L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Tu tiri in ballo finti spauracchi» replicò Nynaeve. «Nei Fiumi Gemelli abbiamo un detto: Sia che l’orso batta il lupo, sia che il lupo batta l’orso, il coniglio perde sempre. Vai a fare la tua guerra da un’altra parte e lascia fuori la gente di Emond’s Field.»
«Egwene» disse Moiraine, dopo un momento «porta fuori gli altri e lasciami da sola con la Sapiente per un poco.» Il suo viso era inespressivo; Nynaeve assunse un atteggiamento bellicoso, come se si preparasse a uno scontro all’ultimo sangue.
Egwene balzò in piedi: era chiaro che il piacere dell’incarico contrastava col desiderio di evitare un confronto con la Sapiente a proposito della mancanza della treccia. Comunque, non ebbe difficoltà a radunare tutti, solo con un’occhiata. Mat e Perrin si affrettarono a scostare la sedia e mormorarono parole di scusa, cercando di non uscire di corsa. Perfino Lan, a un segno di Moiraine, si diresse alla porta e condusse Thom con sé.
Rand li seguì e il Custode chiuse la porta, mettendosi di guardia nel corridoio. Ubbidendo a una sua occhiata, gli altri s’allontanarono di qualche passo; così non potevano origliare. Allora Lan s’appoggiò alla parete. Anche senza il mantello cangiante, rimase così immobile che non sarebbe stato facile notarlo se non da brevissima distanza.
Il menestrello brontolò che aveva di meglio da fare e se ne andò con un severo: «Non dimenticatevi delle mie parole» rivolto ai ragazzi. Nessun altro parve disposto a imitarlo.
«A cosa si riferiva?» domandò distrattamente Egwene, senza staccare lo sguardo dalla porta che nascondeva Moiraine e Nynaeve. Continuò a giocherellare con i capelli, come combattuta tra il desiderio di nascondere che non portava più la treccia e la voglia di tirare giù il cappuccio.
«Ci ha dato dei consigli» rispose Mat.
Perrin gli scoccò un’occhiata penetrante. «Ha detto di non aprire bocca finché non eravamo sicuri di quello che avremmo detto.»
«Sembra un buon consiglio» disse Egwene, ma chiaramente non era interessata.
Rand era pensieroso. Com’era possibile che Nynaeve facesse parte della storia? Come poteva, ciascuno di loro, essere coinvolto con Trolloc, e Fade, e Ba’alzamon che compariva nei loro sogni? Era follia. Chissà se Min aveva parlato di Nynaeve a Moiraine. E chissà che cosa si dicevano, là dentro.
Finalmente la porta si aprì. Nynaeve uscì e sobbalzò accorgendosi della presenza di Lan. Il Custode le mormorò qualcosa che la spinse a scuotere rabbiosamente la testa; le passò davanti ed entrò nella stanza.
Nynaeve si girò verso Rand e lui si accorse solo allora che gli altri si erano allontanati senza far rumore. Non voleva affrontare da solo la Sapiente, ma non poteva più evitarlo, ora che ne aveva incrociato lo sguardo. Raddrizzò la schiena e si avvicinò alla donna.
Nynaeve indicò la spada di Tam. «Sembra fatta su misura per te, ormai, anche se lo ammetto a malincuore. Sei cresciuto, Rand.»
«In una settimana?» rise lui, ma la risata suonò sforzata e Nynaeve scosse la testa come se Rand non avesse capito. «È riuscita a convincerti?» proseguì Rand. «Davvero, non c’è altra soluzione.» Esitò, ripensando alle scintille viste da Min. «Vieni con noi?»
Nynaeve spalancò gli occhi. «E perché mai? Mavra Mallen è venuta da Deven Ride a sostituirmi finché non sarò tornata, ma anche lei vorrà tornare a casa al più presto. Spero ancora di farti ragionare e venire a casa con me.»
«Non possiamo.» Credette di scorgere un movimento nei pressi della porta ancora aperta, ma erano da soli nel corridoio.
«L’hai già detto, e l’ha detto anche lei.» Nynaeve si accigliò. «Se non ci fosse di mezzo lei... delle Aes Sedai non ci si può fidare, Rand.»
«Parli come se credessi a quel che ci è accaduto. Cos’hanno detto, alla riunione del villaggio?»
Prima di rispondere, Nynaeve lanciò un’occhiata alla porta. «Una gran confusione; ma non occorre farle sapere che non siamo capaci a gestire meglio i nostri affari. E credo solo una cosa: siete tutti in pericolo, finché state con lei.»
«Qualcosa è accaduto di sicuro» disse Rand, insistendo. «Perché vuoi che torniamo, se pensi che ci sia anche una sola possibilità che abbiamo ragione? E perché, fra tutti, sei venuta proprio tu? Mandare la Sapiente equivaleva a mandare il sindaco in persona.»
«Sei cresciuto davvero» sorrise Nynaeve, mettendolo per un attimo a disagio. «Un tempo non avresti messo in discussione dove andavo o che cosa facevo. Un tempo che risale solo a una settimana fa.»
Rand si schiarì la voce e continuò, testardo: «Non ha senso. Perché sei qui?»
Lei lanciò un’occhiata alla porta e prese Rand per il braccio. «Camminiamo, mentre continuiamo il discorso» disse. «Rand si lasciò condurre via; quando non ci fu il rischio che qualcuno ascoltasse, Nynaeve riprese:» Come ho detto, la riunione è stata un manicomio. Tutti erano d’accordo che bisognava mandare qualcuno a cercarvi, ma il villaggio si è diviso in due gruppi. Uno voleva che foste salvati, anche se c’erano notevoli disparità di vedute sul come, considerando che eravate con una... con una di quelle come lei.
Rand fu lieto che avesse ricordato di parlare con prudenza. «Gli altri hanno creduto a Tam?» domandò.
«Non proprio, ma pensavano che non dovevate stare fra estranei, soprattutto con una come lei. Comunque, quasi tutti volevano partecipare al salvataggio. Tam, e Bran al’Vere, con al collo la bilancia simbolo della carica, e Haral Luhhan, finché Alsbet non l’ha costretto a sedersi. Persino Cenn Buie. La Luce mi salvi dagli uomini che ragionano con il pelo sul petto. Anche se non ne conosco altra razza.» Sbuffò di cuore e gli rivolse un’occhiata d’accusa. «A ogni modo, capivo che sarebbe trascorso un altro giorno, o forse più, prima di giungere a una decisione, e avevo... avevo l’impressione che non bisognasse aspettare tanto. Così ho riunito la Cerchia delle Donne e ho detto cosa dovevamo fare. Ammetto che alle donne non è piaciuto, ma anche loro hanno capito che era giusto. Per questo sono qui: perché gli uomini di Emond’s Field sono zucconi e testardi. Saranno ancora lì a discutere su chi mandare, anche se ho lasciato detto che me ne sarei occupata io.»
Questo spiegava la presenza di Nynaeve nella locanda, ma non rassicurava affatto Rand. La Sapiente era ben decisa a riportarli con sé.
«E lei cosa ti ha detto, là dentro?» domandò Rand. Moiraine aveva certamente controbattuto ogni obiezione, ma se ne aveva dimenticata una, ci avrebbe pensato lui.
«Sempre le stesse cose» rispose Nynaeve. «E voleva informazioni su di voi. Per capire come mai avete attirato questo genere d’attenzione... l’ha detto lei.» Esitò, guardandolo di sottecchi. «Ha cercato di mascherarlo, ma soprattutto voleva sapere se uno di voi è nato fuori dei Fiumi Gemelli.»
Rand s’irrigidì di colpo, ma riuscì bene o male a ridacchiare. «Che idea!» disse. «Certo le avrai assicurato che tutt’e tre siamo nati a Emond’s Field.»
«Naturalmente.» Aveva esitato un istante, prima di rispondere; Rand non se ne sarebbe accorto, se non fosse stato attento.
Cercò qualcosa da dire, ma si sentiva la lingua come un pezzo di cuoio. “Lei lo sa” pensò. Era la Sapiente, in fin dei conti; e la Sapiente in teoria sapeva tutto di tutti. “Se lei lo sa, non erano vaneggiamenti dovuti alla febbre. Oh, padre!"
«Ti senti bene?» domandò Nynaeve.
«Tam ha detto... ha detto che non ero figlio suo. Nel delirio... per la febbre. Ha detto d’avermi trovato. Credevo che fosse solo...» La gola cominciò a bruciargli e lo costrinse a interrompersi.
«Oh, Rand!» Nynaeve si fermò e gli prese fra le mani il viso. «Si dicono cose bizzarre, quando si vaneggia. Cose distorte, che non sono vere né reali. Dammi retta. Tam al’Thor andò in cerca d’avventure, quando aveva più o meno la tua età. Ricordo appena quando, ormai adulto, tornò a Emond’s Field, con una moglie dai capelli rossi, forestiera, e un piccino in fasce. Ricordo che Kari al’Thor cullava fra le braccia il piccino, con lo stesso amore e la stessa gioia di ogni madre verso il proprio figlio. Il figlio di Kari, Rand. Tu. Ora smettila, con queste sciocchezze.»