L'ora del passaggio [Tom O'Bedlam - it]
- Автор: Силверберг Роберт
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0169-5
- Переводчик: сандро сандрелли
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'ora del passaggio [Tom O'Bedlam - it]». Краткое содержание книги:
Con questo romanzo stimolante e provocatorio, Robert Silverberg ritorna finalmente dopo molti anni ai temi della sua migliore fantascienza.
Jill si avvicinò a Jaspin. — Le è di qualche aiuto? — chiese, rivolta a Lacy.
— Stavo giusto raccontando al signor Jaspin l’ironia della cosa, che io lavoravo per un uomo che dirigeva un imbroglio il quale comportava dei viaggi sulle altre stelle. Prima che queste visioni delle stelle cominciassero ad arrivare sulla Terra. L’avrebbero cacciato in prigione, ma lui invece è riuscito a farsi mandare in uno di quei posti per la mondatura della mente, su, vicino a Mendocino, dove dovrebbero trasformarlo in un essere umano decente. Hanno voglia!
— Mia sorella April si trova nello stesso posto — dichiarò Jill. — Nepenthe, si chiama quel posto? Sì, è vicino a Mendocino.
— Tua sorella? — fece Jaspin. — Non sapevo che tu avessi una sorella.
Lacy scoppiò a ridere. — È proprio piccolo il mondo, non è vero? Scommetto che sua sorella e Ed stanno avendo un formidabile e sconvolgente rapporto proprio in questo momento. Ed ha sempre avuto un occhio di riguardo per le donne.
— Non avrà nessun occhio per April — ribatté Jill. — È grassa come un maiale. Lo è sempre stata. E anche molto strana in testa. Sono sicura che il suo amico Ed può trovare assai di meglio che April. — Rivolta a Jaspin, l’informò: — Quando hai finito qui, Barry, vai nell’autobus del Nucleo, eh? Stanno preparando per stanotte il rito delle Sette Galassie e Lagosta vuole che tu gli dia una mano a collegare il generatore polifase.
— D’accordo — annuì Jaspin. — Cinque minuti.
— È stato un piacere incontrarla, signorina… uh… — disse Jill e si allontanò.
— Non è molto amichevole, vero? — commentò Lacy.
— Del tutto sgarbata e cattiva — confermò Jaspin. — In qualche modo la religione l’ha inacidita. È mia moglie.
— Sua moglie?
— Così per dire. Un giorno il Senhor Papamacer ha deciso che avremmo dovuto sposarci. Sull’impulso del momento ci ha sposati… in quattro e quattr’otto, un mese fa o giù di lì. È per i rituali, l’iniziazione, almeno in parte: bisogna essere una coppia. Non è quello che si potrebbe chiamare un matrimonio felice.
— Non mi pare proprio.
Jaspin scrollò le spalle. — Non ha importanza. Una volta che il cancello sarà aperto, vero… Ma fino ad allora… fino ad allora…
— Può esser dura, già.
— Senti — le disse. — Devo andare a dare una mano a metter su le apparecchiature per stanotte. Ma voglio dirti che cercherò di farti avere un’udienza con il Senhor Papamacer. Non sarà facile perché è stato assai poco disponibile in queste ultime settimane. Ma forse riuscirò a farti entrare. Non è soltanto una vanteria. Se potrò farlo, lo farò. Perché so cosa si prova ad essere una creatura mediocre e scialba del ventiduesimo secolo che cerca di farsi strada nella vita a forza di fingere, per poi venir d’un tratto sollevati in alto e scoprire che c’è qualcosa per cui vale la pena di vivere, al di là del proprio merdoso conforto. Come ho detto, abbiamo un mucchio di cose in comune. Cercherò di farti avere quello che mi hai chiesto.
— Lo apprezzerò — disse lei.
Gli porse la mano. Lui la prese e la strinse forte per un attimo di troppo. Dibatté dentro di sé se attirarla o no a sé, così d’impulso, e baciarla. Non lo fece. Ma non c’erano equivoci circa il calore e la gratitudine negli occhi di lei. E le possibilità. Specialmente le possibilità.
SEI