La figlia di Elminster
- Автор: Гринвуд Эд
- Год: 2004
- Язык: итальянский
- Год: Armenia
- ISBN: 9788834417829
- Переводчик: Annarita Guarnieri
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La figlia di Elminster». Краткое содержание книги:
Narnra scoppiò in una breve risata sorpresa e posò la tazza.
«Potrei imparare ad amare questo posto», affermò, quasi con malinconia, poi si volse a fissare suo padre negli occhi e continuò lentamente, quasi lottando per formulare le parole: «Credo che potrei arrivare ad accettare anche te, con tutte le tue menzogne e le tue intromissioni. Un giorno».
«Mi piacerebbe», affermò lui, con gentilezza. «Per me vorrebbe dire molto.»
Narnra annuì, e rimasero a fissarsi negli occhi per quello che parve un tempo molto lungo.
Mentre osservava suo padre attraverso un velo di capelli arruffati, Narnra si rese di colpo conto di quanto essi fossero aggrovigliati e sporchi di sudore; il suo sguardo si posò con desiderio sulla polla, e dopo qualche altro istante di silenzio lei chiese:
«Ti dispiacerebbe andartene mentre faccio un bagno, se prometto di non fare guai?»
Ridacchiando, Elminster le tolse la tazza di mano e le batté un colpetto sulla spalla.
«Quando avrai finito, mi troverai nella torre intento a preparare la cena. Probabilmente, Florin a questo punto deve aver già rovinato il filo della sua spada affettando cibarie. Come famiglia non sono un granché, ragazza, ma qui sei sempre la benvenuta.»
Narnra lo guardò in modo strano e accennò alla polla.
«Là dentro… non ci sono serpenti, testuggini che mordono o altre cose del genere, vero?»
«No», la rassicurò Elminster, evocando dal nulla una veste morbida, alcuni asciugamani e un paio di pantofole, e chinandosi con un grugnito a disporre il tutto a portata di mano, su una roccia. «Quando sei arrivata, ho chiesto alla bestia che li divora di andarsene, e lo ha fatto».
Narnra lo fissò ancora, con diffidenza, tanto a lungo che alla fine lui si volse e aggiunse:
«Fidati di me.»
«Sto imparando a farlo», replicò lei, con un sorriso in tralice. «Non costringermi a pentirmene, per favore.»
«Se lasci i tuoi vestiti su quella roccia, li recupererò con un incantesimo e li farò lavare mentre sei a mollo… perché di certo ne hanno bisogno. Lascia giù coltelli e tutto il resto, bada bene… starò attento a non permettere che si arrugginiscano. Oh, anche le piccole lame che tieni nascoste fra i capelli, perché stanno cominciando a coprirsi di verderame.»
«Se mi stai ingannando…» cominciò Narnra, trapassandolo con uno sguardo sempre più perplesso.
«Sarò sopraffatto dal rimorso», sorrise lui, avviandosi con passo tranquillo, la pipa che fluttuava alle sue spalle.
Narnra lo guardò allontanarsi, poi scosse il capo: se non altro, aveva un padre interessante. Non appena sentì chiudersi la porta della torre procedette a spogliarsi, badando a mettere tutte le sue cose dove le aveva indicato Elminster… tutto tranne un coltello con il suo fodero, che depose vicino all’acqua, a portata di mano.
Sollevata la pietra che Elminster le aveva indicato, prelevò alcune scaglie di sapone ed entrò nella polla.
L’acqua era davvero splendida.
«Per gli dei, e se ci trovassero qui?» borbottò Bezrar. «Che storia inventeremo, allora?»
«Che stiamo pensando di importare un nuovo tipo di tegola da… da Alaghôn, e dovevamo verificare se i tetti degli alloggiamenti erano in stato tale da poterci offrire un mercato interessante», sibilò Surth. «Ma se per una volta ti decidi a tacere, forse qui non ci troveranno!»
Poi entrambi s’immobilizzarono per il terrore, là sul tetto del più grande edificio degli alloggiamenti dei Dragoni Purpurei di Marsember, quando almeno una dozzina di draghi… ciascuno più grande e impressionante di qualsiasi alloggiamento… li oltrepassò in picchiata, come se avesse una grande fretta di arrivare in un qualche punto della città!
I grandi draghi sorvolarono gli alloggiamenti volando così bassi che Malakar Surth, il più alto dei due furfanti, avrebbe quasi potuto toccare uno di quei vasti corpi coperti di scaglie se si fosse alzato in piedi e avesse spiccato un salto verso l’alto.
Lui però non lo fece. Svenire gli parve un’alternativa molto più ragionevole.
22.
Una piccola vittoria
A volte, tutto quello che puoi fare è accontentarti di una sia pur piccola vittoria.