Obiettivo Longtunnel [Flinx in Flux - it]
- Автор: Фостер Алан Дин
- Серия: Pip e Flinx #5
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0215-2
- Переводчик: Maria Cristina Pietri
- Жанр: Космическая фантастика
Электронная книга - «Obiettivo Longtunnel [Flinx in Flux - it]». Краткое содержание книги:
L'ultima travolgente avventura di Flinx e del minidrago Pip nel fantastico universo del Commonwealth Galattico.
— No, nessuna ragione.
— E anche se venissimo attaccati da qualcosa, Pip e Scrap cercherebbero di fermarli.
— Lo so, ma i serpenti volanti hanno bisogno di luce proprio come noi. A meno che non posseggano qualche meccanismo di localizzazione tramite eco.
— Non che io sappia. Ma di norma sono animali notturni. Vedono benissimo anche con la luce molto bassa.
— Qui sotto non ci servirebbe a nulla. Quando questi tubi si esauriranno, non ci sarà luce. Niente luna o stelle. È il nero più nero che si possa immaginare, molto peggio del vuoto dello spazio.
— A parte i bioluminescenti — le ricordò lui. — Potremmo catturare un paio di fotomorfi selvatici e mettergli il guinzaglio, così avremmo la strada illuminata.
Quel tentativo di umorismo fallì miseramente. Clarity stava pensando a come avrebbe reagito quando le luci si fossero esaurite. Non ha importanza, si disse con fermezza. A quel punto avrebbero già trovato una via d'uscita. Le sarebbe piaciuto sapere come stava andando la battaglia contro i fanatici dell'ecologia; forse si erano asserragliati nella Coldstripe o si erano già impadroniti dell'intero porto; o forse la sicurezza li stava snidando, costringendoli a tornare da dove erano venuti, mentre lui e Clarity vagavano senza scopo nelle profondità sconosciute di Longtunnel. Quel pensiero era molto più duro degli altri da sopportare. Essere all'oscuro di quello che stava accadendo era frustrante quanto non sapere dov'erano.
Lei si fermò di colpo, quasi inciampando, e lo guardò. — C'è qualcosa laggiù. — La testa di Scrap comparve da dietro la sua treccia: il piccolo minidrago aveva l'aspetto di un ornamento piuttosto che di una creatura vivente. Aveva un atteggiamento vigile, con le ali spiegate a metà. Non c'erano dubbi, pensò Flinx, Clarity gli piaceva proprio.
— L'ho sentito anch'io.
Staccò il lancia-aghi che aveva preso all'uomo che aveva cercato di ucciderli e controllò la carica. Sarebbe stata più che sufficiente. Il lancia-aghi non era un'arma di suo gradimento, bisognava stare molto attenti nel maneggiarla. A volte faceva cilecca e il rinculo era violento e inaspettato. Ma era contento di avere almeno un'arma da fuoco.
— Potremmo tornare indietro un po' — suggerì lei.
— Tornare indietro dove? Stiamo fermi qui un minuto, forse se ne andrà.
Il rumore si spostò in un'altra parte della caverna, e adesso sembrava parallelo a loro. Lo ascoltarono per un po', poi ripresero il cammino. Le formazioni di calcare giocavano strani scherzi di eco quando il suono rimbalzava sulle pareti. Qualcosa che si muoveva molto lontano poteva sembrare vicinissimo, mentre una creatura silenziosa poteva usare le rocce e il suono dell'acqua per mascherare il suo avvicinamento.
Il rumore, una specie di miagolio rauco, si trovava ora più vicino, davanti a loro. — Lo riconosci? — sussurrò Flinx alla sua compagna. Lei scosse il capo. — Be', non me ne starò qui ad aspettare che la luce si esaurisca. — Fece un passo avanti deciso, passò accanto ad un lastrone di marmo e si trovò faccia a faccia con una bocca.
Era una bocca rotonda, impressionante. Sembrava che le mascelle rotonde fossero comuni su Longtunnel. Questa possedeva tre file concentriche di denti rivolti all'interno, molto fitti. Mentre la guardava paralizzato, le labbra gommose si mossero e un odore di materia in decomposizione gli assalì le narici. La bocca si chiudeva come una palpebra. Se per caso ci fosse stata dentro la testa di qualcuno, pensò Flinx, questa sarebbe stata tranciata di netto, come per un colpo di bisturi.
La bocca era la faccia e la faccia era la bocca. Gli occhi vestigiali erano nascosti dietro la lunga pelliccia bianchissima e setosa, su cui le labbra scure spiccavano vivide. In cima al cranio massiccio un unico orecchio a forma di ventaglio si piegava in continuazione. Flinx si chiese se si era evoluta così, o se due orecchie erano cresciute unite assumendo quella forma.
Ma non ci stette a pensare più di tanto, mentre si gettava di lato. Quella bocca a forma di pupilla si aprì con velocità sorprendente, scattando verso di lui, mentre la bestia tendeva leggermente il collo. I denti sbatterono quando la mandibola a forma di proboscide si richiuse con un risucchio.
Muovendosi su quattro pesanti zampe, il mostro si gettò in direzione di Clarity e lei gridò. Flinx individuò le narici poste appena sopra la bocca. Mascelle, naso e orecchi erano allineati in una sola fila, tutti in un'unica posizione che consentiva la massima capacità predatoria.
Poi non vide più Clarity perché il tubo della ragazza si spense. Freneticamente, cercò di mettere in salvo il suo e di prendere la mira con la pistola.
Pip e Scrap si erano lanciati in azione, ma i serpenti volanti erano confusi dalla vista di una creatura senza occhi. Mentre si chiedevano sconcertati da che parte attaccare, in mancanza del loro bersaglio naturale, il mostro stava cercando di decidere quale delle due prede colpire per prima. Clarity, da parte sua, gemeva e cercava di mettere una grossa stalattite tra sé e quell'incredibile bocca.
Resa folle dal panico che percepiva nella mente del padrone, Pip lasciò partire un fiotto di veleno verso il muso della creatura. La spessa pelliccia assorbì gran parte del liquido, ma qualche goccia colpì la membrana dell'orecchio. Anche se non sensibile come un occhio, era certo delicata.
Invece di ruggire o grugnire, la bianca mostruosità emise un gemito acuto colmo di panico, si sollevò sulle zampe posteriori e con la bocca estensibile scattò in direzione del minidrago. Era estremamente rapido per un animale tanto massiccio, ma decisamente lento per un drago volante. Pip si limitò a indietreggiare e cercò un altro spiraglio.
A quel punto Flinx aveva armato la pistola ad aghi. Non c'era tempo di prendere la mira, la cosa importante era distrarre la bestia da Clarity. La pistola emise un sibilo e il sottile raggio colpì il bersaglio appena dietro la testa. La bestia emise un altro dei suoi strani gemiti e si girò verso di lui. Mentre lo faceva, Flinx sparò di nuovo, mirando alla bocca aperta.
La creatura gemette e tremò, la bocca rotonda si aprì e si chiuse parecchie volte. Mentre avanzava, Flinx sparò un terzo colpo, senza curarsi se così facendo scaricava in fretta l'arma. Quando si trovò a qualche metro di distanza, la bestia cadde sulle ginocchia e continuò ad avanzare a quel modo, nonostante avesse ricevuto tre colpi che avrebbero ucciso gran parte delle creature della sua taglia.
Flinx si fermò per ricalibrare l'arma e questa volta, quando sparò, prese accuratamente la mira. Il colpo raggiunse il mostro nella spina dorsale. La bestia sobbalzò, vibrando, poi si immobilizzò. La bocca si aprì per metà e restò così. Non c'erano occhi che potessero chiudersi.
Si capiva che era morto perché aveva smesso di respirare. Scosso, Flinx recuperò il tubo luminoso, ascoltando attentamente nel caso il mostro non fosse stato solo. La caverna era ancora piena di fruscii, ma non si udiva più quel pericoloso miagolio.
Agitatissima, Pip sfrecciava come un'ape impazzita intorno alla testa del carnivoro morto, mentre Scrap svolazzava ansioso lì accanto. Ma non c'era più bisogno del veleno.
Clarity era appoggiata a quella provvidenziale stalagmite, ansimando, e guardava la massa di pelo e di carne ormai morta.
— Sto bene — mormorò, prima che lui potesse parlare. — Sto bene. Mi spiace di aver urlato. — Era arrabbiata con se stessa.
— Non ha importanza. Avrei urlato anch'io, solo non ne ho avuto il tempo.
Clarity incontrò il suo sguardo. — No, tu non lo avresti fatto. Ma grazie per averlo detto.
— Ma che bestia è?
— Non un piedone. — Si allontanò dalla stalagmite e si avvicinò esitante al cadavere. Sembrava addormentato invece che morto stecchito. — Ha solo metà delle zampe che dovrebbe avere. Forse una specie collegata. Non ho mai visto nulla di simile e credo che nessun altro l'abbia mai visto.