Dune [it]
- Автор: Херберт Фрэнк
- Серия: Dune (it) #1
- Год: 1973
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0305-1
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Dune [it]». Краткое содержание книги:
La prova della ragione, tradusse Jessica. E all’improvviso il desiderio di affermare la superiorità di Paul cancellò in lei ogni altra considerazione, e gridò: «Mio figlio ha superato la prova del gom jabbar!»
Nell’improvviso silenzio, seppe di averli colpiti nel profondo del cuore.
«Vi sono troppe cose che non sappiamo gli uni degli altri» riprese Stilgar. «Ma stiamo indugiando troppo. La luce del giorno non deve trovarci all’aperto.» Si avvicinò all’uomo che Paul aveva colpito e gli disse: «Jamis, puoi camminare?»
Un grugnito fu la risposta: «Mi ha colto di sorpresa. È stato un incidente. Posso marciare».
«Non è stato un incidente. Tu dividerai con Chani la responsabilità del ragazzo, Jamis. Questa gente ha la mia protezione.»
Jessica fissò Jamis. Era sua la voce che aveva risposto a Stilgar tra le rocce. Una voce che parlava di morte. E Stilgar aveva dovuto imporsi su Jamis con tutta la sua autorità.
Stilgar fissò nuovamente il gruppo. Accennò a due uomini di farsi avanti. «Larrus e Farok, voi ci seguirete e cancellerete le nostre tracce. Assicuratevi che non rimanga nulla. Fate più attenzione del solito. Abbiamo due persone con noi che non sono state addestrate.» Si voltò, alzò una mano e indicò il Iato opposto del bacino: «In formazione. Guardie su entrambi i lati. Dobbiamo arrivare alla Caverna del Culmine prima dell’alba».
Jessica si mise al passo con Stilgar, contando le teste. C’erano quaranta Fremen. Con lei e Paul erano quarantadue. E pensò: Marciano come dei militari. Anche la ragazza, Chani.
Paul s’infilò dietro Chani. La penosa impressione di essersi lasciato cogliere alle spalle dalla ragazza andava attenuandosi. Ripensò invece alle parole gridate da sua madre: «Mio figlio ha superato la prova del gom jabbar!» La mano cominciò a prudergli, al ricordo dell’atroce dolore.
«Stai attento a dove cammini!» gli sibilò Chani. «Non sfiorare i cespugli, altrimenti lascerai una traccia del nostro passaggio.»
Paul inghiottì e annuì.
Jessica prestò orecchio al rumore dei passi, distinguendo i suoi e quelli di Paul. Si stupì del modo in cui i Fremen si muovevano. Erano quaranta persone che attraversavano il bacino, riempiendo la notte di crepitii e fruscii perfettamente naturali. I mantelli, ondeggiando nell’ombra, sembravano fantasmi. La loro meta era il Sietch Tabr, il sietch di Stilgar.
Sietch: questa parola si agitò a lungo nella sua mente. Una parola Chakobsa, immutata per lunghi secoli nell’antica lingua dei cacciatori. Sietch: un luogo d’incontro nei momenti di pericolo. Le profonde implicazioni della parola e della lingua soltanto adesso cominciavano ad acquistare un significato per lei, dopo la tensione dell’incontro.
«Stiamo marciando velocemente» disse Stilgar. «Con l’aiuto di Shai-hulud, saremo alla Caverna del Culmine prima dell’alba.»
Jessica annuì, economizzando le forze, cosciente della tremenda fatica che riusciva a superare grazie alla sua volontà… e, lo ammise, all’ebbrezza esaltante che la pervadeva. La sua mente si concentrò sul valore di quel gruppo di uomini, su quanto le era stato rivelato della cultura dei Fremen.
Tutti, nessuno escluso, pensò, formano un’unica società militare. Quale potenza inestimabile per un Duca in esilio!
I Fremen erano i supremi maestri della qualità che gli antichi chiamavano «spannungsbogen»: l’imposizione volontaria di un indugio fra il desiderio di una cosa e l’atto di procurarsela.