La lama dei sogni
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #11
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La lama dei sogni». Краткое содержание книги:
Le tre erano abbigliate come se avessero avuto intenzione di presenziare all’incoronazione di Arymilla quello stesso giorno. Il suo abito di seta rossa era cucito sul petto con perle coltivate e ricamato con leoni bianchi impennati lungo le maniche. Ondeggiando sulla sua sella, aveva negli occhi marroni lo stesso sguardo sbigottito dei suoi soldati. Naean, magra e dalla schiena dritta, vestita in blu con le triplici chiavi d’argento di Arawn che si arrampicavano su per le maniche e un motivo a volute lungo il petto, i capelli color nero scintillante raccolti in una reticella argentea decorata di zaffiri, pareva soggiogala piuttosto che intontita. Riuscì perfino a esibire un sogghigno, per quanto debole. Elenia dai capelli color miele, in un abito verde ricamato d’oro in maniera elaborata, divideva le sue occhiatacce fra Arymilla ed Elayne. Il legame trasmetteva trionfo e disgusto in egual misura. Il disprezzo di Birgitte per quelle donne era personale quanto quello di Elayne.
«Sarete mie ospiti a palazzo per adesso» disse loro Elayne. «Spero che i vostri forzieri siano colmi. I vostri riscatti pagheranno per questa guerra che avete causato.» Questo era maligno da parte sua, ma tutt’a un tratto si sentiva astiosa. I loro forzieri non erano affatto colmi. Avevano preso in prestito molto più di quello che potevano ripagare per ingaggiare mercenari. E per corromperli. Senza alcun riscatto per loro già si prospettava la rovina. Con esso sarebbero rimaste dilapidate.
«Non puoi credere che finirà a questo modo» disse Arymilla con voce roca. Suonava come se stesse cercando di convincere sé stessa. «Jarid è ancora in campo con una forza considerevole, Jarid e altri. Diglielo, Elenia.»
«Jarid cercherà di preservare quello che può di Sarand da questo disastro in cui ci hai trascinato» ringhiò Elenia. Iniziarono a urlarsi contro a vicenda, ma Elayne le ignorò. Si domandò se avrebbero gradito condividere un letto con Naean.
Il successivo ad apparire sotto scorta fu Lir Baryn e, qualche momento dopo, Karind Anshar. Snello come una spada e altrettanto forte, Lir aveva un’espressione pensierosa, non imbronciata o di sfida. La sua giacca verde, ricamata col martello dorato argenteo della casata Baryn sull’alto colletto, portava i segni della corazza che non stava più indossando, e i suoi capelli scuri erano imperlati di sudore. Altro scintillava sul suo volto. Non aveva certo sudato così tanto guardando altri uomini combattere. Karind era abbigliata in modo tanto sontuoso quanto le altre donne, in scintillante seta blu con una treccia argentea e perle nei suoi capelli striati di grigio. Il suo volto squadrato pareva rassegnato, in particolare dopo che Elayne disse loro dei riscatti. Nessuno dei due aveva contratto prestiti cosi onerosi come le altre tre, a quanto sapeva lei, ma il loro riscatto sarebbe stato comunque pesante.
Poi due uomini della Guardia comparvero con una donna un poco più vecchia di Elayne, con un semplice abito blu, una donna che lei pensò di riconoscere. Una spilla smaltata, una stella rossa e una spada argentea che scintillavano su un nero lucente, pareva essere il suo unico gioiello. Ma perché Sylvase Caeren stava venendo portata da lei? Una donna graziosa con occhi azzurri guardinghi fissi sul volto di Elayne, era l’erede di lord Nasin, non la Somma Signora di Caeren.
«Caeren sostiene Trakand» disse Sylvase sorprendentemente nell’arrestare il suo cavallo. Lo sconcerto di Elayne riecheggiò nel legame. Arymilla rimase a bocca aperta guardando Sylvase come se fosse matta. «Mio nonno ha avuto un infarto» disse la giovane donna con calma «e i miei cugini si sono affrettati a dichiararmi Somma Signora. Lo renderò pubblico, Elayne, se lo desideri.»
«Potrebbe essere meglio» disse Elayne lentamente. La pubblicazione avrebbe reso il suo sostegno irrevocabile. Quella non sarebbe stata la prima volta che una casata cambiava fazione, perfino senza la morte di un Sommo Signore, ma era meglio esserne certi. «Trakand accoglie con favore Caeren, Sylvase.» Meglio non essere nemmeno troppo distanti. Elayne sapeva poco di Sylvase Caeren. Sylvase annuì, accettando. Dunque aveva almeno un briciolo di intelligenza. Sapeva che non si sarebbe fidata del tutto di lei finché non avesse diramato le dichiarazioni del suo sostegno. «Se ti fidi un poco di me, posso avere in custodia Arymilla, Naean ed Elenia? Nel palazzo reale, naturalmente, oppure ovunque sceglierai di alloggiarmi. Credo che il mio nuovo segretario, mastro Lounalt, possa essere in grado di convincerle a garantire il loro sostegno a te.»
Per qualche motivo Naean emise un forte urlo e sarebbe caduta di sella se una guardia non le avesse afferrato il braccio per sostenerla. Sia Arymilla che Elenia parvero sul punto di vomitare.
«Penso di no» replicò Elayne. Una reazione simile non poteva essere dovuta al proporre una semplice conversazione con un segretario. Pareva che Sylvase avesse un nocciolo duro dentro di sé.
«Naean ed Elenia hanno pubblicato il loro sostegno ad Arymilla. Non vorranno certo distruggersi ritrattando.» Quello le avrebbe davvero distrutte. Casate più piccole votate a loro avrebbero iniziato invece ad allontanarsi finché le loro stesse casate non avessero diminuito la loro importanza. Loro stesse sarebbero potute non sopravvivere a lungo come Somme Signore dopo aver annunciato che ora sostenevano Trakand. E per quanto riguardava Arymilla... Elayne non avrebbe permesso ad Arymilla di cambiare idea. Avrebbe rifiutato il sostegno di quella donna anche se gliel’avesse offerto!
Qualcosa di cupo attraversò lo sguardo di Sylvase mentre osservava le tre donne. «Potrebbero, con la persuasione adeguata.» Oh, sì: un nocciolo davvero duro. «Ma come desideri tu, Elayne. Sta’ molto attenta a loro, però. Hanno il tradimento nel sangue.»
«Baryn sostiene Trakand» annunciò all’improvviso Lir. «Anch’io lo renderò pubblico, Elayne.»
«Anshar sostiene Trakand» disse Karind in tono deciso. «Diramerò oggi stesso le dichiarazioni.»
«Traditori!» urlò Arymilla. «Sarete uccisi per questo!» Armeggiò alla sua cintura, a cui era appeso un fodero di pugnale, ingioiellato e vuoto, come se avesse intenzione di provvedere da sola a quella faccenda. Elenia iniziò a ridere, ma non sembrava divertita. Pareva quasi che stesse piangendo. Elayne trasse un profondo respiro. Ora aveva nove casate su dieci che le servivano. Non si faceva illusioni. Qualunque fossero le ragioni di Sylvase, Lir e Karind, stavano cercando di salvare il salvabile prendendo le distanze da una causa persa e aggrappandosi a una che all’improvviso pareva guadagnare possibilità. Si sarebbero aspettati che lei garantisse loro una preferenza per essersi dichiarali per lei prima che avesse ottenuto il trono, dimenticando al contempo che avessero mai sostenuto Arymilla. Lei non avrebbe fatto nessuna delle due cose. Ma non poteva nemmeno rifiutarli così su due piedi. «Trakand accoglie Baryn.» Non cordialmente, però. Quello mai.
«Trakand accoglie Anshar. Capitano Guybon, porta i prigionieri in città il più in fretta possibile. Agli armigeri di Caeren, Baryn e Anshar saranno restituite le loro armi e armature non appena i proclami saranno stati diffusi, ma possono riavere i loro stendardi subito.» Lui le rivolse il saluto e fece voltare il suo baio, già impartendo gli ordini.
Mentre Elayne spronava il grigio verso Dyelin, che stava cavalcando fuori da una strada secondaria seguita da Catalyn e dai tre giovani sciocchi nelle loro armature dorate, Sylvase, Lir e Karind si misero dietro di lei e Birgitte. Elayne non provò alcuna inquietudine nel trovarseli alle spalle, non con cento donne della Guardia dietro le loro. Sarebbero stati sorvegliati con molta attenzione finché quei proclami non fossero stati inviati. Sylvase inclusa. La mente di Elayne era già proiettata in avanti.