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Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]

Электронная книга - «Il risveglio di Endymion [The Rise of Endymion]». Краткое содержание книги:

L’inquisizione è tornata a colpire. Nell’anno del Signore 3131, la Chiesa, garante dell’immortalità fisica a tutti i suoi fedeli, ingaggia una crociata contro gli Ouster, indomiti mutanti di origine umana. E lancia nello spazio una spietata caccia a Aenea — la fanciulla ritenuta il nuovo messia — per carpire il segreto della sua forza misteriosa. Mentre Endymion è custodito nella cella della morte, la ribellione dei giusti sta per giungere al suo atto finale: tutto ruota intorno a Aenea, dotata di grandi poteri e portatrice di oscure verità… Dopo «Hyperion», «La caduta di Hyperion» ed «Endymion», Dan Simmons tocca con questo romanzo l’apice della forza visionaria e immaginativa. E conclude una delle più celebrate, irresistibili e sensazionali saghe fantascientifiche del nostro tempo.
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La Caduta dei teleporter pose fine all’uso di triliardi di neuroni umani nel tentativo di ottenere l’Intelligenza Finale collegata alla sfera dati. Senza il trucco dei teleporter che consentiva di attaccarsi come sanguisughe ai cervelli umani ospiti per rubare la stessa energia vitale dei neuroni e dei fronti d’onda olistici e per collegare miliardi di menti umane in calcolatori in parallelo, il progetto Intelligenza Finale fu costretto a fermarsi. Con i crucimorfi, il parassitismo a danno del cervello umano è ripreso.

Ma ora è più complesso del puro e semplice collegamento in spazio dati di miliardi di menti umane in parallelo per gli scopi del Nucleo. Molti anni fa, nel lontano XX secolo, ricercatori umani che trattavano simili reti neurali composte di intelligenze silicee pre-IA, scoprirono che il modo migliore per rendere creativa una rete neurale era di ucciderla. In quei secondi di morte, perfino negli ultimi nanosecondi di esistenza di una coscienza senziente o quasi-senziente, il processo lineare, essenzialmente binario, di rete neurale calcolatrice saltava le barriere e diventava follemente creativo nella quasi mortale liberazione dal calcolo a base binaria spento-acceso.

Le simulazioni computerizzate di scontri militari, risalenti al tardo XX secolo, mostravano che reti neurali moribonde prendevano decisioni inaspettate ma altamente creative: per esempio, una IA primitiva pre-senziente che controllava una flotta danneggiata in una simulazione di battaglia navale all’improvviso affondava le proprie navi colpite in modo che i resti della flotta riuscissero a fuggire. A questo punto giungeva il genio della creatività a rete neurale non lineare moribonda.

Il Nucleo non ha mai avuto una simile creatività. Ha in essenza la struttura lineare seriale dell’unità centrale d’elaborazione da cui si è evoluto, accoppiata alla mentalità ossessiva, non creativa, del parassita finale.

Ma con il crucimorfo, il grande congegno calcolatore di rete neurale del Nucleo che è la parte cristiano-crucimorfica della specie umana, ha trovato una fonte di creatività quasi illimitata. Tutto ciò di cui le entità del Nucleo hanno bisogno come catalizzatore di creatività è la morte di gran parte della rete neurale. E gli esseri umani forniscono in abbondanza quel catalizzatore.

Le IA del Nucleo volteggiano come vampiri, aspettano di nutrirsi dei cervelli umani morenti, succhiano il midollo della creatività dalle ossa mentali dell’uomo. E quando le morti scendono sotto il livello necessario o quando la domanda di soluzioni creative cresce, le IA orchestrano qualche milione di altri decessi.

Accadono incidenti bizzarri. La salute dell’uomo non è quella che era qualche secolo fa. Le morti per rumori, cardiopatie e simili sono in aumento. E vi sono altre forme più subdole di mortalità accomodata. Anche se la Pax ha imposto la pace nell’impero interstellare umano, crescono le occasioni di morte violenta. Si introducono nuove forme di morte. Le navi Arcangelo sono un primo esempio. Per i cristiani rinati la morte è un bene a buon mercato. Ma per il Nucleo è una ricca fonte di creatività orchestrata.

Ecco quindi il crucimorfo. Ed ecco quindi, credo, almeno una ragione per eliminare quella mostruosità dal corpo umano e dall’anima umana.

(Aenea termina di parlare. Segue un lungo silenzio. Le foglie mormorano nel soffio dell’aria fatta circolare sulla nave-albero. Non uno delle centinaia di esseri umani o umanoidi sulle varie piattaforme, rami, ponti o scale, pare battere ciglio, tanto sono intensi gli sguardi puntati sulla mia amica. Alla fine una voce decisa si alza…)

Padre capitano de Soya: Porto ancora l’abito talare e non ho rinunciato ai voti di prete cattolico. C’è qualche speranza per la mia Chiesa, non la Chiesa della Pax, soggetta al controllo del TecnoNucleo e alla vanità di avidi uomini e donne, ma la Chiesa di Gesù Cristo e delle centinaia di milioni che hanno seguito la sua parola?

Aenea: Federico, padre de Soya, la risposta tocca a lei. A lei e ai fedeli come lei. Ma posso dirle che oggi miliardi di uomini e donne, alcuni col crucimorfo, molti altri senza, desiderano ardentemente il ritorno a una Chiesa che si occupi di faccende spirituali, degli insegnamenti di Cristo e delle più profonde questioni del cuore, anziché essere ossessionata da questa falsa risurrezione.

Templare Het Masteen: Riverita maestra, se posso cambiare argomento, dal cosmico e teologico al personale e insignificante…

Aenea: Niente di cui lei parla potrebbe essere insignificante, Vera Voce dell’Albero Het Masteen.

Het Masteen: Riverita maestra, ho partecipato al pellegrinaggio su Hyperion, con sua madre…

Aenea: Mi parlò spesso di lei, Vera Voce dell’Albero Het Masteen.

Het Masteen: Allora sa, maestra, che mentre attraversavamo sul carro a vento il mar d’Erba, il Signore della Sofferenza, lo Shrike, venne a me. E mi portò avanti nel tempo e in là nello spazio… in questo tempo, in questo luogo.

Aenea: Sì.

Het Masteen: Nelle conversazioni con lei e con i miei fratelli nella confraternita del Muir, ho capito che è mio destino servire in questa epoca il Muir e la causa della vita, come fu profetizzato secoli fa da quelli tra noi in grado di vedere nel Vuoto che lega. Ma in questi giorni e malgrado gli sforzi dei miei fratelli e di altri amici fra gli Ouster, ho sentito parlare del poema epico di Martin Sileno e ho trovato una edizione dei Canti…

Aenea: Purtroppo, Vera Voce dell’Albero Het Masteen, mio zio Martin scrisse quel poema al meglio delle sue conoscenze, ma le sue conoscenze erano incomplete.

Het Masteen: Ma nei Canti, riverita maestra, il poeta dice che nel fatidico giorno i pellegrini, e il mio amico colonnello Kassad me l’ha confermato, mi trovano su Hyperion, nella valle delle Tombe del Tempo e che muoio poco dopo…

Aenea: Ciò è vero nel contesto dei Canti, ma…

Het Masteen (alza la mano per interrompere la mia amica): Ciò che mi preoccupa, reverenda maestra, non è il mio inevitabile ritorno nel tempo al pellegrinaggio su Hyperion né la mia inevitabile morte. Capisco che questo per me è solo uno dei possibili futuri, per quanto probabile o auspicabile. Ma vorrei sapere se le mie ultime parole furono quelle riportate nei Canti dal vecchio poeta. È vero che immediatamente prima di morire griderò: "Sono il Vero Prescelto. Devo guidare l’Albero della Sofferenza nel tempo della redenzione finale"?

Aenea: Questo è ciò che è scritto nei Canti, Vera Voce dell’Albero Het Masteen.

Het Masteen (sorride sotto il cappuccio): E quel tempo è vicino, reverenda maestra? Userà questa Yggdrasill come l’Albero della Sofferenza per la nostra redenzione finale, secondo quanto attestano le profezie?

Aenea: La userò, Vera Voce dell’Albero Het Masteen. Tra poco partirò per realizzare nel giro di qualche giorno quella redenzione finale. Chiedo formalmente che la Yggdrasill sia lo strumento del nostro viaggio e lo strumento della redenzione finale. Inviterò molti dei presenti a unirsi a me in questo viaggio conclusivo. E le chiedo formalmente, Vera Voce dell’Albero Het Masteen, di comandare la nave-albero Yggdrasill, d’ora in poi conosciuta per sempre come l’Albero della Sofferenza, in questo viaggio.

Het Masteen: Accetto formalmente l’invito, reverenda maestra, e sono pronto a prendere il comando della nave-albero Yggdrasill in questa missione. (Seguono alcuni minuti di silenzio.)

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