Contact [it]
- Автор: Саган Карл Эдуард
- Год: 1986
- Язык: итальянский
- Год: Club degli Editori della Arnoldo Mondadori
- Переводчик: Fabrizio Ascari
- Жанр: Научная фантастика
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Dopo un po’, il progetto scopre, effettivamente, la prima comunicazione confermata da esseri extraterrestri, una serie ripetitiva dei numeri primi sino al 261 (una sequenza di numeri primi è un primo messaggio comunemente previsto da intelligenza aliena, poiché la matematica è considerata «un linguaggio universale», ed è congetturato che le procedure che producono i numeri primi successivi sono sufficientemente complicate da richiedere intelligenza per effettuarli). Un’ulteriore analisi del messaggio rivela che due messaggi supplementari sono codificati all’interno di esso in forme differenti di modulazione del segnale. Il secondo messaggio è un abecedario, una specie di manuale d’istruzioni che insegna come leggere ulteriori comunicazioni. Il terzo è il messaggio vero e proprio, i progetti per una macchina che sembra essere un genere di veicolo altamente avanzato, destinata ad ospitare un equipaggio umano.
Una sottotrama vede Ellie interagire con una coppia di predicatori cristiani, che dibatte in maniera informale l’esistenza di Dio. Applicando il metodo scientifico, dichiara che «non esiste una prova schiacciante che Dio esista… e non esiste una prova schiacciante che Dio non esista.»
Infine, una macchina è costruita con successo ed attivata, e trasporta cinque passeggeri — compresa Ellie — attraverso i buchi neri in un luogo vicino al centro della Via Lattea, dove vengono a contatto con i mittenti del messaggio. Molte delle domande dei viaggiatori trovano risposta.
Al ritorno, i passeggeri scoprono che la loro esperienza che soggettivamente per loro era durata molte ore, sulla Terra era durata solo circa venti minuti, e che tutta la loro registrazione video è stata cancellata, presumibilmente da un certo fenomeno nel veicolo. Rimangono pertanto privi di prove del loro racconto.
«Ho paura che tutto ciò finisca male,» egli disse. «Ci sono troppe cose che possono andare alla rovescia. Fallimenti tecnologici, fallimenti politici, fallimenti umani. E anche se superassimo tutto ciò, se non avremo una guerra a causa della Macchina, se la costruiremo correttamente e senza farci saltare per aria, ho ancora delle preoccupazioni.»
«In merito a cosa? Che cosa intendi dire?»
«La cosa migliore che può capitare è che finiremo per farci prendere in giro.»
«Da chi?»
«Arroway, non capisci?» Una vena nel collo di Lunacarskij palpitò. «Mi meraviglia che tu non ci arrivi. La Terra è un… ghetto. Sì, un ghetto. Tutti gli esseri umani vi sono intrappolati. Abbiamo sentito vagamente che ci sono grandi città là fuori, oltre le mura del ghetto, con larghi viali popolati da carrozze e da belle donne profumate e impellicciate. Ma le città sono troppo lontane e noi siamo troppo poveri per andarci, anche i più ricchi di noi. A ogni modo, sappiamo che non ci vogliono. E’ questa la ragione per cui ci hanno lasciato in questo patetico villaggetto fin dall’inizio.
E adesso arriva un invito, Come ha detto Xi. Fantastico, elegante. Ci hanno spedito un biglietto pieno di svolazzi e una carrozza vuota. Dovremo mandare cinque paesani e la carrozza li trasporterà a — chi lo sa? — Varsavia. O a Mosca. Forse persino a Parigi. Naturalmente, alcuni sono tentati di andare. Ci saranno sempre persone che subiranno il fascino dell’invito, o che lo riterranno un modo per sfuggire al nostro miserabile villaggio.
E cosa credi che accadrà una volta giunti a destinazione? Pensi che il Granduca ci inviterà a cena? Il Presidente dell’Accademia ci porrà delle interessanti domande sulla vita quotidiana del nostro sudicio paesucolo? Ti immagini che il Vescovo metropolita greco-ortodosso ci impegnerà in una conversazione erudita sulle religioni comparate? No, Arroway. Noi guarderemo con aria sciocca la grande città e loro rideranno di noi nascondendosi educatamente dietro la mano. Ci mostreranno ai curiosi. Più arretrati saremo e meglio si sentiranno, li rassicureremo di più.
E’ un sistema di immigrazione. A intervalli di secoli, cinque di noi ottengono di trascorrere un fine settimana su Vega. Hanno compassione dei provinciali e si accertano che sappiano chi siano i loro superiori.»
13
BABILONIA
«Con i più vili dei compagni, vagavo per le strade di Babilonia…»