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L'equazione di Dio [Calculating God - it]

Электронная книга - «L'equazione di Dio [Calculating God - it]». Краткое содержание книги:

Come si sono estinti i dinosauri? Domanda vecchia, per il lettore di fantascienza. E che ha avuto mille risposte. Nel caso di questo brillante romanzo, tuttavia, l’interrogativo è molto più complesso e andrebbe riformulato così: provata scientificamente l’esistenza di Dio, perchè ci ha fatto come ci ha fatto? E soprattutto, perchè ha deciso di estinguere periodicamente le forme di vita superiori su tutti i mondi abitati? E’ l’assillo che tormenta Hollus, un ragno intelligente venuto dallo spazio che un bel giorno entra nel Royal Museum, a Toronto, e chiede di parlare con uno scienziato. Lo portano da Thomas Jericho, paleontologo, e l’aracnide rivela importanti informazioni sulle origini della vita. Non solo, ma propone alle menti migliori della Terra di unirsi in una ricerca che altri pianeti hanno già cominciato per loro conto, e che solo lo sforzo di tutte le intelligenze potrà coronare di successo. La domanda è infatti: che intenzioni ha il Creatore?
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“L’ultima estinzione di massa, quella che per voi avvenne alla fine del cretaceo, pare abbia portato alla scomparsa di quella specie e alla comparsa della classe ora dominante. Sulla Terra sono stati i mammiferi a soppiantare i dinosauri. Su Beta Hydri III, gli octopodi endotermici come me hanno assunto la centralità nei confronti dei pentapodi. Su Delta Pavonis II, forme vivipare hanno occupato nicchie ecologiche un tempo dominate da ovipari.”

Tacque per qualche istante. — Almeno — concluse poi — così pare, basandosi su ciò che mi hai appena detto. Ma vorrei esaminare i vostri fossili per stabilire fino a che punto sia accurata la mia esposizione.

Scossi la testa, meravigliato. — Non riesco a immaginare un motivo per cui la storia dell’evoluzione debba essere simile su vari pianeti.

— Un motivo è evidente — disse Hollus. Si spostò di lato di qualche passo: forse era stanco di sostenere il proprio peso, anche se non riuscivo proprio a immaginare quale sorta di sedia potesse solitamente usare. — Così è stato perché così Dio ha voluto.

Non so spiegarmelo, ma rimasi sorpreso nell’udire un alieno parlare in quel modo. Quasi tutti gli scienziati che conosco sono atei o non parlano di religione… e Hollus era uno scienziato.

— Sì, è una spiegazione — mormorai.

— La più assennata. Gli esseri umani non hanno un criterio di verifica secondo il quale la spiegazione più semplice è sempre quella preferibile?

— Lo chiamiamo “Rasoio di Occam”.

— La spiegazione che fu la volontà di Dio postula una sola causa per tutte le estinzioni di massa; ciò la rende preferibile.

— Be’, sì, immagino, se… — Maledizione, mi sarei dovuto limitare a mostrarmi educato, annuire e sorridere, come faccio quando un fanatico religioso mi si avvicina, nella galleria Dinosauri, e mi domanda come c’entrano Noè e il diluvio universale; ma qualcosa dovevo pur dire! — Se si crede in Dio.

Hollus spostò i peduncoli oculari a quella che pareva la massima distanza, come se mi guardasse dai due lati nello stesso tempo. — Sei il paleontologo più anziano di questo istituto? — domandò.

— Sì, sono il direttore del dipartimento.

— Non c’è nessun paleontologo con maggiore esperienza?

Corrugai la fronte. — Be’, c’è Jonesy, il direttore anziano del reparto invertebrati. In età potrebbe rivaleggiare con alcuni suoi esemplari.

— Forse dovrei parlare con lui.

— Se vuoi. Cosa c’è che non va?

— Dalla vostra televisione so che in questa parte del pianeta c’è molta ambivalenza nei riguardi di Dio, almeno fra il pubblico normale; sono sorpreso però nel sentire che uno della tua posizione non è personalmente convinto dell’esistenza del Creatore.

— Allora Jonesy non è la persona che fa per te. È direttore del csicop.

— Sky Cop?

— Comitato per le Indagini Scientifiche sulle Rivendicazioni del Paranormale. Decisamente non crede in Dio.

— Sono sbalordito — disse Hollus e distolse gli occhi da me, esaminando i poster alle pareti del mio ufficio, un Gurche, uno Czerkas e due Kish.

— Tendiamo a considerare la religione una faccenda personale — dissi in tono gentile. — La natura stessa della fede implica la mancanza di fatti reali che diano la certezza.

— Non parlo di questioni di fede — disse Hollus, tornando a guardare me. — Piuttosto, di veri e propri fatti scientifici. Che il nostro universo sia stato creato risulta evidente a chiunque abbia intelligenza e informazioni sufficienti.

Non ero offeso, ma sorpreso di sicuro; in precedenza avevo udito commenti simili solo dai cosiddetti scienziati creazionisti. — Troverai parecchie persone religiose, qui al rom — dissi. — Per esempio, Raghubir, che hai già incontrato nel vestibolo. Neppure lui, però, direbbe che l’esistenza di Dio è un fatto scientifico.

— Allora tocca a me educarti su questo argomento — disse Hollus.

Sai che gioia, pensai. — Se lo ritieni necessario…

— Lo ritengo necessario, se sarai tu ad aiutarmi nel mio lavoro. La mia non è opinione minoritaria; l’esistenza di Dio è parte fondamentale della scienza sia di Beta Hydri sia di Delta Pavonis.

— Molti ritengono che simili problemi siano al di là della sfera della scienza.

Hollus mi guardò di nuovo come se non avessi superato chissà quale prova. — Niente è al di là della sfera scientifica — dichiarò con fermezza. In realtà condividevo quella posizione, ma quasi subito ci trovammo su posizioni contrastanti. — La meta primaria della scienza moderna — continuò Hollus — è scoprire perché Dio si è comportato come si è comportato e determinare i suoi metodi. Noi non crediamo che si limiti a muovere la mano e a desiderare che le cose esistano. Viviamo in un universo con leggi fisiche e lui, per portare a termine i suoi scopi, ha usato senza dubbio procedimenti fisici quantificabili. Se in realtà ha guidato l’evoluzione su almeno tre pianeti, allora dobbiamo chiederci come abbia fatto. E perché. Cosa cerca di realizzare? Dobbiamo…

In quel momento la porta del mio ufficio si spalancò e comparve la testa dai capelli candidi di un’immusonita Christine Dorati, direttrice e presidentessa del museo. — Che diavolo è quell’affare? — disse Christine, puntando su Hollus il dito magro come uno stecco.

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