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Meduse [Ring of Swords - it]

Электронная книга - «Meduse [Ring of Swords - it]». Краткое содержание книги:

È il problema più Delicato che lei abbai mai dovuto affrontare: da una parte la vecchia Terra e dall’altra un Mondo Vergine, una civiltà enigmatica, aliena oltre i limiti. L’ambasciatrice è sola e deve Decidere. Forse contro di loro, forse contro se stessa.
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Le zie hanno detto di no e mi hanno gentilmente ringraziato. Gwarha è parso sollevato. Sa cosa penso della politica genetica. Se avessi voluto ascoltare conversazioni del genere, sarei rimasto nel Kansas e sarei andato al College di Agricoltura.

Li ho lasciati ai loro complotti. Avrei voluto chiedere della vista dalle finestre ma non ne ho avuto l’occasione.

(È una registrazione fatta in una casa sulla costa orientale del Grande Continente Settentrionale. Le mie zie stanno lì quando il Weaving ha una riunione. Come dice il poeta: "Oltre le montagne c’è l’oceano".)

Più tardi, la sera, ho chiesto se quelle conversazioni lo avessero inquietato. Lui stava disponendo il gioco da tavolo eha, si stava preparando a un’altra partita con un campione morto da tempo.

— Non capisco — ha detto.

— Non ti infastidisce che altre persone decidano tutto sui tuoi figli, sempre ammesso che tu ne abbia qualcuno?

Lui ha finito di tirar fuori le pietre e mi ha guardato. — Ho voce in capitolo. Ho detto alle zie che gli uomini di Tsai Ama e di Ama Tsai non hanno niente di speciale. Se c’è un figlio, sarebbe meglio che fosse femmina. Il genere di uomini che quelle stirpi producono non aiuteranno la nostra reputazione e non voglio figli mollaccioni.

No, certo che no, caro. Tu vuoi giovani uomini duri e intelligenti con buone maniere e una forte attitudine al potere. Tra vent’anni, se ci sarò ancora, forse li vedrò venire al perimetro.

(Ci sarai.)

— Non capisco che cosa suggerisci. Che dovrei dire alle zie come fare il loro lavoro? Non mi piacerebbe se mi dicessero come fare il frontista.

Come spiegare? Mi dispiaceva vederlo placidamente seduto mentre le zie discutevano di usarlo come toro da riproduzione. Mi dispiaceva che qualcosa che gli apparteneva… il suo collegamento col futuro, per amore della Divinità… diventasse un gettone o una fiche che le donne di Ettin puntavano.

Lui ha ascoltato senza muoversi, con un’espressione grave. Alla fine, ho ceduto. Lui mi ha guardato. Le sue pupille si erano dilatate alla luce tenue e potevo vederle chiaramente: grandi linee nere simili a barre sulle iridi.

— Tu sembri pensare che abbia un diritto su tutto ciò che il mio corpo produce. È un diritto che cederò con piacere. Non desidero tenermi i miei escrementi. Non mi importa molto di ciò che ne è, fintantoché se ne disponga nel modo giusto.

È rimasto silenzioso per qualche momento. — E in che senso il mio materiale genetico è mio? Non l’ho creato dal nulla. Viene da una donna di Ettin e da un uomo di Gwa che a loro volta lo hanno ricevuto dai genitori e così via… generazione dopo generazione… fino al tempo precedente a tutte le stirpi. A me sembra di avere buon diritto a possedere le colline di Ettin o i fiumi che scorrono sotto di esse o il cielo sopra o la casa dove sono nato.

Dal diario di Sanders Nicholas,

addetto alle informazioni presso lo staff

del Primo Difensore Ettin Gwarha

CODIFICATO PER LA SOLA VISIONE DI ETTIN GWARHA

21

Nei giorni che seguirono non accadde nulla di importante. Anna continuò a osservare i negoziati i quali andavano avanti in modo non proprio soddisfacente. Lugala Tsu non si agitava più sulla sedia, non faceva smorfie; se ne stava invece immobile e con un’espressione accigliata. Gli altri… hwarhath e umani… apparivano a disagio, tranne il generale che manifestava un’assoluta tranquillità.

L’intercom la svegliò una mattina con il suo suono simile a uno scampanio nel vento.

Era Ama Tsai ìndil. Ci sarebbe stato un altro incontro con le donne hwarhath. E Nicholas non ci sarebbe stato. Lugala Minti non aveva voluto.

— Okay per me — disse Anna.

— Cosa?

— Non ho obiezioni.

— Sarebbe difficile per lei rifiutare, Perez Anna. Lugala Minti è un membro anziano di una stirpe molto potente. E lei, per quello che ne so, non ha una vera famiglia.

— Ehi — fece Anna — sono di Chicago, Illinois. Dovrebbe contare qualcosa.

Spense l’intercom prima che Indil potesse chiederle della stirpe di Chicago e andò a vestirsi. Peccato per Nick. Le piaceva avere la colazione già pronta, e poi non era stata mai capace di prepararsi un buon caffè.

Mangiò pane e burro di arachidi e bevve acqua aliena dal rubinetto. Arrivava dal sistema di riciclaggio, distillata e pura.

Poi si diresse al luogo della riunione.

Le donne… tutte le donne… stavano aspettando: le tre sorelle in vesti rosse e dorate, Tsai Ama Ul d’argento, Lugala Minti nera e Ama Tsai Indil grigio pallido.

Parlarono di nuovo della condizione delle donne sulla Terra. La conversazione procedette più lentamente, questa volta. Ama Tsai Indil non era altrettanto spedita di Nicholas come traduttrice.

Anna ebbe la sensazione che aveva quando parlava con Vaihar. Perfino quando parlavano la stessa lingua (lei e Ama Tsai Indil, perlomeno) e quando sembravano d’accordo sul significato delle parole che usavano, la comunicazione era frammentaria; e aveva anche la sensazione che le domande importanti non venissero poste. I hwarhath stavano girando attorno a qualche argomento davvero grosso. Forse la sua era soltanto immaginazione, influenzata dall’immagine che Charlie aveva evocato della singolarità dell’orbita della stazione.

Alla fine, disse: — Vi ho parlato della Terra come meglio ho potuto. Vorrei sapere qualcosa del vostro pianeta natale.

Rispose Lugala Minti. — La nostra società è organizzata in modo adeguato, secondo le regole che la Divinità ha dato al Popolo.

Per le donne di Lugala, la risposta avrebbe potuto essere considerata soddisfacente. Lugala Minti si appoggiò allo schienale, le mani sul ventre. La luce colpiva nel modo giusto la veste che indossava cosicché Anna vedeva i disegni del broccato nero: una ragnatela di stretti rami che si incrociavano più volte gli uni con gli altri. Grandi fiori delicati sbocciavano nei punti in cui si incontravano; altrove, i rami erano spogli tranne che per le lunghe e acuminate spine.

Ettin Per aggrottò la fronte e parlò, la voce tuonante.

Ama Tsai Indil tradusse. — La donna di Ettin ci ha ricordato che la Divinità non è semplice. Sappiamo che occorre più di una teoria per spiegare il suo universo. Forse c’è più di un modo per essere corretti.

Lugala Minti sembrava irritata.

Tsai Ama Ul si sporse in avanti e parlò.

— Ci sono molte cose che non si possono dire, secondo la donna di Tsai Ama. Si ricordi che siamo nemici, almeno per il tempo presente, e sono gli uomini a decidere ciò che deve essere considerato strategico.

"La donna di Tsai Ama dice che racconterà una storia sulle origini del mondo. Perfino gli uomini non possono confutarla. Tutti sono d’accordo che non si tratta della pura verità, e che è molto antica, il che significa che non le dirà nulla della nostra attuale situazione. Ma le dirà qualcosa sul nostro mondo.

"All’inizio non esisteva nulla tranne la Divinità e un mostro. Nel momento in cui si guardarono l’un l’altro, furono subito in disaccordo e si combatterono fino a quando la Divinità non uccise il mostro. Quando il mostro morì, la Divinità gli tolse le ovaie e ne fertilizzò le uova con il proprio seme."

Che cosa?

— Poi la Divinità prese il corpo del mostro e creò il mondo, Le alte montagne sono ciò che rimane del dorso corazzato della creatura. Le pianure e le valli sono l’interno del suo ventre. I denti del mostro divennero le stelle. I suoi occhi i quattro pianeti principali. Il sole è il suo cervello, pieno di idee violente.

"Quando ebbe finito di creare il mondo, la Divinità prese le uova del mostro e le trasformò in creature viventi. Le uova dell’ovaia destra divennero animali; ma quelle di sinistra furono gli antenati del Popolo. A quel tempo, non avevano capacità di giudizio e di fare distinzioni. Erano soltanto un’altra specie di animali, più debole e più miserabile delle altre. Ma la Divinità sapeva ciò che sarebbero diventati. Li depose con affetto nel mondo e subito le creature cominciarono a strisciare e a camminare sull’immenso corpo del mostro. E la divinità li guardava con amore."

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