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La Luna è una severa maestra [The Moon is a Harsh Mistress - it]

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La Luna è una severa maestra [The Moon is a Harsh Mistress - it]
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— Non tante, Man. Al momento del decollo l’accelerazione è pari a dieci gravità, poi la situazione si stabilizza a un livello, molto confortevole, di quattro gravità… poi ci sarà una scossa un po’ brusca poco prima della caduta, sulle cinque-sei gravità. Di per sé, il tonfo sarà abbastanza dolce, come cadere da una cinquantina di metri, ma cadrete in acqua. La chiatta si inabisserà, poi riemergerà di nuovo, sempre dolcemente, al largo di Bombay. Galleggerete in condizioni normali terrestri, cioè una gravità. Man, l’involucro esterno delle chiatte è costruito quanto più leggero possibile per ragioni di economia. Non possiamo permetterci di sottoporle a sforzi eccessivi, altrimenti le saldature si spezzerebbero.

— Molto gentile da parte tua, pensi sempre a tutto!

Non feci domande e me ne andai a ispezionare la mia bara. Sarebbe stato meglio non farlo.

Avete mai visto una di quelle assurde chiatte? Un semplice cilindro d’acciaio, con retrorazzi frenanti e motori ausiliari per le manovre, e un radar. Assomiglia a un’astronave come un paio di pinze assomigliano al mio braccio numero tre. In quel momento era aperta e stavano allestendo le nostre cabine.

Niente cucina. Niente gabinetto. Niente di niente. Ma perché avremmo dovuto preoccuparci? Dopo tutto, ci dovevamo restare una cinquantina d’ore.

Prof, per lo meno, sarebbe stato narcotizzato per quasi tutto il tempo, ma io dovevo essere sveglio al momento dell’atterraggio per tirarci fuori da quella trappola mortale se qualche cosa non funzionava a dovere e nessuno si trovava da quelle parti con un apriscatole. All’interno del cilindro stavano ricavando due specie di culle sagomate; noi dovevamo entrare in quei buchi, legarci e rimanerci immobili fino alla Terra. Sembravano più preoccupati a fare in modo che il peso totale della massa aggiunta fosse pari al peso del grano tolto e che il centro di gravità non rimanesse spostato, piuttosto che della nostra comodità. Il tecnico che dirigeva i lavori mi disse che nei calcoli avevano tenuto conto anche dell’imbottitura che sarebbe stata aggiunta alle nostre tute a pressione.

Fui felice di sentire che avrebbero imbottito le tute. Quei buchi non avevano certo un aspetto morbido.

Tornai a casa molto impensierito.

Cosa insolita, a pranzo mancava Wyoh. C’era però Greg, cosa ancora più insolita.

Nessuno fece commenti sul fatto che il giorno dopo avrei dovuto fare l’imitazione di una stella cadente, anche se lo sapevano tutti. Non mi resi conto che stava per succedere qualche cosa di importante fino a quando i giovani si alzarono da tavola e si allontanarono senza chiedere il permesso. Allora compresi perché Greg non era tornato al Mare delle Onde dopo l’ultima seduta dell’Assemblea: era stato convocato il Consiglio di Famiglia. Mum si guardò intorno e disse: — Siamo tutti presenti. Ali, chiudi la porta, grazie, caro. Granpà, vuoi cominciare?

Il decano dei mariti smise di ciondolare la testa sulla tazzina di caffè, si raddrizzò sul busto dopo aver dato uno sguardo intorno ed esordì con voce ferma: — Vedo che ci siamo tutti e che i bambini sono già andati a letto. Vedo che non ci sono estranei né ospiti. Dichiaro che siamo riuniti secondo le consuetudini stabilite un tempo da Jack Davis il Nero, nostro capostipite, e Tillie, nostra prima moglie. Se c’è qualche argomento che riguarda la sicurezza e la felicità del nostro matrimonio, sia discusso adesso. Si parli con chiarezza. Queste sono le nostre abitudini.

Granpà si rivolse a Mum e disse a voce bassa: — Ora a te, Mimi — e ricadde nel suo stato di beata apatia. Per un istante era stato l’uomo forte, bello, virile e dinamico dei giorni della mia opzione… Mi vennero le lacrime agli occhi a pensare quanto ero stato fortunato.

Ma in quel momento non sapevo se sentirmi fortunato o no. L’unica ragione che vedevo per un Consiglio di Famiglia era che il giorno dopo sarei stato lanciato sulla Terra come un carico di grano. Mum pensava forse di mettermi contro la famiglia? Nessuno era obbligato a obbedire alle decisioni di un Consiglio, ma in genere lo si faceva. Era proprio qui la forza del nostro matrimonio: quando si prendeva una decisione eravamo tutti uniti.

Mimi disse: — Ci sono argomenti che desiderate discutere? Parlate, cari.

Si fece avanti Greg. — Sì, io.

— Sentiamo.

Greg è un buon oratore. Ma quella sera sembrava tutt’altro che sicuro di sé. — Dunque… ecco… abbiamo sempre cercato di mantenere un certo equilibrio nel nostro matrimonio: coniugi giovani, coniugi anziani, un avvicendamento regolare, a intervalli regolari, come avveniva in passato. Nel corso degli anni, come si può vedere nei libri di famiglia, l’età media dei mariti si è aggirata sui quarant’anni, quella delle mogli sui trentacinque, e così sin dall’inizio, quando Tillie optò Jack il Nero quasi cento anni fa… Attualmente l’età media dei mariti è proprio sui quaranta, mentre quella…

Mum lo interruppe con tono deciso. — Lascia stare l’aritmetica, caro Greg. Veniamo ai fatti.

Stavo cercando di capire dove voleva arrivare Greg. È vero, nell’ultimo anno ero stato per lo più fuori casa, e quando rientravo erano quasi sempre tutti già a letto. Ma era chiaro che stava parlando di matrimonio.

Balbettando, Greg mormorò: — Propongo Wyoming Knott!

Mi avevano preso di sorpresa. Eppure avrei dovuto aspettarmelo.

Mimi chiese: — Greg, hai ragioni per ritenere che Wyoh accetterà di essere optata da noi?

— Sì.

— Molto bene. Conosciamo tutti Wyoming. Sono convinta che ci siamo fatti una chiara opinione su di lei. Non vedo quindi motivo per una discussione… a meno che qualcuno non chieda la parola. Parlate pure.

Ovviamente, la proposta di Greg non era una sorpresa per Mum. E nemmeno per gli altri, dato che Mum non permetteva mai che si tenesse un Consiglio di Famiglia se non era sicura dei risultati sin da prima.

— Benissimo — proseguì Mum. — Facciamo l’appello. Ludmilla?

— Io? Adoro Wyoh, lo sanno tutti. Sì, certamente.

— Lenore, cara?

— Proverò a convincerla a ridiventare bruna, così non ci faremo concorrenza. Ma è il suo unico difetto, quello di essere più bionda di me. Sì.

— Sidris?

— Pollice in alto. Wyoh è già dei nostri.

— Anna?

— Ho qualche cosa da dire, prima di esprimere la mia opinione, Mimi.

— Non credo che sia necessario, cara.

— Lo farò lo stesso, come ha sempre fatto Tillie, secondo le nostre tradizioni. In questo matrimonio, ogni moglie ha portato il suo fardello, dando bambini alla famiglia. Per alcuni di voi, potrebbe essere una sorpresa sapere che Wyo ha già avuto otto figli…

Certamente fu una sorpresa per Ali. Fece un balzo sulla sedia e rimase a bocca spalancata. Abbassai gli occhi sul piatto. Oh, Wyoh, Wyoh! Come avevo potuto permettere che accadesse? Dovevo parlare.

Ma mi resi conto che Anna stava continuando: — …così adesso potrà avere bambini suoi. L’operazione è riuscita bene. Però lei teme di poter avere un altro figlio anormale, per quanto, secondo la clinica di Hong Kong, la cosa sia improbabile. Dovremo amarla tanto da farle dimenticare la sua preoccupazione.

— La ameremo — disse serenamente Mura. — Già la amiamo. Anna, vuoi esprimere ora la tua opinione?

— Non è necessario, non vi pare? Sono andata a Hong Kong con lei, l’ho tenuta per mano durante l’operazione. Opto Wyoh.

— In questa famiglia — continuò Mum — abbiamo sempre pensato che i mariti avessero diritto di voto. Potrà sembrare strano, ma Tillie ha dato il via a questa usanza e ci siamo sempre trovati bene. Allora, Granpà?

— Eh? Che cosa dicevi, cara?

— Stiamo optando Wyoming, caro Granpà. Dai il tuo consenso?

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