L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
Il Myrddraal si muoveva con la fluidità di un serpente, l’illusione del rettile aumentata dalla cotta di maglia a scaglie sovrapposte dell’armatura nera. Eppure nemmeno una lancia colpiva così velocemente. Tutto ciò che Rand poté fare per un po’ fu tenere quella lama lontana dalla sua carne sguarnita di armatura. Il metallo nero poteva provocare ferite che imputridivano, difficili da guarire quasi quanto quella che gli doleva sul fianco in questo momento. Ogni volta che l’acciaio nero, forgiato a Thakan’dar sotto le pendici di Shayol Ghul, incontrava la lama rosso dorata sagomata dal Potere, la luce lampeggiava nella stanza come lamine di fulmini, un forte colore bianco e blu che faceva male agli occhi. «Stavolta morirai» raschiò il Myrddraal con voce simile allo sgretolarsi delle foglie secche. «Darò la tua carne ai Trolloc e mi prenderò le tue donne.»
Rand lottava più freddamente di quanto avesse mai fatto; e disperatamente. Il Fade sapeva come usare quella spada. Poi si presentò l’occasione di lanciare un fendente di netto alla spada, non solo limitandosi a deviarla. Con il sibilo del ghiaccio che cadeva sul metallo fuso la lama rosso dorata recise quella nera. Il colpo successivo rimosse la testa priva di occhi dal collo; l’impatto della lama che spaccava le ossa della creatura si ripercosse lungo il braccio di Rand. Sangue scuro come inchiostro zampillò dal moncone del collo. La creatura però non cadeva. Dimenandosi ciecamente con la spada spezzata, la figura decapitata inciampò, colpendo a caso nell’aria.
Mentre la testa del Fade rotolava attraverso la stanza caddero anche i rimanenti Trolloc, strillando, tormentandosi le teste con le grosse, oscene mani pelose. Era un punto debole fra Myrddraal e Trolloc. Perfino i Myrddraal non si fidavano dei Trolloc, per cui spesso si legavano a loro in un modo che Rand non comprendeva; apparentemente garantiva la lealtà dei Trolloc, ma quelli legati a un Myrddraal non sopravvivevano a lungo alla sua morte.
I difensori ancora in piedi, meno di due dozzine, non attesero. Colpivano i Trolloc ripetutamente a gruppi di due o tre con le lance, fino a quando non smettevano di muoversi. Alcuni di loro trattenevano il Myrddraal che continuava ad agitare la lama, non importa quante volte lo colpissero. Mentre i Trolloc incominciarono a tacere, si poterono sentire i lamenti di alcuni feriti umani sopravvissuti che piangevano. C’erano più uomini disseminati al suolo che progenie dell’Ombra. Il marmo nero era lustro di sangue, quasi invisibile sulla pietra scura.
«Lasciatelo» ordinò Rand ai difensori che ancora cercavano di finire il Myrddraal. «È già morto. Solo che i Fade non vogliono ammettere di essere morti.» Glielo aveva detto Lan, un giorno che sembrava lontanissimo; ne aveva avuta la prova prima di questo momento. «Occupatevi dei feriti.»
Osservando la figura decapitata che si dimenava, il torso ridotto a brandelli di ferite dilaniate, furono scossi dai brividi e arretrarono, borbottando contro i Lurk. Era così che chiamavano i Fade a Tear, nelle favole per i bambini. Alcuni incominciarono a cercare fra i corpi umani i sopravvissuti, tirando da un lato quelli che non potevano alzarsi, aiutando quelli che potevano. Fin troppi venivano lasciati dov’erano. Delle bende d’emergenza ricavate dalla camicia insanguinata di un uomo erano il solo conforto che poteva essere offerto.
Adesso i Tarenesi non sembravano più carini come prima. I pettorali di metallo che ormai non risplendevano più erano pieni di ammaccature e graffi; strappi intrisi di sangue imbrattavano quelle che una volta erano state eleganti uniformi nere e oro. Alcuni avevano perso l’elmetto e più di uno si appoggiava alla propria lancia come se fosse l’unica cosa che lo sosteneva. Forse lo era. Respiravano pesantemente, con espressioni selvagge sui volti che si fondevano con il terrore assoluto e il cieco intontimento che colpiva gli uomini in battaglia. Fissavano Rand incerti — sguardi fugaci, spaventati — come se fosse stato lui in persona a richiamare queste creature dalla Grande Macchia.
«Pulite le punte di quelle lance» ordinò Rand. «Il sangue dei Fade corrode l’acciaio se vi viene lasciato sopra troppo a lungo.» La maggior parte si mosse lentamente per obbedire, usando esitante ciò che aveva a disposizione, le maniche delle giubbe dei compagni defunti.
Il rumore di altre battaglie giungeva dai corridoi, grida distanti, il suono smorzato del metallo. Gli avevano obbedito due volte; era giunto il momento di vedere se avrebbero fatto di più. Voltando le spalle Rand guardò attraverso l’anticamera, verso il rumore della battaglia. «Seguitemi» ordinò. Sollevò la spada sagomata dal fuoco per rammentare loro chi fosse, sperando che il promemoria non gli avrebbe portato una lancia in mezzo alla schiena. Doveva rischiare. «La Pietra resiste! Per la Pietra!»
Per un momento il suono sordo dei suoi stivali fu l’unico rumore che si sentì nella stanza circondata dalle colonne; quindi altri stivali si unirono ai primi. «Per la Pietra!» un uomo gridò, e un altro: «Per la Pietra e il Lord Drago!» Altri si unirono. «Per la Pietra e il Lord Drago!» Allungando il passo fino a correre guidò la schiera insanguinata di ventitré elementi nel profondo della Pietra.
Dov’era Lanfear, e che parte aveva avuto in tutto questo? Rand aveva poco tempo per pensarci. Corpi di uomini punteggiavano le sale della Pietra immersi in pozze di sangue, uno da una parte e più avanti altri due, poi tre o più, difensori, inservienti, Aiel. Anche le donne, nobili con gli abiti di lino e cameriere vestite di lana, abbattute mentre fuggivano. Ai Trolloc non importava chi uccidevano; godevano nel farlo e basta. I Myrddraal erano peggio; i Mezzi Uomini si compiacevano del dolore e della morte.
Più verso l’interno, la Pietra di Tear ribolliva. Gruppi di Trolloc imperversavano attraverso i corridoi, a volte guidati da un Myrddraal, a volte da soli, combattendo contro gli Aiel o i difensori, abbattendo gli uomini disarmati, cercandone altri da uccidere. Rand guidava la sua piccola forza contro ogni progenie dell’Ombra che incontravano, con la spada lacerava la carne vile e le cotte nere di maglia con la stessa facilità. Solo gli Aiel affrontavano i Fade senza tirarsi indietro. Gli Aiel e Rand. Sorpassò i Trolloc per raggiungere i Fade; a volte i Myrddraal trascinavano con loro una dozzina di Trolloc quando morivano, a volte nessuno.
Alcuni difensori caddero senza rialzarsi, ma gli Aiel si unirono a loro, quasi raddoppiando il numero della schiera. Gruppi d’uomini dirompevano in battaglie furiose che sfumavano in grida e schianti come in una forgia impazzita. Altri uomini di Rand cadevano, fuggivano, venivano rimpiazzati, fino a quando non ne rimase nessuno. A volte Rand combatteva da solo, o correva lungo un corridoio, vuoto se non per la sua presenza e quella dei cadaveri, seguendo il suono del combattimento lontano.
A un certo punto, con due difensori, da un colonnato che si affacciava su una lunga stanza con molte porte, vide Moiraine e Lan circondati dai Trolloc. L’Aes Sedai stava in piedi, la testa alta come una regina combattente delle storie, e figure bestiali si incendiavano attorno a lei, ma solamente per essere rimpiazzate da altre, che sbucavano da questa o quella porta, sei o otto per volta. La spada di Rand si prendeva cura di quelli che sfuggivano al fuoco di Moiraine. Il Custode aveva sangue su entrambi i lati del viso, eppure fluiva fra le figure come se si stesse esercitando davanti allo specchio. A un certo punto un Trolloc con il muso da lupo spinse una lancia verso la schiena di Moiraine. Lan si voltò di scatto quasi avesse avuto gli occhi dietro la nuca, amputando la gamba del Trolloc all’altezza del ginocchio. Il Trolloc cadde ululando, ma riuscì comunque a spingere la punta della lancia contro Lan proprio mentre un altro colpiva goffamente il Custode con il piatto dell’ascia, facendogli piegare le ginocchia.
Rand non poté fare nulla, perché in quel momento fu attaccato assieme a due dei suoi soldati da cinque Trolloc, tutti musi, zanne di cinghiale, corna d’ariete, che spingevano gli umani fuori dal colonnato con il semplice spostamento d’aria del loro attacco. Cinque Trolloc erano in grado di uccidere tre uomini senza troppa difficoltà, ma uno degli uomini era Rand, con una spada che trattava le cotte di maglia come tessuto. Uno dei difensori morì e l’altro scomparve inseguendo un Trolloc ferito, l’unico sopravvissuto dei cinque. Quando Rand tornò di corsa verso il colonnato, dalla stanza sottostante proveniva odore di carne bruciata, e c’erano grossi corpi ustionati al suolo, ma non c’era segno di Moiraine o Lan.