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Operazione domani [Friday - it]

Электронная книга - «Operazione domani [Friday - it]». Краткое содержание книги:

Per i colleghi della System Enterprises il suo nome è Friday, ma sono in molti a conoscerla sotto altri nomi e questa conoscenza è risultata a volte fatale. Perché Friday è una splendida figliola, moderna e disponibile, ma possiede due caratteristiche peculiari: è un corriere segreto (e come tale sa uccidere come pochi quando le necessità lo richiedono) ed è una PA, ossia una Persona Artificiale, uguale in tutto a un comune essere umano tranne per il fatto di essere stata creata in un laboratorio genetico e di possedere riflessi molto rapidi. Il suo capo, Boss, l’ha reclutata e addestrata quando per lei la vita era tutt’altro che facile, e ora Friday è una stimata professionista nella sua ristretta cerchia di ammiratori, un agente in grado di sopportare all’occasione stupri multipli e torture. Ma la sua vita non manca dilati piacevoli e distensivi; nel mondo futuro che la ospita e nel quale il genere umano si è sparso ben oltre i confini della Terra, Friday appartiene a un gruppo-S (dove la S sta per famiglia sintetica) e possiede tre mariti e tre mogli in Nuova Zelanda, e tuttavia può conservare ogni sua forma preferita di libertà e di indipendenza. Almeno, fino al giorno che sarà poi ricordato dai libri di storia come il Giovedì Rosso. In quella data, per Friday la situazione comincerà a farsi maledettamente calda; chi si nasconde, infatti, dietro l’ondata di delitti politici e di sabotaggi che dilagano sulla Terra e nello spazio, minacciando il tranquillo caos che da secoli regna sulle cose umane?

Nominato per premio Nebula in 1983 e premio Hugo in 1983.
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Shizuko aveva messo in tavola un solo piatto. Girandomi verso di lei, così che le mie parole le arrivassero nonostante la musica, dissi: — Tilly, metti qui anche il tuo piatto.

— Cosa, signorina?

— Piantala, Matilda. La farsa è finita. Con questa sistemazione possiamo parlare.

Lei esitò un solo attimo. — Okay, signorina Friday.

— Meglio che mi chiami Marj, così io non dovrò chiamarti signorina Jackson. Oppure chiamami Friday, è il mio vero nome. Tu e io dobbiamo mettere le carte in tavola. Fra parentesi, la tua recitazione da cameriera è perfetta, ma non c’è più bisogno di preoccupartene quando saremo in privato. Dopo il bagno posso asciugarmi da sola.

Lei quasi sorrise: — Mi piace occuparmi di te, signorina Friday. Marj. Friday.

— Oh, grazie. Mangiamo. — Le misi il sukiyaki nel piatto.

Dopo qualche boccone (la conversazione procede meglio col cibo) dissi: — Tu cosa ci guadagni?

— Da cosa, Marj?

— Dal sorvegliarmi. Dal consegnarmi alla guardia di palazzo del Regno.

— Le tariffe sindacali. Pagate al mio boss. Dovrebbe esserci un premio per me, ma io nei premi ci credo solo quando li spendo.

— Vedo. Matilda, io taglio la corda a Botany Bay. Tu mi aiuterai.

— Chiamami Tilly. Davvero?

— Davvero. Perché io ti pagherò di più.

— Credi sul serio di potermi convincere tanto facilmente?

— Sì. Perché hai soltanto due scelte. — In mezzo a noi c’era un grosso cucchiaio da portata in acciaio. Lo presi, chiusi le mani sull’incavo, lo stritolai. — Puoi aiutarmi. O puoi morire. Di corsa. Cosa decidi?

Lei raccolse il cucchiaio mutilato. — Marj, non c’è bisogno di essere così melodrammatica. Escogiteremo qualcosa. — Col pollice raddrizzò l’acciaio contorto. — Qual è il problema?

Io restai a fissare il cucchiaio. — Tua madre era una provetta…

— E mio padre un bisturi. Come nel tuo caso. È per questo che mi hanno assunta. Parliamo. Perché lasci la nave? Se lo fai io passerò l’inferno.

— Se non lo faccio, sarò morta. — Senza cercare di barare, le raccontai dell’accordo che avevo concluso, di come mi fossi trovata incinta, e delle ipotesi sulle mie scarse possibilità di sopravvivenza se fossi arrivata al Regno. — Allora, cosa ci vuole per convincerti a guardare dall’altra parte? Credo di potermi permettere il tuo prezzo.

— Non sono l’unica che ti sorveglia.

— Pete? Mi occuperò io di Pete. Credo possiamo ignorare gli altri tre uomini e le altre due donne. Se avrò il vostro aiuto attivo. Voi due, tu e Pete, siete gli unici professionisti. Chi ha assunto gli altri? Gentaglia.

— Non lo so. Non so nemmeno chi abbia assunto me, per questo. L’affare è stato concluso col mio boss. Forse possiamo lasciare perdere gli altri. Dipende dal tuo piano.

— Parliamo di soldi.

— Prima parliamo del piano.

— Uh… Pensi di poter imitare la mia voce?

Tilly rispose: — Uh… Pensi di poter imitare la mia voce?

— Rifallo!

— Rifallo!

Sospirai. — Okay, Tilly, puoi farlo. Il Daily Forward dice che emergeremo domani nei paraggi di Botany Bay, e se i calcoli sono precisi come lo sono stati per Avamposto, saremo in orbita stazionaria e faremo scendere le scialuppe verso mezzogiorno di domani l’altro. Meno di quarantotto ore da adesso. Quindi domani io mi ammalo. Un peccato. Perché non vedevo l’ora di atterrare sulla superficie per tutte quelle meravigliose escursioni. I tempi esatti del mio piano dipendono dagli orari di partenza delle scialuppe, e se ho capito bene per saperli dovrò aspettare che rientriamo nello spazio normale e che predicano al millimetro quando raggiungeremo l’orbita stazionaria. A prescindere dagli orari, la sera prima della partenza delle scialuppe, verso le nove quando i corridoi sono deserti, io me ne vado. Da allora in poi tu diventi tutte e due. Non lasci entrare nessuno, sono troppo malata.

"Se qualcuno mi chiama al terminale, stai bene attenta a non accendere il video. Io non lo uso mai. Sarai tutte e due nelle questioni che riesci ad affrontare, e se non ci riesci, io dormo. Se cominci a impersonarmi e le cose si fanno troppo complicate, be’, sarai talmente imbottita di febbre e medicinali da essere incoerente.

"Ordinerai la colazione per tutte e due. La solita colazione per te, e tè e latte e succhi di frutta per l’invalida."

— Friday, vedo che hai intenzione di nasconderti in una scialuppa. Ma le porte d’accesso delle scialuppe sono sempre chiuse, se a bordo non c’è nessuno. Lo so.

— Infatti. Non preoccuparti, Til.

— Va bene. Non sta a me preoccuparmi. Okay, posso coprirti dopo che te ne sarai andata. Cosa dico al capitano?

— Allora il capitano c’è di mezzo. Lo sospettavo.

— È al corrente. Però noi prendiamo ordini dal commissario di bordo.

— Sensato. Se facessi in modo che ti ritrovino legata e imbavagliata? Ovviamente la colpa sarà tutta mia. È chiaro che non posso legarti io, perché tu dovrai essere tutte e due dalle prime ore del mattino alla partenza delle scialuppe. Però posso trovare qualcuno che ci pensi per me. Credo.

— Il mio alibi farebbe un salto di qualità! Ma chi è il filantropo?

— Ricordi la prima sera sulla nave? Sono rientrata tardi, con un uomo. Ci hai servito tè e dolci alle mandorle.

— Il dottor Madsen. Conti su di lui?

— Credo di sì. Col tuo aiuto. Quella sera era piuttosto eccitato.

Lei sbuffò. — La lingua gli arrivava al tappeto.

— Sì. È ancora lì. Domani io mi ammalo. Lui viene a visitarmi. Tu sei qui, come al solito. Teniamo le luci spente nella zona letto. Se il dottor Jerry ha i nervi saldi come penso, prenderà quello che gli offro. Dopo di che, collaborerà. — La guardai. — Okay? Il mattino dopo viene a darmi un’occhiata, e ti lega. Semplice.

Tilly restò pensosa per lunghi attimi. — No.

— No?

— Facciamo le cose veramente semplici. Non coinvolgere nessun altro. Nessuno. Non c’è bisogno di legarmi. Servirebbe solo a destare sospetti. Senti la mia storia. A un certo punto, poco prima che le scialuppe partano, tu decidi che stai bene. Ti alzi, ti vesti, e lasci la cabina. Non mi spieghi i tuoi piani; io sono solo la povera cameriera scema. Non mi dici mai cose del genere. O magari hai cambiato idea e vuoi partecipare lo stesso alle escursioni. In ogni caso, non importa. Io non ho l’incarico di tenerti a bordo della nave. La mia unica responsabilità è sorvegliarti qui in cabina. Non credo che nemmeno Pete abbia la responsabilità di tenerti a bordo. Se riesci a tagliare la corda, probabilmente l’unico che resterà bruciato sarà il capitano. E non verserò lacrime su di lui.

— Tilly, credo che tu abbia ragione, su tutti i punti. Presumevo che tu volessi un alibi. Ma te la caverai meglio senza.

Lei mi guardò e sorrise. — Però questo non dovrà impedirti di portare a letto il dottor Madsen. Divertiti. Uno dei miei compiti era tenere gli uomini lontano dal tuo letto, come probabilmente saprai…

— Lo avevo immaginato — ammisi secca.

— Però adesso cambio rotta, per cui la cosa finisce qui — Di colpo le spuntarono le fossette. — Forse dovrei offrire un premio al dottor Madsen. Quando verrà a trovare la sua paziente il mattino dopo e gli dirò che sei andata alla sauna o da qualche altra parte.

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