Il cuore dell’inverno
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #9
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il cuore dell’inverno». Краткое содержание книги:
«Peggio.» Vandene si guardò attorno, poi fece alcuni passi verso il punto in cui i corridoi si incrociavano, costringendo Elayne a seguirla. Da quel punto, potevano vedere chiunque arrivasse lungo i passaggi. Le novizie mantennero con sollecitudine le proprie posizioni rispetto alla Verde. Forse avevano già ottenuto quella strigliata, per tutto il loro entusiasmo. C’erano molti servitori in vista, ma nessuno che si avvicinasse o che fosse abbastanza vicino da sentire. Vandene abbassò comunque la voce. Il tono basso non riuscì a mascherare il suo malcontento. «Hanno dedotto che l’assassino dev’essere Merilille, Sareitha o Careane. Buona intuizione da parte loro, suppongo, ma non dovrebbero neanche pensare cose del genere. Dovrebbero essere così tanto impegnate con le lezioni da non avere tempo di pensare a nient’altro.» Malgrado l’occhiataccia che rivolse a Kirstian e Zarya, le due novizie troppo vecchie erano raggianti di contentezza. Nel rimprovero c’era un complimento celato, e Vandene era avara di complimenti. Elayne non fece notare che le due potevano essere state un po’ più occupate se Vandene fosse stata disposta a occuparsi di parte delle loro lezioni. La stessa Elayne e Nynaeve avevano troppi altri compiti, e da quando avevano aggiunto lezioni giornaliere per le Cercavento — tutte tranne Nynaeve, per lo meno — non c’era nessuna che avesse le energie per passare molto tempo insieme alle due novizie. Insegnare alle donne degli Atha’an Miere era come essere strizzate nel mangano di una lavandaia! Avevano poco rispetto per le Aes Sedai. E anche meno per il rango fra i ‘terricoli’.
«Almeno non hanno parlato a nessun altro» mormorò. Una benedizione, per quanto minima.
Era stato evidente quando avevano trovato Adeleas e Ispan che il loro assassino doveva essere una Aes Sedai. Erano state paralizzate con spinarossa prima di essere uccise ed era assolutamente impossibile che le Cercavento conoscessero un’erba che si trovava solo lontano dal mare. E perfino Vandene era sicura che nella Famiglia non vi fossero Amici delle Tenebre. Anche Ispan era fuggita come novizia ed era perfino riuscita ad arrivare fino a Ebou Dar, ma era stata ripresa prima che la Famiglia la contattasse, prima che le rivelasse che erano più di poche donne estromesse dalla Torre che avevano deciso per capriccio di aiutarla. Sotto l’interrogatorio di Vandene e Adeleas, aveva rivelato un bel po’ di cose. In qualche modo era riuscita a trattenersi dal dire qualunque cosa sull’Ajah Nera stessa, tranne rivelare vecchi piani da lungo tempo attuati, ma aveva desiderato dire tutto quando Vandene e sua sorella avevano terminato con lei. Non erano state gentili e l’avevano scandagliata in profondità, tuttavia lei non sapeva molto di più sulla Famiglia di ogni altra Aes Sedai. Se c’erano Amici delle Tenebre infiltrati nella Famiglia, l’Ajah Nera avrebbe saputo tutto. Per quanto potessero desiderare altrimenti, l’assassino era una delle tre donne che avevano imparato ad apprezzare. Una Sorella Nera in mezzo a loro. O più di una. Si erano affannate tutte a tenere quell’informazione segreta, almeno finché l’assassino non fosse stato scoperto. La notizia avrebbe gettato nel panico l’intero palazzo, forse l’intera città. Per la Luce, chi altro poteva aver riflettuto sugli eventi a Ponte Harlon? Avrebbero avuto il buonsenso di stare in silenzio?
«Qualcuno doveva tenerle per mano» disse Vandene con decisione «per allontanarle da altre marachelle. Hanno bisogno di lezioni costanti e duro lavoro.» Nelle facce raggianti delle due c’era anche una traccia di compiacimento, che tuttavia a quelle parole svanì velocemente. Le loro lezioni erano state poche, ma dure, la disciplina rigida. «Questo vuol dire te, Elayne, o Nynaeve.»
Elayne schioccò la lingua dall’esasperazione. «Vandene, io ho a malapena qualche momento per me stessa per pensare. Già mi sforzo per dar loro un’ora ogni tanto. Dovrà farlo Nynaeve.»
«Cos’è che dovrà fare Nynaeve?» domandò allegramente lei stessa, unendosi a loro. In qualche modo si era procurata un lungo scialle con frange gialle, ricamato con foglie e fiori vivaci, ma lo teneva avvolto sopra i gomiti. Malgrado la temperatura, indossava un abito blu piuttosto scollato per l’Andor, anche se la spessa treccia scura tirata sopra la spalla e annidata nell’incavo fra i seni impediva di mostrare troppo. Il puntino rosso, il ki’sain, nel mezzo della sua fronte appariva piuttosto strano. Secondo l’usanza malkieri, un ki’sain rosso indicava una donna sposata, e lei aveva insistito per portarlo non appena l’aveva appreso. Giocherellando distrattamente con l’estremità della sua treccia, appariva... contenta... un’emozione che di solito non veniva associata a Nynaeve al’Meara.
Elayne ebbe un sussulto quando, a pochi passi di distanza, notò Lan camminare in cerchio attorno a loro sorvegliando entrambi i corridoi. Alto come un Aiel nella sua giubba verde scuro, con spalle forti come quelle di un fabbro, l’uomo dal volto indurito riusciva comunque a muoversi come un fantasma. Portava la sua spada allacciata alla cintura perfino qui a Palazzo. Faceva sempre rabbrividire Elayne. Era come se la morte guardasse dai suoi freddi occhi azzurri. Tranne nel caso di Nynaeve, comunque. La contentezza scomparve dal volto di Nynaeve non appena apprese quale sarebbe stato il suo compito. Smise di accarezzare la treccia e l’afferrò in un pugno stretto. «Ora ascoltate me. Può darsi che Elayne ciondoli in giro a giocare alla politica, ma io ho le mani piene. Più di metà della Famiglia a quest’ora sarebbe svanita se Alise non le stesse trattenendo per la collottola, e dato che lei stessa non ha alcuna speranza di ottenere lo scialle, non sono sicura di quanto ancora tratterrà chiunque. Le altre pensano di poter discutere con me! Ieri, Sumeko mi ha chiamata... ragazza!»
Scoprì i denti, ma era tutta colpa sua, in ogni senso. Dopotutto, era stata lei a inculcare nella Famiglia che dovevano mostrare un po’ di nerbo invece di strisciare davanti alle Aes Sedai. Be’, di certo avevano smesso di strisciare. Invece, era più verosimile che prendessero le Sorelle a modello della loro Regola. E avevano trovato una Sorella che lo voleva! Poteva non essere proprio colpa di Nynaeve che dimostrasse poco più di vent’anni — aveva rallentato presto — ma l’età era importante per la Famiglia, e lei aveva scelto di passare molto del suo tempo con loro. Non stava strattonando la sua treccia, ma solo tirandola in modo talmente costante che doveva essere pronta a staccarsi dalla sua testa.
«E quel dannato Popolo del Mare! Donne spregevoli! Spregevoli; spregevoli; spregevoli! Se non fosse per quel dannato Accordo...! L’ultima occupazione che mi serve sono un paio di novizie lamentose e frignanti!» Le labbra di Rirstian si assottigliarono per un istante e gli occhi scuri di Zarya balenarono dall’indignazione prima che riuscisse ad assumere di nuovo un atteggiamento umile, o almeno una parvenza. Avevano abbastanza buonsenso da sapere che le novizie non aprivano la bocca con le Aes Sedai, però. Elayne represse il desiderio di appianare tutto. Voleva schiaffeggiare sia Kirstian che Zarya. Avevano complicato tutto per prime non tenendo la bocca chiusa. Voleva schiaffeggiare Nynaeve. Quindi era stata infine messa alle strette dalle Cercavento, eh? Quello non le avrebbe fruttato alcuna solidarietà. «Non sto giocando a nulla, Nynaeve, e tu lo sai bene! Ho chiesto molto spesso il tuo consiglio!» Facendo un respiro profondo, cercò di calmarsi. I servitori che poteva vedere oltre Vandene e le due novizie si erano fermati un attimo per fissare il capannello di donne. Dubitava che anche solo notassero Lan, per quanto fosse imponente. Delle Aes Sedai che litigavano erano uno spettacolo da osservare, e da cui stare alla larga.