Scusa ma ti voglio sposare
- Автор: Моччиа Федерико
- Язык: итальянский
- Жанр: Современные любовные романы
Электронная книга - «Scusa ma ti voglio sposare». Краткое содержание книги:
"Ed ecco che riesce il trattato Desio. In realtà io credo che valga anche per alcuni uomini…"
"Più per le donne…" Guido sorride ma Niki si accorge che per la prima volta in realtà tra quelle parole c'è nascosta un'amarezza, un sincero dispiacere, il sapore del fallimento. Aveva puntato su di lei. Non c'è niente di più terribile quando credi in una persona, in amore soprattutto, e allora ti butti, non pensando più a niente… E in un secondo Niki ha mille immagini. Lanciarsi da un trampolino in avanti a occhi chiusi… in una piscina senz'acqua. E quello strano esercizio che fanno in palestra dove uno si butta all'indietro e l'altro alle sue spalle deve prenderlo… Chiudi gli occhi e ti lasci andare per dimostrare di aver fiducia, e metti caso che quello che ti sta dietro si sposta all'improvviso? Metti caso che qualcuno lo chiama… "Ehi, amico, vieni qui un attimo…" e quello se ne va così, senza avvertire, levando le mani mentre tu ti stai lasciando andare. Niki socchiude gli occhi… Mamma mia, che botto! In realtà qualcuno ha fatto cadere giù una panca di legno rovesciandola per terra. Un ragazzo si rialza massaggiandosi il sedere.
"Ahia, che male, oh… Ho fatto un botto assurdo!"
"T'ho visto… Stavi sulla finestra poggiato con i piedi sulla spalliera e sei scivolato giù!" Così s'allontana con due amici, ridendo, soprattutto perché quel capitombolo non è toccato a lui!
Anche Guido ride. "Ti sei spaventata, eh!"
"Sì… Mamma mia che volo che ha fatto… Se capitava a me ci rimanevo…"
"Oh no… Ti vedo atletica." Guido le guarda il corpo ma in modo carino. "Sul serio. Anzi ti vorrei sfidare… Ti va?"
"A cosa?"
"È una sorpresa… Ti va o no?"
Niki ci pensa un po'"su. In effetti oggi non ha prove matrimonio e la lezione è saltata. Magari potrebbe andare a casa a studiare… Guido capisce che è un po'"perplessa. "Dai, non è una cosa pericolosa… Ci sono pure Barbara e Luca e Sara e Marco. Insomma, dai, ci divertiamo e non rischi nulla."
Niki si lascia convincere. "Ok." E si mettono così a camminare verso l'uscita dell'università parlando di tutto e di niente. Non rischi nulla. Cosa voleva dire?
Novantaquattro
Pomeriggio. Un tiepido sole illumina i vialetti di Villa Borghese.
Alcuni ragazzi corrono ascoltando musica in cuffia. Un gruppetto di bambini gioca mentre le madri, poco più in là, li controllano e parlano tra di loro di argomenti comuni. Una giovane coppia si bacia seduta su una panchina.
"Che bella giornata, eh, amore?"
"Si, bellissima…"
"Tu come stai, hai avuto altri fastidi?"
"No, tutto sotto controllo. Poi hai sentito la Rossi, quando le abbiamo portato gli esami del sangue, ha detto che è normale… che anzi me la cavo bene come sintomi… sai, mi sento bene. Pensare che ho dentro di me una vita mi emoziona moltissimo… Non credevo fosse così… "
Filippo tira un calcio a un sasso che però si sposta dì poco. Allora lo rincorre e ci riprova, stavolta va meglio e il sasso schizza via. In pochi istanti inizia un dribbling immaginario finché il sasso non finisce dentro un'aiuola.
"Goal! Visto, amore?" Filippo torna indietro sorridendo. "Sono un mito. Il tuo campione!"
"Bravo! Pensa se un giorno tu fossi qui a fare la stessa cosa, ma con tuo figlio che ti rincorre e vuole giocare con te. Non sarebbe bello?"
Filippo le torna accanto e l'abbraccia. Continuano a camminare. "Ma non so, non c'ho pensato… Sai, per me è stata una sorpresa enorme… qualcosa che non avevo programmato…"
"Figurati io! Però dobbiamo pensarci. Anche se abbiamo ancora tempo, dobbiamo decidere… dirlo ai nostri genitori… pensare se ce la sentiamo di…"
"Guarda!" Filippo si ferma di colpo e indica qualcosa. "Laggiù! Ci sono Pier e Fabrizio!" e comincia a correre verso due ragazzi che stanno palleggiando al centro di un viale. Filippo li raggiunge, li saluta, indica da lontano Diletta che intanto sta arrivando e fa ciao con la mano, poi comincia a giocare con loro.
Diletta lo guarda. Scuote un po'"la testa. Ma che fa? Perché non vuole parlarne? Che crede, che sia facile per me? Che non sia spaventata, confusa, insicura? Ho bisogno di lui, di decidere con lui Un figlio ti cambia la vita. Specie se sei così giovane. Ma un figlio è anche qualcosa di bellissimo, è lo scopo per cui siamo qui, è il nostro ponte verso il futuro. Poi si guarda intorno. Vede una ragazza con una carrozzina che passeggia tranquilla e parla col suo bimbo, anche se sa che non può certo seguire i suoi discorsi. Ma quel contatto è importante, è il loro legame e allora lei continua a parlare. E Diletta sorride. Prova una gran tenerezza. Poi si gira di nuovo verso Filippo. Lo vede giocare, si diverte, scherza. Sembra proprio un bambino.
Novantacinque
"Ho passato tutte le vacanze estive all'Elba con i miei…"
"Ah, deve essere bellissimo… Non ci sono mai stata!"
"Ma dai, una come te che ama il surf sarà andata in Toscana. Però c'è uno spot all'altezza di Civitavecchia dove si vedono delle mareggiate pazzesche… Tipo Mercoledì da leoni…"
"Sì, va bè, onde così non ci sono nel nostro mare." Le uniche Onde che conosco così, potenti e belle, sono le mie amiche, pensa Niki.
"Allora diciamo… un Giovedì da cani! Però qualche bella onda c'è! Una volta ci dobbiamo andare…" Niki continua a camminare, intanto però sorride dentro di sé. Ci dobbiamo andare. E quando? Tra poco mi sposo. Sarà più complicato, temo. Guido la guarda. "Ma anche con gli altri, eh…" e non capisce le sue vere perplessità. "Facciamo un gruppo una sera e andiamo tutti insieme. Di notte fare surf è stupendo."
"Ma non è pericoloso?"
"Ma no, puntiamo i fari delle macchine verso il mare ed è una fìcata. Adrenalina a mille. Se poi c'è la luna piena e le stelle… Bè, ti innamori…"
Niki alza il sopracciglio.
Guido sorride di nuovo."… del mare. E per sempre. Non ne potrai fare mai più a meno. Non capisco quelli che si drogano. Di fronte alla natura a volte io mi emoziono così tanto che quella, sì, è una vera droga. Sai, sono stato in Brasile, a Fortaleza, dove ci sono queste dune bianche alte come montagne. A volte al tramonto si fa come una specie di pellegrinaggio, si sale a piedi su questa montagna bianca. C'è gente di ogni paese e si arriva in cima per vedere il sole rosso che piano piano si immerge nel mare. Tutti si siedono su queste grandi dune e incrociano le gambe. Bè, è uno spettacolo unico."
"Ti credo… Solo da come lo racconti si sente quanto ti è rimasto nel cuore."
"Le onde lì erano uno spettacolo, e anche la sabbia. Pensa che tutte le sere si andava su a vedere questo tramonto e a volte alcuni di noi si portavano delle tavolette corte di legno e surfavano sulla sabbia, sulla parete più ripida, tornando giù a valle."
"Ma dai…"
"Sì. Io l'ho fatto. È pericoloso, però…"
"Perché?"
"Perché se cadi non ti fermi più, fino a quando non sei alla fine della duna, tanto rotoli veloce e tanto è ripida…"
"E a te è successo?"
"Sì… Ma ero quasi arrivato alla fine… È stato un volo incredibile, più scena però che altro… non ho avuto problemi."
"Eh, a proposito di problemi…" Niki si mette le mani sui fianchi. "Tu l'altra sera me ne stavi per creare uno enorme con quel tuo messaggio…"
"E perché? Non avevo scritto niente di male…"
"Ma non dovevi scrivere proprio."
"Perché… non siamo amici?"
"No, e lo sai… O almeno non ancora, e comunque non sarebbe stato semplice spiegare al mio uomo quel messaggio."