalmente arrivarono alla sorgente, bevvero e ad uno ad uno divennero divinità. Poi si separarono: alcuni tornarono a Manneran, altri andarono a Salla, altri ancora si diressero verso Sumara Borthan o verso continenti lontani come Umbis, Dabis e Tibis: ormai erano come divinità, non avevano limiti nella velocità del loro viaggiare e desideravano vedere quegli strani posti. Kinnall e Thirga, invece, si stabilirono vicino alla sorgente, nella parte orientale di Threish e si contentarono di esplorarsi l’anima a vicenda.

Passarono molti anni e finalmente l’astronave dei nostri antenati atterrò a Threish, vicino alla costa occidentale. Gli uomini avevano finalmente raggiunto Borthan. Costruirono un villaggio e cominciarono a radunare cibarie. Uno dei pionieri, un certo Digant, si avventurò nel profondo della foresta in cerca di selvaggina. Si perse e continuò a girare e a girare fino a quando arrivò al luogo dove vivevano Kinnall e Thirga. Egli non aveva mai visto gente simile, e lo stesso era per i due dèi, prima di allora.

— Che razza di creature siete, voi? — chiese.

Kinnall rispose: — Una volta eravamo gente normale, ma ora tutto è cambiato, ora non invecchiamo mai, possiamo volare più veloci degli uccelli, le nostre anime sono aperte e possiamo prendere qualunque forma vogliamo.

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