Sussurri [Whispers - it]
- Автор: Кунц Дин Рэй
- Год: 1990
- Язык: итальянский
- Год: Sonzogno
- ISBN: 88-454-0325-4
- Переводчик: Paola Pavesi
- Жанр: Ужасы
Электронная книга - «Sussurri [Whispers - it]». Краткое содержание книги:
Tony sospirò e chiuse gli occhi. Si sentiva spossato, sia fisicamente sia spiritualmente.
Penny si avvicinò al tavolo e gli disse: «Gli faresti un grande favore se lo riaccompagnassi a casa. Domani mattina si sentirà come una capra mezzo morta.»
«E come si sente una capra mezzo morta?»
«Molto peggio di una capra in buona salute e molto peggio di una capra morta,» rispose lei.
Tony pagò le consumazioni e rimase ad aspettare il suo compagno. Passati cinque minuti, prese la giacca e la cravatta di Frank e andò a cercarlo.
La toilette era angusta: una cabina, un orinatoio, un lavandino. Sapeva di disinfettante al pino misto a urina.
Frank era davanti al muro ricoperto di scritte contro il quale batteva le mani aperte provocando un rumore secco che riecheggiava nella piccola stanza. BAM BAM BAM BAM! Nel locale non si udiva nulla a causa del brusio e della musica, ma all’interno del gabinetto Tony si sentì perforare i timpani.
«Frank?»
BAM BAM BAM BAM BAM BAM BAM!
Gli si avvicinò, gli mise una mano sulla spalla, lo scostò delicatamente dalla parete e lo fece voltare verso di sé.
Frank stava piangendo. Aveva gli occhi gonfi e arrossati. La faccia era rigata dalle lacrime. Le labbra erano gonfie e scomposte: tremavano per il dolore. Ma piangeva silenziosamente, senza singhiozzi o scossoni, con la voce strozzata in gola.
«Stai calmo,» lo tranquillizzò Tony. «Si sistemerà tutto quanto. Non hai bisogno di Wilma. Stai molto meglio senza di lei. Hai molti amici. Ti aiuteremo tutti a venirne fuori, se solo ce lo permetterai, Frank. Ti aiuterò. Ci tengo, Frank. Ci tengo davvero.»
Frank chiuse gli occhi. Storcendo le labbra, si mise a singhiozzare, ma sempre in silenzio, producendo un leggero sibilo a ogni respiro. Allungò una mano, alla ricerca di un sostegno, e Tony gli circondò le spalle con un braccio.
«Voglio tornare a casa,» biascicò Frank. «Voglio solo andare a casa.»
«D’accordo. Ti accompagno io. Appoggiati.»
Abbracciati come due vecchi compagni dì guerra, lasciarono The Bolt Hole. A piedi raggiunsero il condominio dove abitava Tony e poi salirono sulla sua jeep.
A metà strada, Frank emise un sospiro e mormorò: «Tony… ho paura.»
Tony gli lanciò un’occhiata.
Frank era sprofondato nel sedile. Appariva piccolo e indifeso e i vestiti sembravano troppo grandi per lui. Il viso era segnato dalle lacrime.
«Di che cosa hai paura?»
«Non voglio restare da solo,» rispose Frank mentre piangeva sommessamente e tremava per gli effetti dell’alcol e forse anche della paura.
«Non sei solo,» gli fece notare Tony.
«Ho paura di… morire solo.»
«Non sei solo e non stai morendo, Frank.»
«Tutti invecchiano… velocemente. E a me… piacerebbe avere qualcuno al mio fianco…»
«Troverai qualcuno.»
«Voglio qualcuno da ricordare e da amare.»
«Non preoccuparti,» lo rassicurò Tony.
«Mi spaventa l’idea.»
«Troverai qualcuno.»
«No.»
«Sì, invece.»
«Non troverò nessuno,» ripetè Frank, chiudendo gli occhi e appoggiando il capo contro il finestrino.
Quando arrivarono a casa, Frank stava già dormendo come un bambino. Tony cercò di svegliarlo ma Frank non voleva tornare in sé. Inciampando, mormorando parole incomprensibili, sospirando affannosamente, si fece trasportare fino alla porta di casa. Tony l’appoggiò contro il muro e, tenendolo con una mano, gli frugò nelle tasche alla ricerca della chiave. Quando finalmente riuscirono a raggiungere la camera da letto, Frank rovinò sul materasso come un sacco di patate e iniziò a russare.
Tony lo spogliò, sollevò le coperte, aiutò il compagno a sistemarsi nel letto e gli rimboccò le lenzuola. Nel frattempo Frank continuò a sbuffare e a russare.
In cucina, in un cassetto pieno di cianfrusaglie vicino al lavandino, Tony trovò una penna, un blocco e un rotolo di scotch. Scrisse un messaggio e lo appese sullo sportello del frigorifero.
Caro Frank,
quando domani mattina ti sveglierai, ricorderai tutto ciò che mi hai raccontato e con tutta probabilità ti sentirai in imbarazzo. Non ti preoccupare. Tutto quello che mi hai confidato rimarrà fra noi due. Anzi, domani ti racconterò anch’io qualche segreto della mia vita, così saremo pari. Dopotutto, gli amici servono anche per sfogarsi.