Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Космическая фантастика » Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]
Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]

Электронная книга - «Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]». Краткое содержание книги:

L’inquisizione è tornata a colpire. Nell’anno del Signore 3131, la Chiesa, garante dell’immortalità fisica a tutti i suoi fedeli, ingaggia una crociata contro gli Ouster, indomiti mutanti di origine umana. E lancia nello spazio una spietata caccia a Aenea — la fanciulla ritenuta il nuovo messia — per carpire il segreto della sua forza misteriosa. Mentre Endymion è custodito nella cella della morte, la ribellione dei giusti sta per giungere al suo atto finale: tutto ruota intorno a Aenea, dotata di grandi poteri e portatrice di oscure verità… Dopo «Hyperion», «La caduta di Hyperion» ed «Endymion», Dan Simmons tocca con questo romanzo l’apice della forza visionaria e immaginativa. E conclude una delle più celebrate, irresistibili e sensazionali saghe fantascientifiche del nostro tempo.
1 ... 164 165 166 167 168 169 170 171 172 ... 211
Перейти на страницу:

«Quando la signora Rachel, la signora Theo e gli altri rimasero con me su Groombridge Dyson D? Continuammo il lavoro della signora Aenea, signor Endymion. Sono stato particolarmente impegnato nella costruzione del…»

«No, no» lo interruppi. «Volevo domandarti che cosa sai della sua assenza.»

A. Bettik esitò. «Virtualmente nulla, signor Endymion» disse poi. «La signora Aenea ci comunicò di doversi assentare per qualche tempo. Aveva provveduto al nostro impiego e alla continuazione del lavoro con i suoi… studenti. Un giorno andò via e rimase via per quasi due anni standard…»

«Un anno, undici mesi, sette giorni e sei ore.»

«Sì, signor Endymion. Esatto.»

«E al suo ritorno non ti ha mai detto dov’era stata?»

«No, signor Endymion. Per quanto ne so, non l’ha mai rivelato a nessuno di noi.»

Avrei voluto afferrare A. Bettik per le spalle, fargli capire perché quella informazione era d’importanza vitale per me. Ma l’androide avrebbe capito? Non lo sapevo. Invece, sforzandomi di usare un tono calmo, quasi disinteressato (e fallendo miseramente) dissi: «Hai notato qualcosa di diverso in Aenea, quando tornò da quella vacanza, A. Bettik?».

Il mio amico androide esitò: non per riluttanza a parlare, pareva, ma per la difficoltà di ricordare sfumature d’emozione umana. «Subito dopo il suo ritorno partimmo per T’ien Shan, signor Endymion» disse poi. «Se ben ricordo, per alcuni mesi la signora Aenea fu soggetta a forti sbalzi d’umore… euforica un minuto, in preda alla più nera disperazione il minuto dopo. Ma quando lei è giunto su T’ien Shan, quella crisi emotiva pareva essersi già attenuata.»

«E non ha mai detto che cosa la provocasse?» Mi sentivo un porco a parlare così alle spalle della mia amata, ma sapevo che lei non avrebbe toccato con me quell’argomento.

«No, signor Endymion. Non mi parlò mai della causa. Presumo che si trattasse di uno o più eventi accaduti durante il periodo di assenza.»

Inspirai a fondo. «Prima che partisse, sugli altri pianeti, Amritsar, Patawpha, uno qualsiasi dei pianeti prima della sua partenza da Groombridge Dyson D… ha avuto… è stata… c’è stato qualcuno?»

«Non capisco, signor Endymion.»

«C’è stato un uomo nella sua vita, A. Bettik? Qualcuno verso il quale mostrasse affetto? Qualcuno che sembrasse in grande intimità con lei?»

«Ah» disse l’androide. «No, signor Endymion, non mi pare che ci fosse qualche maschio che mostrasse uno speciale interesse per la signora Aenea, se non come insegnante e possibile messia, naturalmente.»

«Già. E nessuno tornò con lei, dopo un anno, undici mesi, sette giorni e sei ore?»

«No, signor Endymion.»

Strinsi la spalla di A. Bettik. «Grazie, amico mio. Mi dispiace di averti fatto queste stupide domande. Solo che… non capisco… da qualche parte c’è un… merda, non importa. È solo una stupida emozione umana.» Mi girai per andarmi a unire agli altri.

A. Bettik mi prese per il polso e mi fermò. «Signor Endymion» disse piano «se l’emozione a cui si riferisce è l’amore, nella mia esistenza ho osservato la specie umana abbastanza a lungo da sapere che l’amore non è mai un’emozione stupida. Credo che la signora Aenea abbia ragione, quando insegna che potrebbe essere la principale energia dell’universo.»

Rimasi a guardarlo a bocca aperta, mentre lasciava la loggia e tornava nell’affollata biblioteca.

Erano sul punto di prendere una decisione.

«Secondo me» diceva Aenea, mentre entravo nella sala «dovremmo mandare un messaggio per mezzo della navetta a propulsione Gideon. Mandarlo direttamente e subito.»

«Confischeranno la navetta» disse Sian Quintana Ka’an, nel suo musicale contralto. «Ed è l’unica nave a propulsione istantanea che ci resta.»

«Bene» disse Aenea. «Quelle navi sono un abominio. Ogni volta che le si usa, si distrugge una parte del Vuoto che lega.»

«Tuttavia» disse Paul Uray, nel suo rauco dialetto Ouster, dando l’impressione di qualcuno che parlasse per radio fra scariche di statica «resta la possibilità di usare la navetta come mezzo di tiro.»

«Per lanciare testate nucleari o armi al plasma contro l’armada?» replicò Aenea. «Mi pareva che avessimo accantonato questa eventualità.»

«È il nostro unico modo di colpirli prima che ci colpiscano» disse il colonnello Kassad.

«Non sarebbe di alcun vantaggio» disse la Vera Voce dell’Albero Stella Ket Rosteen. «Le navette automatiche non sono costruite per la precisione. Una nave da guerra Arcangelo la distruggerebbe a minuti luce dal bersaglio. Sono d’accordo con Colei che insegna. Mandiamo il messaggio.»

«Ma il messaggio fermerà il loro attacco?» domandò Systenj Coredwell.

Aenea mosse la mano in quel gesto che conoscevo bene. «Non ci sono garanzie… ma se il messaggio li spiazza, almeno useranno le loro navette automatiche istantanee per rinviare l’attacco. Il tentativo vale la pena, ritengo.»

«E cosa dirà il messaggio?» domandò Rachel.

«Per favore, passatemi quella pergamena e lo stilo» disse Aenea.

Theo andò a prendere l’occorrente e lo depose sullo Steinway. Tutti, compreso me, si affollarono intorno a Aenea, che scrisse:

A papa Urbano XVI e al cardinale Lourdusamy.

Vengo su Pacem, al Vaticano.

Aenea.

«Ecco» disse la mia giovane amica, passando la pergamena a Navson Hamnim. «Per favore, appena avremo attraccato, mettila nella navetta corriere; predisponi il radarfaro su "Contiene messaggio scritto" e invia la navetta nel sistema di Pacem.»

L’Ouster prese la pergamena. Non avevo ancora imparato l’arte di leggere l’espressione facciale degli Ouster, ma capivo che qualcosa rendeva incerto Navson Hamnim. Forse era una forma ridotta dello stesso confuso timore che in quel momento mi riempiva il petto.

"Vengo su Pacem" pensai. Che diavolo significava, maledizione? Come poteva, Aenea, andare su Pacem e restare viva? Impossibile. E dovunque lei andasse, ero certo di una sola cosa: sarei stato al suo fianco. Ciò significava che Aenea avrebbe ucciso anche me, se era di parola. Com’era sempre stata. "Vengo su Pacem." Era solo un trucco per trattenere la loro flotta? Una vuota minaccia? un modo di tenerli in stallo? Avevo voglia di scuotere la mia amata fino a farle cadere i denti, o finché non mi avesse spiegato tutto.

«Raul» disse Aenea. Con un gesto mi invitò ad avvicinarmi.

Forse, pensai, questa era la spiegazione che volevo, forse dall’altra parte della stanza aveva letto la mia espressione e aveva visto il mio tumulto interiore. Invece Aenea disse solo: «Palou Koror e Drivenj Nicaagat mi mostreranno cosa si prova a volare come un angelo. Vuoi venire con me? Lhomo ha già accettato».

"Volare come un angelo?" Per un momento fui sicuro che straparlasse.

«Hanno una dermotuta in più, se vuoi venire» diceva intanto Aenea. «Ma dobbiamo muoverci subito. Siamo quasi tornati all’Albero Stella e la nave attraccherà fra qualche minuto. Het Masteen deve continuare il carico e l’approvvigionamento della Yggdrasill e io ho cento cose da fare prima di domani.»

«Va bene» dissi, senza sapere a che cosa acconsentissi. «Vengo anch’io.» In quel momento ero abbastanza ingrugnito da pensare che la risposta era una meravigliosa metafora per tutti i miei dieci anni di odissea: "Va bene, non so cosa faccio né dove mi caccio, ma conta anche me nel gruppo".

Uno degli Ouster adattati allo spazio, Palou Koror, ci diede le dermotute. Avevo già usato le dermotute, naturalmente… l’ultima volta risaliva solo a qualche settimana prima (anche se mi parevano mesi o anni) quando con Aenea e A. Bettik avevo scalato il T’ai Shan, il Grande Picco del Regno di mezzo… ma non avevo mai visto né toccato una dermotuta come quelle.

L’invenzione delle dermotute risale a parecchi secoli fa e si basa sull’idea che il modo migliore per non esplodere nel vuoto non è l’ingombrante tuta pressurizzata dei primi giorni del volo spaziale, ma un rivestimento così sottile da consentire la traspirazione anche mentre protegge la pelle dal terribile calore, dal freddo e dal vuoto dello spazio. In tutti questi secoli le dermotute non sono cambiate molto, se non per incorporare filamenti per riciclare l’aria e pannelli osmotici. La mia ultima dermotuta era un manufatto dell’Egemonia, abbastanza efficiente, prima che con le sue unghie Rhadamanth Nemes la riducesse a brandelli.

1 ... 164 165 166 167 168 169 170 171 172 ... 211
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)