Caro direttore, ci scrivo…
- Автор: Villaggio Paolo
- Язык: итальянский
- Год: Arnoldo Mondadori editore
- Жанр: Другая проза
Электронная книга - «Caro direttore, ci scrivo…». Краткое содержание книги:
Qui da noi, fin dai tempi dell'impero di Roma, abbiamo capito che, per sopravvivere in una vita senza obiettivi, l'unico valore che sostituisce i valori reali, e quindi la felicità, è sognare le glorie sportive nelle quali noi atleti non praticanti ma poveri sudditi sedentari ci identifichiamo.
Allora, al sodo.
Che spero io per il '93? Che la Samp vinca il campionato di serie A, e sarebbe una delle gioie più grandi della mia vita, che Vialli non si faccia convincere dal sergente di ferro Arrigo Sacchi a togliersi l'orecchino, che è il segno distintivo del a sua generazione.
Ma davvero un grande allenatore, il più grande d'Europa, può credere in certi valori? Anche i missionari portoghesi, per paura del diavolo hanno costretto gli indios brasiliani nel XVII secolo a vestirsi con tuniche di cotone e a lavorare dodici ore al giorno a quarantadue gradi all'ombra della foresta amazzonica, e sapete che cosa è successo?
Gli indios sono morti quasi tutti.
Spero però che Sacchi ci faccia vincere almeno la qualificazione al mondiale americano, anche senza i tre olandesi, ai quali deve molto della sua fama, e il suo attuale stipendio.
Che il Milan vinca la coppa dei campioni.
E poi vorrei rivolgere una particolare preghiera all'avvocato Agnelli.
Che per una volta si dimentichi di essere stato vestito alla marinara ed educato ad Harvard e si fermi almeno una volta, ma una volta sola, la scongiuro avvocato lo faccia per noi, un venti secondi non di più, a dirci la sua senza avanzare implacabile infastidito, quando all'uscita della tribuna dello stadio delle Alpi viene braccato dalla troupe della Domenica sportiva.
Io so cosa è una troupe televisiva: sono almeno sei persone che devono indietreggiare al a stessa velocità.
Con cavi, parco lampade, due telecamere, i microfoni, i fili, il microfonista rischiando tutti ogni volta una nucata rimbombante sull'asfalto.
D'accordo siamo una razza inferiore, lo si sa, ma almeno una volta ci faccia il regalo magnifico di non ricordarci la nostra condizione.
Vorrei poi che Bugno vincesse il Tour de France, che Chiappucci arrivasse secondo e Coppino Chioccioli terzo come ai tempi d'oro della mia infanzia di Gino, Fausto e Fiorenzo Magni.
Che Alberto Tomba vincesse la coppa del mondo, che un italiano (non importa chi, anche il presidente Scalfaro) vincesse il titolo mondiale di formula uno al volante di una rossa di Maranello, e che gli Abbagnale diventassero immortali.
Per il resto, che vada al diavolo pure tutto, e cambi pure tutto, tanto non ci saremo più quando sarà cambiato troppo.
Voi in fondo l'avete capito che per noi poveri sudditi disperati da poltrona televisiva, goffi vecchibambini che gli anni non maturano, non resta altro che questo andare e venire di sogni.
Buon anno a tutti, vi abbraccio con molto affetto, soprattutto i giovani.