Il sentiero dei pugnali
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #8
- Язык: итальянский
- Переводчик: Nello Giugliano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il sentiero dei pugnali». Краткое содержание книги:
Rand sbriciolò tra le dita il pomposo sigillo. «Stanno andando a Caemlyn, non verso la Torre Nera, e non sono una minaccia. I miei ordini erano chiari. Lasciate stare le Aes Sedai a meno che non siano loro ad attaccare.»
«Ma come fai a essere sicuro che non siano una minaccia?» insisté Torval. «Forse stanno andando a Caemlyn, come dici, ma se ti sbagli lo sapremo solo quando ci avranno già attaccati.»
«Torval potrebbe aver ragione» intervenne Dashiva con voce pensosa.
«Io non mi fiderei di donne che mi hanno messo in una cassa, e quelle non hanno nemmeno prestato giuramento. Oppure sì?»
«Ho detto di lasciarle stare!» Rand batté una mano sul tavolo, forte, e Hopwil saltò per la sorpresa. Dashiva si accigliò irritato prima di assumere in tutta fretta un’espressione più serena, ma a Rand non interessavano gli stati umorali di Dashiva. Per caso — era sicuro che fosse per caso — la mano gli era finita sullo Scettro del Drago. Il braccio gli tremava per il desiderio di impugnare quella lancia e conficcarla nel cuore di Torval. Non c’era davvero nessun bisogno di Lews Therin. «Gli Asha’man sono un’arma da puntare dove decido io, non devono svolazzare in giro come galline ogni volta che Taim si spaventa per una manciata di Aes Sedai che cenano nella stessa locanda. Se devo, tornerò indietro a chiarirmi meglio.»
«Sono sicuro che non sia necessario» disse subito Torval. Almeno qualcosa aveva spazzato via quella piega beffarda dalla sua bocca. Con gli occhi tesi, allargò le mani quasi con timidezza, come a chiedere scusa. E chiaramente spaventato. «Il M’Hael, lui voleva solo che tu fossi informato.
I tuoi ordini vengono letti a gran voce ogni giorno nelle Direttive del Mattino, dopo il Credo.»
«Va bene, allora.» Rand parò con voce fredda e riuscì a non accigliarsi solo con un grande sforzo. Torval aveva paura del suo prezioso M’Hael, non del Drago Rinato. Temeva che Taim potesse aversene a male se qualcosa che Torval aveva detto avesse scatenato contro di lui l’ira di Rand.
«Perché ucciderò chiunque di voi si avvicinerà a quelle donne nel Murandy. Voi colpite dove dico io. »
Torval fece un rigido inchino, mormorando: «Come desideri, mio lord Drago.» Snudò i denti in un tentativo di sorriso, ma era teso in volto e si sforzava di evitare gli sguardi di tutti gli altri senza però darlo a vedere.
Dashiva abbaiò un’altra risata e sul volto di Hopwil si disegnò un lieve sogghigno.
Narishma non stava godendo del disagio di Torval, però, né vi faceva caso. Guardava Rand senza sbattere le palpebre, come se riuscisse a percepire correnti profonde che agli altri sfuggivano. La maggior parte delle donne e non pochi uomini lo ritenevano solo un bel ragazzo, ma quegli occhi troppo grandi a volte parevano capire più di chiunque altro.
Rand tirò via la mano dallo Scettro del Drago e lisciò la lettera. Le dita non gli tremavano quasi per niente. Torval aveva un sorriso debole e amaro, e non si era accorto di niente. Appoggiato alla parete della tenda, Narishma cambiò posizione, rilassandosi.
I rinfreschi arrivarono in quel momento, portati da una sontuosa processione guidata da Boreane, una fila di Illianesi, Cairhienesi e Tarenesi con le loro diverse livree. Per ogni tipo di vino c’era un servitore con un vassoio e una brocca d’argento, più altri due con vassoi e boccali anch’essi d’argento per le bevande calde e speziate ed eleganti calici per il vino. Un uomo dal volto rosato con la livrea verde e gialla reggeva un piatto sul quale effettuare la mescita, e una donna scura di pelle con la livrea nera e dorata era lì appunto per versare dalle varie brocche. C’erano noci e frutta candita, formaggio e olive, e ognuno di questi alimenti aveva il suo apposito servitore. Sotto il comando di Boreane, uomini e donne fluirono in una danza formale, tra inchini e riverenze, facendo spazio uno all’altro mentre porgevano le loro offerte.
Dopo aver preso del vino speziato, Rand si issò sul bordo del tavolo e poggiò accanto a sé il boccale fumante ancora pieno per occuparsi della lettera. Non c’era indirizzo, nessun tipo di preambolo. Taim odiava rivolgersi a Rand con qualsiasi tipo di titolo onorifico, anche se cercava di nasconderlo.
Ho l’onore di riferire che ventinove Asha’man, novantasette Dedicati e trecentoventidue Soldati sono attualmente arruolati nella Torre Nera. C’è stata, purtroppo, una manciata di disertori, i cui nomi sono stati segnati, ma le perdite dovute all’addestramento rimangono accettabili.
Adesso ho almeno cinquanta squadre di reclutamento sul campo, col risultato che ogni giorno vengono aggiunti ai ranghi tre o quattro uomini. Tra pochi mesi la Torre Nera eguaglierà la Bianca, come avevo previsto. Entro un anno, a Tar Valon tremeranno per il nostro numero.
Mi sono occupato io stesso di quel cespuglio di more. Un rovo piccolo, e spinoso, ma il raccolto è stato sorprendentemente buono per quelle dimensioni.