Fuga dal futuro [Our Children's Children - it]
- Автор: Саймак Клиффорд Д.
- Год: 1974
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Beata Della Frattina
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Fuga dal futuro [Our Children's Children - it]». Краткое содержание книги:
— State certo alludendo al nostro collasso economico e sociale. Alice ci ha detto che alla vostra epoca Washington non esiste. Immagino che siano scomparse anche New York, Chicago, e le altre città più importanti.
— Ormai avete rotto l’equilibrio e credo che sia troppo tardi per correre ai ripari — disse Osborne. — La vostra economia basata sullo sperpero sta per arrivare alla bancarotta e le differenze sociali si approfondiscono ogni giorno di più. Inoltre…
— E credete che tornare nel Miocene costituirebbe un rimedio?
— Sarebbe un nuovo punto di partenza.
— Io non ne sono tanto sicuro — osservò Wilson.
— Posso accendere la radio? — domandò Black dal sedile anteriore. — Dev’essere già cominciato il discorso del Presidente.
Senza aspettare risposta, accese la radio. Il Presidente stava parlando: — …poco che vi posso dire. Perciò non vi tratterrò a lungo. Stiamo ancora vagliando i fatti e vi renderei un cattivo servizio se vi dicessi qualcosa di più o di meno dei fatti stessi. Ma voglio prima di tutto assicurarvi che il governo vi terrà informati. Appena sapremo qualcosa di sicuro ve lo diremo.
“Per ora, quello che sappiamo è questo: nel futuro, a circa cinquecento anni dalla nostra epoca, i nostri discendenti sono stati assaliti da invasori provenienti dallo spazio. Sono riusciti a tenerli a bada per una ventina d’anni, ma poi purtroppo si sono resi conto che la partita era perduta. Dovevano abbandonare la Terra, Ma dove potevano andare? Per fortuna in quegli anni era stato scoperto il modo di viaggiare a ritroso attraverso il tempo, ed ecco perché sono venuti a rifugiarsi da noi. Ma non hanno intenzione di fermarsi. Appena possibile, ci lasceranno per andare ancora molto più indietro nel passato. Per riuscirci, però, hanno bisogno del nostro aiuto. Dovremo costruire i tunnel temporali, e rifornirli delle materie prime necessarie a iniziare la loro nuova vita. Per motivi economici che ognuno comprenderà, non possiamo rifiutarci di aiutarli. E non solo noi, ma anche il resto del mondo. Non dimentichiamoci che sono figli dei nostri figli, costretti ad abbandonare tutto quello che avevano sotto la spinta di tragici avvenimenti in cui loro non hanno la minima parte di colpa. Resta poi da vedere in che modo potremo aiutarli. Ci si presentano molti e gravi problemi, ma dovremo risolverli, per il loro, e per il nostro bene. E non si può indugiare, ma dobbiamo rimboccarci le maniche e metterci subito e volonterosamente all’opera. Sono quindi costretto a chiedervi tutta la devozione e il senso di sacrificio di cui siete capaci. In seguito vi illustrerò i particolari dei problemi di cui vi ho accennato, ma ora me ne manca il tempo, non solo, ma gli avvenimenti sono ancora in corso e i progetti sono allo stadio di abbozzo.”
La voce era calma, fiduciosa, sicura, senza traccia di disperazione, sebbene Wilson fosse certo che il Presidente si trovava in uno stato d’animo ben diverso. Ma era un consumato uomo politico e sapeva dominarsi in modo da poter infondere fiducia nei suoi ascoltatori.
— Ormai — stava proseguendo il Presidente — voi tutti saprete che due di quegli esseri venuti dallo spazio sono riusciti a eludere la pur efficiente sorveglianza posta dai nostri discendenti all’ingresso dei tunnel, e ad arrivare in Virginia. Uno è stato subito ucciso, mentre l’altro è riuscito a fuggire. Vi confesso onestamente che al momento attuale ignoriamo dove si sia nascosto. Stiamo facendo di tutto per scovarlo e distruggerlo, ed è probabile che ci riusciremo in breve tempo. Intanto vi esorto a non lasciarvi prendere dal panico. Il fatto che uno degli invasori sia a piede libero sulla Terra non costituisce che uno dei nostri problemi, e non il maggiore. Ma, grazie alla vostra collaborazione, riusciremo a risolverli tutti.
Tacque, e Wilson si chiese se avesse finito, ma il Presidente continuò: — Devo aggiungere una cosa non piacevole, ma che, ne sono certo, voi vi renderete conto che deve essere fatta, che è il minimo che si possa fare. Vi renderete conto, spero, che è necessaria per il bene di tutti noi. Pochi minuti fa ho firmato un decreto che, tenendo conto dello stato di emergenza in cui ci troviamo, ordina la chiusura delle banche e delle borse a tempo indeterminato. Questo significa che fino a nuovo ordine tutte le operazioni finanziarie sono sospese. Tutti i prezzi, salari e paghe verranno congelati. Naturalmente è una situazione che non durerà a lungo, ve lo prometto. Il decreto verrà revocato non appena il Congresso e i diversi Ministeri avranno promulgato le leggi che regoleranno le restrizioni e le norme necessarie nella situazione in cui ci siamo venuti a trovare. Spero che vorrete sopportare di buon grado i sacrifici che vi sono imposti e condividerli con noi. Le decisioni che sono stato costretto a prendere sono gravi e penose, ma necessarie.
Wilson lasciò andare lentamente il respiro, rendendosi conto solo allora di averlo trattenuto a lungo.
Sapeva che si sarebbe scatenato un putiferio. La stampa e l’opinione pubblica avrebbero reagito con estrema violenza… Accidenti, pensò Wilson, perché non ci hai avvertito? Adesso quando dirò che non ne sapevo niente, non mi crederanno.
Ma si trattava di un passo talmente logico, che tutti — lui compreso — avrebbero dovuto pensarci. Si chiese se il Presidente si fosse consultato con qualcuno in proposito, ma era probabile di no. C’era stato pochissimo tempo, e aveva avuto molte altre cose da fare.
Intanto, il Presidente stava accomiatandosi dagli ascoltatori. — Buona notte, signor Presidente — disse Wilson, e si meravigliò che gli altri lo guardassero in modo strano.
28
La sala stampa era illuminata solo dalla fievole luce delle telescriventi che ticchettavano senza posa. Wilson si chinò ad accendere la lampada sulla scrivania, poi ci ripensò. Non aveva bisogno di luce. Si abbandonò sulla sedia.
Per la prima volta, dal pomeriggio, non aveva niente da fare, ma era tormentato da un senso di urgenza, da un’inquietudine che gli impediva di rilassarsi.
Non riusciva ancora a capacitarsi. Tutto era accaduto troppo in fretta, ci voleva del tempo per assuefarsi; invece, nel giro di poche ore, l’umanità si era trovata a dover affrontare problemi imprevisti e che non aveva mai affrontato in tutto il corso della sua storia.
Le telescriventi continuavano a ticchettare e sul pavimento si ammucchiavano arrotolandosi le lunghe strisce di carta che uscivano dalle macchine. Forse c’era qualche novità, pensò Wilson, e si alzò pigramente per andare a guardare. L’Associated Press aveva appena trasmesso:
WASHINGTON (AP). Stanotte ha avuto inizio una grande battuta nelle montagne della zona occidentale per cercare il mostro fuggito qualche ora fa da un tunnel temporale in Virginia. Numerose persone hanno dichiarato di averlo visto, ma si ha motivo di credere che la maggior parte delle segnalazioni siano prive di fondamento. Contingenti dell’esercito e della polizia sono impiegati nella battuta e stanno setacciando la zona, ma, data la vastità del territorio da coprire, si hanno poche speranze…
Wilson appallottolò il foglio e ne raccolse un altro.
LONDRA (AP). Questa mattina all’alba il governo era ancora riunito nell’abitazione del Primo Ministro. Nel corso della notte c’è stato un continuo andirivieni…
NUOVA DELHI (INDIA), AP. Nel corso delle ultime dieci ore, attraverso i tunnel temporali grano e gente hanno continuato ad arrivare dal futuro. Si sono creati dei problemi…
NEW YORK (AP). Ci sono evidenti sintomi che al sorgere del nuovo giorno si verificheranno disordini e violente proteste non solo a Harlem, ma anche in altre zone della città abitate da minoranze etniche. La paura che l’afflusso dei profughi dal futuro possa portare a una riduzione nell’approvvigionamento dei generi di prima necessità potrà provocare dimostrazioni di massa. Revocati le licenze e i permessi delle forze di polizia…