Il cuore dell’inverno
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #9
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il cuore dell’inverno». Краткое содержание книги:
Alanna aveva messo il muso lungo e si era afflosciata sulla sedia. «È solo che sono venuta fin qui e tu mi stai mandando di nuovo via. Suppongo che sia per il meglio, con quella ragazza qui» sospirò. «Non hai idea di quello che ho passato a Cairhien, camuffando il legame quel che bastava per impedire che quello che voi due stavate facendo mi tenesse sveglia tutta notte. È molto più difficile che semplicemente camuffarlo del tutto, ma non mi piace perdere completamente il contatto coi miei Custodi. È solo che tornare a Cairhien sarà quasi altrettanto sgradevole.»
Rand si schiarì la gola. «Questo è ciò che voglio che tu faccia.» Aveva imparato che le donne parlavano di certe cose molto più apertamente degli uomini, ma quando lo facevano era sempre uno shock. Sperava che Elayne e Aviendha camuffassero il legame quando lui stava facendo l’amore con Min. Quando loro due erano a letto insieme, nessun’altra esisteva tranne lei, allo stesso modo in cui era accaduto con Elayne. Di certo non voleva parlarne con Alanna. «Può darsi che per quando tu avrai terminato a Cairhien io abbia finito qui. Se io non avessi... Se io non avessi finito, puoi tornare qui. Ma devi stare lontana da me finché non deciderò altrimenti.» Perfino con quella restrizione, la gioia si gonfiò nuovamente in lei.
«Non hai intenzione di dirmi chi ti ha legato, vero?» Lui scosse la testa e lei sospirò. «È meglio che vada.» Alzandosi, raccolse il suo mantello e se lo drappeggiò sul braccio. «Cadsuane sarà impaziente, come minimo. Sorilea l’ha ammonita di badare a noi come una chioccia, e lei lo fa, in un certo senso.» Sulla porta, si fermò per un’ultima domanda. «Perché sei qui, Rand? A Cadsuane può non importare, ma a me sì. Lo terrò segreto, se desideri. Non sono mai stata in grado di rimanere più di qualche giorno in uno stedding. Perché mai saresti disposto a star qui, dove non puoi nemmeno percepire la Fonte?»
«Forse non è così sgradevole per me» mentì lui. Si rese conto che poteva dirglielo: aveva fiducia che lei sapesse mantenere il segreto. Ma lei lo vedeva come suo Custode, ed era una Verde. Nessuna spiegazione l’avrebbe convinta a lasciarlo affrontare la situazione da solo, ma a Far Madding lei non era più in grado di difendersi di Min. «Vai, Alanna. Ho perso abbastanza tempo.»
Non appena se ne fu andata, lui si spostò per mettersi di nuovo con le spalle contro la parete e sedette tastando il flauto. Invece di suonare, però, si fermò a riflettere. Min aveva detto che lui aveva bisogno di Cadsuane, ma quest’ultima non era interessata a lui se non come una rarità. Una rarità scortese. In qualche modo doveva far sì che lei si coinvolgesse. Come avrebbe fatto, per la Luce?
Con qualche difficoltà, Verin uscì sforzandosi dalla portantina nel cortile del palazzo di Aleis. La sua corporatura semplicemente non si adattava a quei cosi, che erano il modo migliore per andare in giro a Far Madding. Le carrozze rimanevano sempre invischiate nelle calche, presto o tardi, e non potevano andare in alcuni posti dove lei voleva recarsi. Gli umidi venti provenienti dal lago stavano diventando più freddi man mano che si avvicinava il crepuscolo, ma lei lasciò che il vento sferzasse il suo mantello attorno mentre estraeva due penny d’argento dal suo borsellino e li dava ai portatori. Non era tenuta a farlo, ovviamente, dato che erano ragazzi di Aleis, ma Eadwina non poteva certo saperlo. Loro non avrebbero dovuto accettare, ma l’argento svanì nelle loro giacche in un batter d’occhio, e il più giovane dei due, un bell’uomo di mezza età, le rivolse perfino un vistoso inchino prima di sollevare la sedia e trotterellare via verso la stalla, una bassa struttura addossata in un angolo contro la parete di fronte. Verin sospirò. Un ragazzo di mezza età. Non le era occorso molto tempo a Far Madding per ricominciare a pensare come se non se ne fosse mai andata. Doveva starci attenta. Poteva essere pericoloso, soprattutto se Aleis o le altre avessero scoperto il suo inganno. Sospettava che le disposizioni per l’esilio di Verin Mathwin non fossero state mai sospese. Far Madding se ne stava in disparte quando una Aes Sedai aveva noie con la legge, ma le Consigliere non avevano motivo di temere le Aes Sedai, e, per le proprie ragioni, in cambio la Torre se ne stava in disparte in quelle rare occasioni in cui una Sorella si ritrovava a essere fustigata per questioni di legge. Lei non aveva intenzione di essere la più recente ragione del silenzio della Torre.
Il palazzo di Aleis non era paragonabile al Palazzo del Sole, ovviamente, o al Palazzo Reale di Andor, o a uno dei palazzi da cui re e regine governavano. Era solo una sua proprietà, non connessa alla sua posizione come Prima Consigliera. Altre, più grandi e più piccole, si ergevano su ambo i lati, ognuna circondata da un altro muro tranne sul lato in cui le Alture, nell’unico punto sull’intera isola che si avvicinava a una collina, digradavano verso l’acqua in uno scosceso precipizio. Tuttavia non era certo piccolo. Le donne della famiglia Barsalla si erano occupate di commercio e politica fin da quando la città era ancora chiamata Fel Moreina. Camminamenti con alti colonnati circondavano il palazzo di Barsalla su entrambi i livelli, e il cubo di marmo bianco ricopriva buona parte del terreno recintato. Trovò Cadsuane nel soggiorno. La stanza avrebbe offerto una bella vista del lago se le tende non fossero state tirate per conservare il calore del fuoco che scoppiettava nell’ampio caminetto di marmo. Cadsuane era seduta col suo canestro per cucire su un tavolino intarsiato accanto alla sua sedia, e lavorava con calma con un ago e un tombolo per il ricamo. Non era sola. Verin ripiegò il suo mantello sopra lo schienale di una sedia imbottita e ne prese un’altra per attendere.
Elza le rivolse a malapena un’occhiata. La Verde, che di solito aveva un’espressione affabile, era in piedi sul pavimento di fronte a Cadsuane con un volto feroce e gli occhi adirati. Elza era sempre ben consapevole della sua posizione rispetto alle altre Sorelle, forse pure troppo. Il fatto che lei ignorasse Verin e che inoltre stesse fronteggiando Cadsuane lasciava intendere che doveva essere in preda al nervosismo. «Come hai potuto lasciarla andare?» domandò a Cadsuane. «Come possiamo trovarlo senza di lei?» Ah, dunque si trattava di questo.
La testa di Cadsuane rimase piegata sopra il suo tombolo per il ricamo e il suo ago continuò a cucire minuscoli punti. «Puoi aspettare finché non torna» disse con calma.
Elza si puntò le mani sui fianchi. «Come puoi essere così distaccata?» chiese. «È il Drago Rinato! Questo posto potrebbe essere una trappola mortale per lui! Tu devi...» Quando Cadsuane sollevò un dito, i suoi denti si chiusero con uno scatto. Fu tutto ciò che fece, ma per lei fu sufficiente.
«Ho sopportato la tua invettiva fin troppo, Elza. Puoi andare. Ora!»
Elza esitò, ma in realtà non aveva scelta. Il suo volto era ancora rosso mentre si inchinava in una riverenza con le sue gonne verde scuro strette in pugno, ma, quando se ne andò impettita dal soggiorno, lo fece senza ulteriori indugi. Cadsuane appoggiò il tombolo in grembo e si piegò all’indietro. «Puoi farmi del tè, Verin?»
Inconsciamente, Verin ebbe un piccolo sussulto. L’altra Sorella non aveva guardato nemmeno una volta nella sua direzione. «Ma certo, Cadsuane.» Una teiera d’argento fittamente lavorata era appoggiata in un vassoio con quattro piedini sopra uno dei tavolini laterali e, per fortuna, era ancora calda. «È stato saggio lasciar andare Alanna?» chiese.
«Potevo forse fermarla senza fare in modo che il ragazzo sapesse più del dovuto?» replicò in tono secco Cadsuane.
Prendendosela comoda, Verin inclinò la teiera per mescere in una tazza di sottile porcellana blu. Non porcellana del Popolo del Mare, ma molto sottile. «Hai qualche idea del perché sia venuto a Far Madding, fra tutti i luoghi possibili? Mi sono quasi ingoiata la lingua quando ho capito che la ragione per cui aveva smesso di saltare qua e là poteva essere il fatto che si trovasse qui. Se è qualcosa di pericoloso, forse dovremmo provare a fermarlo.»