Il cerchio del male [Þriðja táknið - it]
- Автор: Сигурдардоттир Ирса
- Серия: Thora Gudmundsdottir #1
- Год: 2006
- Язык: итальянский
- Год: Sperling & Kupfer
- ISBN: 9788820041724
- Переводчик: Paolo Maria Turchi
- Жанр: Криминальные детективы
Электронная книга - «Il cerchio del male [Þriðja táknið - it]». Краткое содержание книги:
«Lo sapevo», Thora annunciò in tono trionfante tornando nello studio.
«Lo sapevo anch’io», rispose Matthew. «Solamente che non sapevo che tu non lo sapessi.»
Thora era in procinto di rispondergli quando le squillò il telefonino, che estrasse dalla borsetta.
«Mamma», disse la flebile voce di Soley dall’altra parte. «Quando vieni a casa?»
Thora guardò l’orologio e si rese conto che era passato molto più tempo di quanto avesse previsto. «Arrivo fra pochissimo, amore. È successo qualcosa?»
Silenzio, poi: «No, no. Però mi sono stufata. Gylfi non ha voglia di giocare con me. Si è chiuso in camera, salta sul letto e non mi vuole far entrare!»
Thora non afferrò del tutto la situazione descritta da sua figlia, anche se era chiaro che Gylfi non stava svolgendo le sue mansioni di baby-sitter con la dovuta serietà. «Senti, gioia», le disse teneramente al telefono, «arrivo subito. Di’ a tuo fratello di smetterla di fare lo stupido e di uscire dalla sua stanza per stare con te.»
Poi madre e figlia si salutarono e Thora rimise il cellulare nella borsetta. Facendolo trovò il bigliettino dove aveva annotato alcune domande da rivolgere a Matthew. Lo prese e lo aprì. «Vorrei chiarire con te alcuni particolari ancora oscuri del dossier.»
«Alcuni?» ribatté Matthew sorpreso. «Mi aspettavo qualcosa di più, almeno ‘parecchi’. Ma comunque, dimmi pure.»
Thora ripassò in fretta la lista. Che diamine, si era veramente fatta sfuggire così tanti particolari? Meglio fare come se niente fosse. «Per la verità sto parlando solamente dei punti più importanti, i dettagli erano troppi per poterli appuntare.» Gli sorrise e proseguì: «Per esempio, il servizio militare. Perché sono stati inseriti nel dossier i documenti della leva? Harald era veramente così malato da non poter portare a termine il suo mandato?»
«Il servizio militare? No, l’ho inserito solamente perché ti facessi un’idea più ampia della vita di Harald. Probabilmente non ci dirà niente di particolare, ma non si sa mai dove potrebbero emergere delle connessioni importanti.»
«Stai forse dicendo che l’omicidio potrebbe addirittura collegarsi con il periodo trascorso nell’esercito?» chiese Thora scettica.
«No, non con certezza, almeno», rispose Matthew con altrettanto pessimismo. «Nelle questioni che riguardano Harald non si può essere mai sicuri di niente».
«Ma per quale motivo si era arruolato?» domandò Thora incuriosita. «A giudicare dai suoi precedenti, era più un tipo antimilitarista.»
«Non hai tutti i torti. In effetti, all’arrivo della cartolina di leva, in circostanze normali avrebbe optato per il servizio civile. Come saprai, l’obiezione di coscienza è un’alternativa valida in Germania.» Thora assentì. «Però sua sorella Amelia era morta da poco e la tragedia lo aveva profondamente segnato. Anzi, mi sentirei di affermare che avesse preso la decisione di partire soldato per una crisi spirituale. Era l’inizio del 1999 e nel novembre o dicembre dello stesso anno la Germania aveva deciso di inviare le sue truppe di pace nel Kosovo. Harald partì col sorriso sulle labbra. Benché non conosca la sua carriera militare nei minimi particolari, so che all’inizio si era rivelato un soldato modello, caparbio e coriaceo. Per questo motivo, ciò che poi accadde in Kosovo prese tutti di sorpresa.»
«Che cosa accadde?»
Matthew sogghignò. «In effetti è una storia piuttosto bizzarra, per così dire. Soprattutto se tieni presente che quella spedizione era la prima che l’esercito tedesco intraprendeva dalla fine della seconda guerra mondiale. Era dunque importantissimo che le reclute inviate fossero le migliori.»
«E Harald non lo era?»
«No, no, lui lo era, solo che fu sfortunato. Circa tre mesi dopo il suo arrivo in quella polveriera, il suo reggimento arrestò un serbo sospettato di avere informazioni riguardanti un attentato dinamitardo che aveva ucciso tre soldati tedeschi e ne aveva mutilati altri. Il serbo era tenuto in custodia nello scantinato della costruzione che serviva da quartiere base dell’armata. Harald era stato assegnato alla vigilanza. La seconda o la terza notte di prigionia c’era appunto lui di guardia, e il detenuto ancora non aveva detto una sola parola. Harald aveva rivelato al suo superiore di conoscere la maniera di far parlare le persone sotto interrogatorio e aveva ottenuto il permesso di provare tali metodi la notte successiva.» Matthew guardò Thora. «Chi gli concesse di cimentarsi in queste pratiche non aveva ovviamente alcuna idea della dimestichezza di Harald con la storia delle torture.»
Thora sbarrò gli occhi. «Lo ha torturato?»
«Diciamo soltanto che al serbo andò peggio che alla piramide umana del carcere di Abu Graheb. Ora, non sto assolutamente cercando di minimizzare gli eventi in Iraq, ma le foto che abbiamo visto in televisione erano come la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, paragonate con le sofferenze subite dal poveretto quella notte. Al cambio della guardia, la mattina dopo, Harald aveva naturalmente ottenuto tutte le informazioni che voleva, anzi, sicuramente anche qualcuna in più! Ma invece di ricevere i ringraziamenti che si aspettava e che credeva di meritare, fu congedato su due piedi non appena i suoi superiori videro il relitto di carne e sangue che giaceva sul pavimento della cella. Il fatto venne poi fatto passare sotto silenzio, come è logico, e in tutti i documenti ufficiali venne scritto che il congedo era avvenuto per motivi di salute.»
«E come fai tu a saperlo, allora?» chiese Thora, felice di poter finalmente fare una domanda relativamente normale.
«Io conosco delle persone», rispose Matthew con sussiego. «Ho anche parlato personalmente con Harald al suo ritorno dal Kosovo. Era tutto un altro individuo quello che mi trovai davanti, te lo posso assicurare. Che fosse stata l’esperienza militare o il gusto del sangue, non saprei dirlo. Era comunque diventato molto più strano di quanto già non fosse in precedenza».
«In che senso?»
«Così, più strano del solito. Sia nell’aspetto, sia nei modi di fare. Anzi, subito dopo queste vicende si iscrisse all’università e andò a vivere da solo, cosicché non ebbi più altrettante occasioni per parlargli. Le poche volte che poi ci incontrammo mi risultò comunque evidente che era entrato in una spirale senza fondo. E la morte di suo nonno, pochi mesi dopo, non fece che peggiorare la situazione. I due erano molto attaccati l’uno all’altro.»
Thora non sapeva che dire. Harald Guntlieb era indubbiamente un individuo molto particolare. Decise così di rimettersi a leggere la sua lista e arrivò all’articolo sulla vittima del sesso da soffocamento. A quel punto, però, di queste storie ne aveva già piene le tasche. Guardò il suo telefonino e vide che si era fatto molto tardi. «Matthew, ora devo proprio andare. La mia lista non è esaurita, ma per il momento ho ancora diverse cose da digerire prima di continuare.»