La regina dei dannati [The Queen of the Damned - it]
- Автор: Райс Энн
- Серия: Cronache dei vampiri #3
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Longanesi
- ISBN: 978-88-304-0970-5
- Переводчик: Roberta Rambelli
- Жанр: Ужасы
Электронная книга - «La regina dei dannati [The Queen of the Damned - it]». Краткое содержание книги:
«Mi hai servito bene», disse. «Ti ringrazio.» La voce era bassa, roca, bellissima. Ma l’intonazione, le parole… erano ciò che lui aveva detto poche ore prima alla commessa nel negozio semibuio, in città!
Le dita si strinsero più forti sulla sua spalla.
«Ah, Marius», disse lei, imitando di nuovo il suo tono in modo perfetto, «tu non disperi mai, vero? Non sei migliore di Lestat, con i tuoi sogni sciocchi.»
Ancora una volta erano le sue parole, quelle che aveva rivolto a se stesso in una via di San Francisco. Si burlava di lui!
Era terrore? Oppure era odio, ciò che provava… odio perché lei gli aveva teso un agguato per secoli, un odio misto a risentimento e a stanchezza, e angoscia per il suo cuore così umano, un odio che adesso ribolliva in un ardore inimmaginabile. Non osava muoversi e non osava parlare. L’odio era nuovo e sorprendente, s’era impossessato completamente di lui e non poteva far nulla per dominarlo o per comprenderlo. Ogni capacità di giudizio l’aveva abbandonato.
Ma lei sapeva. Naturalmente. Conosceva ogni cosa, ogni pensiero, parola, azione ed era quanto gli stava dicendo. Aveva sempre saputo tutto ciò che decideva di sapere! E aveva saputo che la cosa demente al suo fianco era il passato che tentava di difendersi. E quello che avrebbe dovuto essere un momento di trionfo, era invece un momento d’orrore!
Lei rise sommessamente mentre lo guardava. Era un suono insopportabile. Avrebbe voluto farle male. Avrebbe desiderato annientarla, e fossero pure dannati tutti i suoi figli mostruosi! «È meglio che tutti noi periamo con lei!» pensò. Se avesse potuto, l’avrebbe annientata.
Gli parve di vederla annuire, come se volesse dirgli che comprendeva. Era un insulto mostruoso. Ebbene, non capiva. E tra un momento si sarebbe messo a piangere come un bambino. Era stato commesso un errore atroce, una distorsione terribile.
«Mio caro servitore», disse lei, stirando le labbra in un sorriso lievemente amaro, «non hai mai avuto il potere di fermarmi.»
«Che cosa vuoi? Che cosa intendi fare?»
«Devi perdonarmi», disse lei, oh, educatamente come lui l’aveva detto al giovane nella sala riservata del bar. «Ora devo andare.»
L’uomo sentì il rumore prima che il pavimento si muovesse con uno stridore di metallo dilaniato. Stava precipitando, lo schermo del televisore era esploso e le schegge di vetro gli trapassavano la carne come tanti pugnali minuscoli. Gridò come un mortale, questa volta per paura. Il ghiaccio s’incrinava e scricchiolava e rombava e gli precipitava addosso.
Stava cadendo in un crepaccio gigantesco, in un gelo scottante.
«Akasha!» gridò di nuovo.
Ma lei era scomparsa, e Marius continuava a precipitare. Poi il ghiaccio lo travolse, lo circondò e lo seppellì, gli frantumò le ossa delle braccia, delle gambe e del viso. Sentì il sangue scorrere sulla superficie bruciante e poi raggelarsi. Non poteva muoversi. Non poteva respirare. E la sofferenza era intensa, insopportabile. Rivide inesplicabilmente la giungla per un istante, come l’aveva vista in precedenza. La giungla calda e fetida, e qualcosa che l’attraversava. Poi sparì. E quando gridò, questa volta, lo fece per chiamare Lestat. Pericolo. Lestat, stai in guardia. Siamo tutti in pericolo.
Poi rimasero soltanto il freddo e la sofferenza. Perse i sensi. Stava giungendo un sogno, un sogno bellissimo, un sole caldo che splendeva in una radura erbosa. Sì, il sole benedetto. Il sogno s’era impadronito di lui. E le donne avevano i capelli rossi davvero incantevoli. Ma cos’era, ciò che giaceva sull’altare sotto le foglie appassite?
PARTE PRIMA
LA STRADA DEL VAMPIRO LESTAT