Crocevia del crepuscolo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #10
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Crocevia del crepuscolo». Краткое содержание книги:
Perrin snudò i denti. I Mayenesi e le Sapienti stavano osservando, ma a cinquanta passi, con questo buio, sarebbe stato preso per un sorriso. Perdere il rispetto? Berelain aveva contribuito a privarlo di qualunque rispetto godesse una volta da parte della gente dei Fiumi Gemelli, per non parlare dei servitori di Faile. Ancora peggio, Faile gli aveva impartito qualche versione di quella lezione sul dovere di un nobile di dare alla gente ciò che si aspettava più di una volta. Quello che lui detestava era sentire questa donna, fra tutti, parlare come sua moglie.
«Di cosa stiamo parlando, allora? Del fatto che non ti fidi che la tua stessa gente sappia?»
Il volto di lei rimase impassibile e sorridente, tuttavia la sottostante corrente di paura nel suo odore si rafforzò. Non si avvicinava affatto al panico, ma lei si riteneva in pericolo. Le sue mani guantate erano strette attorno alle redini del baio. «Ho mandato i miei cacciatori di ladri a ficcanasare nell’accampamento di Masema, per stringere ‘amicizie’. Non è lo stesso che avere occhi e orecchie lì, ma hanno portato del vino che hanno fatto intendere di aver rubato a me, e hanno appreso un po’ di cose ascoltando.» Per un istante lei lo osservò con espressione interrogativa, inclinando il capo. Luce! Sapeva che Faile usava Selande e quegli altri idioti come spie! Era stata Berelain la prima a dirglielo. Era probabile che Gendar e Santes, i suoi cacciatori di ladri, avessero visto Haviar e Nerion nel campo di Masema. Avrebbe dovuto avvertire Balwer prima che lui cercasse di utilizzare Medore con Berelain e Annoura. Quello sarebbe stato certo un bel groviglio. Quando Perrin non disse nulla, lei proseguì. «Ho messo qualcos’altro in quel canestro oltre a pane e una gallina selvatica. Un... documento... che Santes ha trovato ieri sul presto, chiuso nello scrittoio da campo di Masema. Quello sciocco non ha mai guardato una serratura senza voler sapere quello che nasconde. Se doveva immischiarsi in quello che Masema teneva sottochiave, avrebbe dovuto memorizzarlo invece di prenderlo, ma quel che è fatto è fatto. Non lasciare che nessuno ti veda leggerlo dopo che mi sono presa tutta questa briga per nasconderlo!» aggiunse bruscamente mentre lui sollevava il coperchio del canestro, rivelando un fagotto avvolto nella stoffa e che emanava odori ancora più forti di uccello arrosto e pane caldo. «Ho visto gli uomini di Masema seguirti, prima. Potrebbero essere da qualche parte a osservarci in questo preciso momento!»
«Non sono uno sciocco» ringhiò. Sapeva degli osservatori di Masema. Molti dei seguaci di quell’uomo erano gente di città, e la maggior parte degli altri era talmente goffa nei boschi da far vergognare un ragazzo di dieci anni dei Fiumi Gemelli. Il che non voleva dire che uno o due non potessero essere nascosti da qualche parte fra gli alberi, tanto vicini da spiare dalle ombre. Si tenevano sempre a distanza, dato che i suoi occhi facevano credere loro che Perrin fosse qualche sorta di Progenie dell’Ombra semiaddomesticata, perciò di rado notava i loro odori, ma questa mattina aveva avuto altre cose per la testa. Spostando con le dita il panno per mettere in mostra la gallina selvatica, grossa quasi come un pollo di medie dimensioni, con la sua pelle marrone e croccante, strappò una delle zampe dell’uccello tastando sotto l’involto ed estraendo un pezzo di pesante carta color crema ripiegato in quattro. Incurante delle macchie d’unto, aprì il foglio sopra all’uccello, in modo un po’ goffo coi suoi guanti d’arme, e lesse mentre rosicchiava la coscia. Per chiunque lo stesse osservando, sarebbe parso intento a studiare quale parte della gallina selvatica aggredire dopo. Uno spesso sigillo di cera verde, rotto su un lato, recava l’impronta di quelle che a lui parvero tre mani, ognuna con l’indice e il mignolo alzati e le altre dita ripiegate. Le lettere scritte sul foglio con calligrafia fluente erano di forma strana, alcune irriconoscibili, ma con un po’ di sforzo il tutto era leggibile.
Il latore della presente è sotto la mia personale protezione. Nel nome dell’imperatrice, che possa vivere per sempre, fornitegli qualunque aiuto richieda al servizio dell’impero e non parlatene a nessuno tranne me.
Per il suo sigillo