Mendicanti di Spagna [Beggars in Spain - it]
- Автор: Кресс Нэнси
- Серия: Mendicanti #1
- Год: 1997
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 1120-5288
- Переводчик: Antonella Pieretti
- Жанр: Социально-философская фантастика
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— Vado a prenderti una giacca — disse Leisha.
— No, sto bene così — rispose Susan.
— Chiudi il becco.
Leisha scese la scala dal tetto e trovò la giacca nello studio stipato di Susan, quindi si fermò un istante in salotto. Tutti i crani lucidi erano spariti. Risalì la scala e appoggiò la giacca sulle spalle di Susan.
— Guardali — disse Susan, con piacere. Appena davanti alla profonda oscurità del pioppo nero, la sagoma che rappresentava Jordan si era fusa con l’ombra di Stella. Leisha sorrise: la vista di Susan, quanto meno, era ancora acuta.
Le due donne restarono sedute in silenzio. Alla fine, Susan disse: — Kevin ha chiamato di nuovo.
— No — commentò semplicemente Leisha.
L’anziana donna spostò il suo leggero, doloroso peso sulla sdraio. — Non credi nel perdono, Leisha?
— Sì. Ci credo. Ma Kevin non sa di avere fatto qualcosa che lo richieda.
— Suppongo che non sappia nemmeno che Richard è qui con te.
— Non so che cosa sappia — disse Leisha con indifferenza. — E chi potrebbe saperlo?
— Come tu, per esempio, non potevi sapere che Jennifer Sharifi era innocente dell’omicidio. Non perdonerai te stessa più di quanto tu non sia disposta a perdonare Kevin.
Leisha voltò la testa. Il chiaro di luna le scorreva sulle guance come uno scalpello. Dal pioppo nero provenivano risa sommesse. Leisha disse all’improvviso: — Vorrei tanto che Alice fosse qui.
Susan sorrise. Il sorriso era tirato: gli antidolorifici che prendeva dovevano essere nuovamente aumentati.
— Forse si presenterà di nuovo, se avrai davvero tanto bisogno di lei.
— Non è divertente.
— Non credi che sia successo, vero, Leisha? Non credi che Alice abbia avuto una percezione paranormale su di te.
— Credo che lei ci creda — disse Leisha misurando le parole. Tutto era diverso, ormai, fra lei e Alice, e quella diversità era troppo preziosa per metterla a rischio. Alice era l’unica cosa che Leisha aveva ottenuto in cambio per quell’anno di perdite dalla portata cataclismica. Alice e Susan, e Susan stava morendo.
Comunque era sempre stata in grado di essere onesta con Susan. — Sai che io non credo nel paranormale. È già abbastanza difficile capire il normale.
— E il paranormale disturba moltissimo la tua visione del mondo, vero? — Dopo un minuto, Susan aggiunse con un tono di voce più dolce: — Hai paura che Alice disapproverà la relazione di Jordan e Stella? Una Insonne con un Dormiente?
— Dio mio, no. So che approverà. — Scoppiò improvvisamente in una dura risata. — Alice potrebbe essere una delle dodici persone al mondo che non lo farà.
Susan disse, come se fosse importante: — Hai ricevuto chiamate anche da Stewart Sutter, Kate Addams, Miyuki Yagai e il tuo segretario, come-si-chiama. Ho detto a tutti che avresti richiamato.
— Non lo farò — disse Leisha.
— Sono più di dodici — proseguì Susan. Leisha non rispose.
Sotto di loro, Richard emerse dal portone principale e si incamminò verso la mesa distante. Si muoveva lentamente, afflosciato, come se per lui la direzione non fosse importante. Leisha pensò che, probabilmente, non lo era. Pochissime cose lo erano. Anche il fatto che si trovasse lì era dovuto soltanto a Jordan che non aveva esitato, aveva semplicemente caricato Richard in auto e ce lo aveva portato. Jordan ormai esitava solo raramente. Agiva. Un istante dopo, l’immensa figura di Joey, che amava passeggiare ovunque, si mise a trotterellare allegramente dietro Richard.
Susan disse: — Pensi che il processo Sharifi abbia concluso ogni possibilità di reale integrazione. Dormienti e Insonni, Noi-Dormiamo ed economia principale, possidenti e nullatenenti.
— Sì.
— Non c’è mai un’ultima possibilità per qualcosa, Leisha.
— Davvero? E allora come mai tu stai morendo? — Dopo un istante, Leisha aggiunse: — Mi dispiace.
— Non puoi restare nascosta qui per sempre, Leisha, solo perché sei rimasta delusa dalla legge.
— Non mi sto nascondendo.
— Come lo chiami, allora?
— Sto vivendo — disse Leisha. — Semplicemente vivendo.
— Col cavolo. Non in questo modo, non tu. Non discutere con me, io ho le intuizioni dei quasi-eterni.
A dispetto di se stessa, Leisha si mise a ridere. La risata fu dolorosa.
Susan disse: — È maledettamente vero che è buffo. Allora chiama Stewart, Kate, Miyuki e il tuo segretario.
— No.
Richard scomparve nell’oscurità, seguito da Joey. Jordan e Stella, mano nella mano, cominciarono a riavvicinarsi a casa. Susan disse, con apparente innocenza: — Io vorrei tanto che Alice fosse qui.
Leisha annuì.
— Già — disse Susan candidamente. — Sarebbe bello riunire qui la tua intera comunità.
Leisha la guardò, ma Susan era assorta nello studiare il chiaro di luna sul deserto, mentre sotto di loro qualche piccolo animale sgattaiolava invisibile, e sopra le loro teste le stelle venivano fuori una per una, una per una.
LIBRO III: SOGNATORI
2075
I dogmi del quieto passato sono inadeguati per il tempestoso presente. La contingenza è accresciuta dalle difficoltà e noi dobbiamo sollevarci con essa. Essendo nuovo il nostro caso, dobbiamo pensare in modo nuovo e agire in modo nuovo. Dobbiamo essere disincantati.