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Origine dell'ibrido [Hybrids - it]

Электронная книга - «Origine dell'ibrido [Hybrids - it]». Краткое содержание книги:

Mary Vaughan e Ponter Boddit, due scienziati che vogliono avere un figlio. C’è un ostacolo, però: lei appartiene alla specie Homo sapiens ed è nata nel nostro universo, lui è un Neanderthal evoluto e rappresenta la specie dominante di un mondo parallleo. La tecnologia per susperare il gap biologico esiste: è nelle mani di uno scienziato Neanderthal che vive nelle solitudini del suo mondo. Il problema, tuttavia, non è come raggiungerlo, ma come superare la violenza e il razzismo di una pianeta pieno d’odio. Il nostro.
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— Okay — disse quindi — mettiamoci i cappotti e andiamo.

Aveva nevicato dall’ultima volta; il manto bianco era accecante. Tornò in linea la voce di Ponter: — Il giudice ha convocato altri due magistrati per poter avviare un’inchiesta sulle trasmissioni del Companion di Jock. Appena la cosa sarà deliberata, potranno eseguire le triangolazioni per individuarlo.

— Merda — disse Mary, facendosi solecchio per vedere meglio se arrivava il cubo. — Quanto ci vorrà?

— Non molto, spero.

— Ti richiamerò io — disse Mary. — Christine, mettimi in contatto con Bandra.

— Salute a voi — disse la voce di Bandra.

— Tesoro, sono Mary.

— Mary, amore! Non ti aspettavo fino a dopodomani. Questo Due-Uno mi rende così nervosa. Se Harb…

— Bandra, lascia immediatamente il Centro. Non chiedermi perché: fallo e basta.

— Harb sta…?

— Lui non c’entra niente. Prendi un cubo e va’ dove ti pare, ma via di lì.

— Non capisco. È…

— Fallo! — esclamò Mary. — Fidati di me.

— Mi fido, ma…

— Bandra… — lanciò un’occhiata a Louise e Reuben. Ma sì, all’inferno tutto. — Bandra, è da un po’ che avrei dovuto dirtelo: sì, io ti amo.

La voce di Bandra era entusiasta: — Anch’io ti amo. Non vedo l’ora di riabbracciarti.

— Ora devo proprio andare. Ma tu spicciati a lasciare il Centro!

Mary lanciò uno sguardo di sfida a Louise, che la osservava con un’espressione attonita. Poi però Louise distolse l’attenzione: un cubo volante stava atterrando sulla neve.

Mary prese posto accanto all’autista, un 144 dai capelli rossi; Reuben e Louise si misero goffamente in sella sui sedili posteriori. — Saldak Centro, il più veloce possibile — disse Mary. Poi, alle obiezioni del neanderthaclass="underline" — Lo so che i Due non sono Uno, e che tra i passeggeri c’è un uomo, ma questa è un’emergenza sanitaria! Vai! Vai!

Partiti che furono, Mary chiese al Companion: — Christine, chiama Ponter.

— Fatto.

— Ponter, perché servono tre giudici a emettere un’ordinanza?

La risposta le arrivò nell’impianto cocleare; allora Mary toccò un comando sul polso e trasferì l’audio sull’altoparlante esterno, per tenere aggiornati anche Louise e Reuben: — Ehi, non eri tu quella che sosteneva che qui tuteliamo troppo poco la privacy? Per avviare un’indagine su una persona non accusata di nessun crimine, occorre il parere unanime di tre magistrati.

Mary osservò il paesaggio che sfrecciava ai suoi lati… “sfrecciava” in base ai parametri barasi, visto che il cubo non superava i 60 km/h. — E non lo si può accusare? In quel caso basterebbe un solo giudice.

— Una denuncia formale richiederebbe una procedura complessa, che… ah, ecco il mio cubo. — Mary sentì i rumori prodotti dal veicolo e da Ponter che saliva a bordo e indicava all’autista la direzione. Poi riprese le comunicazioni: — Molto bene, e adesso… oh, aspetta solo un battilo… — Pausa di qualche secondo. — I giudici hanno approvato l’indagine. Il personale tecnico al Padiglione degli archivi degli alibi sta cercando di localizzare Jock.

Reuben si chinò verso il Companion di Mary: — Ponter, sono Reuben. Di’ loro che, appena lo avranno individuato, dovranno far evacuare la zona. Quel virus ha effetti letali sui neanderthal.

— Okay — rispose Ponter. — È possibile diffondere un allarme generale tramite i Companion. Tra poco sarò al Padiglione: mi assicurerò che lo facciano.

All’orizzonte apparvero gli edifici del Centro. Decine di donne erano intente ad appendere i festoni per il Due-Uno.

— Lo abbiamo localizzato — disse Ponter. — Hak, non tradurre, trasmetti direttamente il messaggio. — Ponter gridò qualcosa nella propria lingua, evidentemente rivolto al conducente del cubo su cui stava Mary.

L’autista rispose ka e altre parole, quindi eseguì una virata.

— Jock si trova in piazza Konbor — disse Ponter, di nuovo tradotto. — Ci incontreremo là.

— No! — disse Louise. — Ponter, per te è troppo rischioso. Lascia andare noi.

— Jock non è solo. Le sue trasmissioni indicano che è insieme a Dekant Dorst.

— Chi? — chiese Mary.

— Un membro della giunta di Saldak Centro. Una donna della generazione 141.

— Dannazione — sibilò Mary. A parità di condizioni, una donna barast era più forte di un uomo gliksin; ma, se Dekant era una 141, aveva 78 anni. — Non dobbiamo permettere a Jock di prendere un ostaggio. Dobbiamo farla allontanare di lì.

— Infatti — disse Ponter.

— Dekant deve avere un impianto cocleare, no?

— Ovvio — rispose Ponter.

— Christine, contattala.

— Fatto.

Mary parlò senza attendere il “pronto?”: — Dekant Dorst, non dica nulla, non permetta a Jock Krieger di capire che lei sta ricevendo una comunicazione. Per dire “sì”, dia un piccolo colpo di tosse.

Arrivò un piccolo colpo di tosse.

— Bene. Sono Mary Vaughan, una gliksin. Jock si trova sotto inchiesta: riteniamo che intenda diffondere una sostanza velenosa a Saldak Centro. Alla prima occasione, deve allontanarsi da lui. Noi stiamo arrivando. Ricevuto?

Altro colpetto di tosse.

Mary non osava pensare allo stato d’animo della donna.

— Qualche suggerimento? — chiese ai due compagni.

— Potrebbe dire a Jock che deve andare un attimo al bagno — propose Louise.

— Semplice ma geniale. Ponter, dove si trovano Jock e Dekant? In casa o all’esterno?

— Lo chiedo immediatamente ai giudici. — Pausa.

— All’esterno, diretti alla piazza centrale.

— Il virus Wipeout è studiato per trasmettersi per via aerea. Jock deve avere con sé una bomba spray dentro la scatola metallica. Probabilmente la sua intenzione è di farla esplodere in piazza durante la festa.

— Se è così — disse Ponter — la programmerà per la fine della lesta, in modo che gli uomini tornino a casa senza ancora mostrare segni d’infezione. E molti non provengono dall’Anello cittadino, ma da altre località.

— Ricevuto — disse Mary. — Dekant, appena può, dica a Jock che deve entrare in un edificio pubblico per andare al bagno. Ma lui dovrà restare fuori perché è un uomo, va bene? Noi siamo vicini.

Colpo di tosse; poi, per la prima volta, la voce della donna: — Scienziato Krieger, mi deve perdonare, ma noi vecchi… ecco, avrei bisogno di urinare. Lì dentro c’è un servizio igienico.

La risposta di Jock fu appena percettibile: — Va bene. La accomp…

— No, deve attendere all’esterno. I Due non sono ancora Uno, ricorda?

Voci indistinguibili, fruscii. Una ventina di secondi dopo, Dekant disse: — Scienziata Vaughan, sono sana e salva all’interno.

— Perfetto! Ora, se… — La interruppe una voce femminile, che proveniva da tutti e quattro i Companion presenti nel cubo volante, e non solo quelli: — Parla il giudice Mykalro. Questa è un’emergenza. Evacuare immediatamente Saldak Centro, con qualunque mezzo, a piedi, via cubo o via hover-bus. Ripeto: immediatamente. Nell’aria potrebbe diffondersi un’infezione mortale. Se vedete un uomo gliksin dai capelli color argento, state alla larga! È sotto inchiesta giudiziaria, e attualmente si trova in piazza Konbor. Ripeto…

L’autista frenò di colpo e atterrò. — Non mi avvicinerò di un metro di più — disse. — Se vorrete proseguire, dovrete farlo a piedi.

— ’Fanculo — ringhiò Mary, ma Christine non tradusse. — A che distanza siamo?

Lui indicò. — La piazza è quella.

Si notavano alcuni bassi edifici e una pila di cubi parcheggiati. Erano ancora a una certa distanza.

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