Giove chiama Terra [Voyagers - it]
- Автор: Бова Бен
- Серия: Viaggiatori #1
- Год: 1982
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Vittorio Curtoni
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Giove chiama Terra [Voyagers - it]». Краткое содержание книги:
Ma queste non sono praticamente le stesse parole con cui abbiamo presentato nello scorso numero Segnali da Giove di Zach Hughes?
Il fatto è che Ben Bova e Zach Hughes per una straordinaria coincidenza hanno scritto e pubblicato contemporaneamente due romanzi che partono dalle stesse premesse pur arrivando a conclusioni diversissime. Veda dunque il lettore quali delle due preferisce e tenga conto d’altra parte che il complesso, ricchissimo romanzo di Bova è quasi tre volte più lungo di quello di Hughes e negli USA costa più del doppio, mentre in URANIA costa naturalmente lo stesso. Un’occasione da non perdere.
«No!» ruggì Markov. «Non puoi farlo.»
«Il tuo fallimento è il mio fallimento» ribatté Maria. «E prima che questo succeda, manderò all’inferno la tua puttanella.»
«Maria, non capisci…»
«No, sei “tu” che non capisci. Non sono disposta ad accettare la tua parola in questa situazione. Non quando so che ti sei messo a giocare, anziché lavorare. E con la mia carriera che giochi! Con la mia vita! E con la tua.»
Disperato, lui si passò una mano tra i pochi capelli. «Senti… Ho fatto un lavoro serio su quei segnali. Onestamente. Lascia che mostri tutto all’accademico Bulacheff. Se lui è d’accordo con me, ti riterrai soddisfatta?»
Maria gli lanciò un’occhiata lunga, assassina; poi infilò una mano nella valigia ai suoi piedi e tirò fuori un foglio di carta, una lettera manoscritta.
«Leggi qui» ordinò.
Markov socchiuse gli occhi, si frugò in tasca, trovò gli occhiali, li infilò. Mentre leggeva, il suo viso perse ogni sicurezza. La mano cominciò a tremargli leggermente.
Alla fine, tornò a guardare sua moglie. «Chi… Chi è questo Stoner?»
«Uno scienziato americano, un astrofisico che ha partecipato alla costruzione del telescopio che gli americani hanno messo in orbita all’inizio di quest’anno.»
Vacillante, Markov raggiunse il letto, vi si lasciò cadere. «E, secondo lui, nelle vicinanze di Giove c’è una nave spaziale che è la causa dei segnali.»
Maria disse: «Perché ti ha scritto una lettera del genere?»
Scrutando il foglio sottile, Markov rispose: «Dice di aver letto il mio libro sui linguaggi extraterrestri…»
«Il tuo celebre libro.»
«Ma… Tu credi a quello che dice, Maria? Forse è un trucco degli americani.»
«Molti americani non comprendono la natura della lotta fra capitalismo e comunismo. Pensano che i due sistemi possano coesistere in pace.»
Markov annuì.
«Questo Stoner è un idealista. È anche uno scienziato che vuole ottenere certi riconoscimenti per aver scoperto una forma di vita aliena. Ecco perché ti ha scritto.»
«Ma perché proprio a me? Perché non alla Federazione Astronomica Internazionale? O all’Accademia Sovietica delle Scienze? Perché a me?»
«E chi lo sa?» rispose Maria. «I nostri agenti in America stanno indagando.»
Markov cercò di riprendere il controllo di sé. Stavano succedendo troppe cose, troppo in fretta.
«Credi ancora» chiese Maria «che quei segnali non siano un linguaggio?»
Lui trasse un profondo respiro; poi: «Non sono un linguaggio. Come minimo, non sono un tipo di linguaggio che io possa comprendere.»
Lei si protese, gli strappò la lettera di mano. Rimettendola in valigia con estrema cura, disse: «Pochi momenti fa hai espresso il desiderio di vedere l’accademico Bulacheff. Vuole vederti anche lui. Immediatamente. Stanotte rientriamo a Mosca.»
12
…Alla fine del novembre ’67 ho identificato una sorgente radio pulsante a livello di registrazione veloce. Mentre la penna tracciava il grafico sulla carta, vidi che il segnale era composto di una serie d’impulsi… distanziati l’uno dall’altro di un secondo e un terzo.
Poi Scott e Collins osservarono gli impulsi con un altro radiotelescopio… il che portava a eliminare gli effetti strumentali. John Pilkington misurò la dispersione del segnale, e da lì si dedusse che la fonte era molto al di fuori del Sistema Solare, ma all’interno della galassia. Quindi, si trattava di impulsi prodotti dall’uomo, ma da uomini di un’altra civiltà?… Non credemmo realmente di aver raccolto i segnali di un’altra civiltà, ma naturalmente l’idea ci si era presentata, e non esistevano prove che si trattasse di un’emissione radio del tutto naturale. È un problema interessante: se si ritiene di aver scoperto la vita in altri punti dell’universo come si possono annunciare i risultati con piena responsabilità?