Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Le sentinelle del cielo [Sentinels from Space - it]
Le sentinelle del cielo [Sentinels from Space - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le sentinelle del cielo [Sentinels from Space - it]

Электронная книга - «Le sentinelle del cielo [Sentinels from Space - it]». Краткое содержание книги:

Eric Frank Russell ritorna con queste sue sentinelle degli spazi cosmici e dell’umanità che ormai dilaga per tutta la Galassia. È un romanzo di enigmatiche visioni sideree, di “presenze”inconoscibili, di vaghe minacce provenienti dalle profondità ignorate dello spazio. Ed è il romanzo di David Raven, naturalmente, il telepatico agente segreto della Triade Planetaria, e della bellissima Leina. La coppia ha in comune, tra molte altre cose, un segreto soprannaturale; e grazie ai poteri straordinari di cui è dotata, vigila sull’umanità. Sono David e Leina, le sentinelle del Cielo. Insieme, scrutano il cielo, vigili, in agguato, faccia alle stelle.
La fascia favolosa della Via Lattea palpita sui loro capi, mentre nell’ombra, chi sa dove, incombe l’atroce minaccia delle astronavi di Deneb. Da troppe generazioni ormai, la razza umana, colonizzando i pianeti, è rimasta esposta alle insidiose radiazioni cosmiche; e le nuove specie dei “mutanti”fanno capolino ovunque, dando origine a nuove razze umane.
Con questo romanzo, E.F. Russell ha saputo narrare l’epopea siderale di un futuro che potrebbe anche essere vero…
1 ... 42 43 44 45 46 47 48 49 50 ... 54
Перейти на страницу:

Era uno di quei polpettoni destinati a occupare le menti e a impedire loro di pensare. Tuttavia Raven seguì le quattro puntate con l’avidità di chi va matto per quel genere di spettacoli. Alla fine, il cattivo veniva punito e la virtù trionfava. Nell’ultima scena un simbolico stivale schiacciava un simbolico millepiedi.

Al termine dello spettacolo, Raven sospirò annoiato e andò a trovare Kayder.

L’uomo che andò ad aprirgli la porta era un essere normale, che somigliava a un pugile suonato. Aveva il naso schiacciato e le orecchie che sembravano di cartapecora. Indossava un maglione grigio.

— C’è Kayder?

— Non so — mentì l’uomo. — Vado a vedere. — Socchiuse gli occhi per osservare meglio il visitatore. — Chi devo annunciare?

— David Raven.

Quel nome non disse niente all’uomo che si allontanò lungo il corridoio, continuando a ripetere mentalmente il nome, come se fosse troppo difficile da ricordare. Tornò dopo qualche minuto.

— Potete passare.

Facendo dondolare le braccia lungo i fianchi, fece strada fino alla parte posteriore della casa.

— Il signor Raven — annunciò con voce rauca, e scomparve.

Era lo stesso studio, con gli stessi mobili e la stessa scrivania, ma tutte le piccole scatole erano scomparse. Kayder si alzò e rimase incer to se porgergli la mano o no. Alla fine indicò una poltrona.

Raven si mise a sedere e distese le gambe.

— Così, Sammy ce l’ha fatta. Ha ottenuto il suo quarto d’ora di celebrità — disse.

— Sono stato condannato soltanto al pagamento delle spese. Cento crediti. Comunque, posso dire di essermela cavata a buon mercato. — Kayder fece una leggera smorfia. — Il vecchio buffone seduto nel suo scranno di giudice ci ha tenuto a dire che dichiarazioni come la vostra non mi potranno salvare nel caso ripetessi lo stesso reato.

— Forse Sammy lo ha seccato esagerando nel mettere in risalto il suo colpo di scena — disse Raven. — Comunque, è finito tutto bene.

— Già — si protese in avanti fissando negli occhi Raven. — E adesso siete venuto a riscuotere.

— Un’astuta deduzione espressa in modo un po’ troppo crudo — disse Raven. — Diciamo che sono venuto a darvi una leggera strizzata.

Kayder aprì rassegnato un cassetto. — Quanto?

— Quanto cosa?

— Denaro.

— Denaro? — ripeté Raven, incredulo. — Credete proprio che voglia quattrini? — E alzò gli occhi al soffitto.

Kayder richiuse il cassetto con rabbia. — Sentite, voglio sapere una cosa. A un certo punto avete voluto mettermi nei guai, e subito dopo siete venuto a salvarmi. Perché?

— I momenti erano diversi.

— Davvero? In che senso?

— Prima c’era un conflitto, voi eravate un pericolo ed era consigliabile togliervi di mezzo. Poi il conflitto è terminato, o stava per terminare, ed era inutile farvi finire sotto chiave.

— Così, sapete che la guerra è finita?

— Sì. Avete ricevuto ordini in proposito?

— Infatti — ammise Kayder con una certa acidità. — E non mi piacciono. — Allargò le braccia in un gesto di impotenza. — Devo essere sincero con voi. Non ho altra possibilità, dato che potete leggermi i pensieri. Non mi piace questa improvvisa rinuncia al conflitto, ma non posso farci niente. Tutto il movimento clandestino sta andando a rotoli.

— Ed è la cosa migliore. Voi stavate combattendo per un governo autonomo… ammesso che la dittatura segreta di un uomo possa chiamarsi governo autonomo.

— Wollencott era un condottiero nato, ma non aveva la grinta del dittatore.

— Non ne aveva bisogno — disse Raven. — Tutta la grinta gliela forniva Thorstern.

Kayder spalancò gli occhi sorpreso. — Che c’entra Thorstern in tutto questo?

— Lo conoscete?

— Tutti i Venusiani lo conoscono. È uno dei sette uomini più influenti del pianeta.

— Il più forte di tutti — lo corresse Raven. — Infatti pensa che Venere dovrebbe essere sua proprietà personale. Aveva comperato Wollencott anima e corpo, fino al momento in cui gli ha ridato la libertà.

— Gli ha ridato la libertà? Volete dire… — Kayder comprese all’istante. Si irrigidì sulla poltrona e tamburellò con le dita sul tavolo. Dopo qualche secondò disse: — Può anche darsi. Non ho mai conosciuto Thorstern personalmente. Però sapevo del suo carattere duro e ambizioso. Se Wollencott prendeva direttive da qualcuno, questa persona poteva benissimo essere Thorstern. — Corrugò la fronte. — Non l’avevo mai sospettato. Evidentemente si teneva ben nascosto.

— Infatti.

— Thorstern, eh? — Fissò Raven attentamente. — Allora, perché si è sbarazzato di Wollencott?

— Thorstern è stato convinto a smettere la guerriglia contro la Terra e a dedicarsi ad attività più legali. Così Wollencott, utile fino a poco prima è diventato un legame imbarazzante. E Thorstern ha un suo modo particolare per liberarsi dei legami scomodi.

— Non vorrei credere a una cosa simile — disse Kayder con risentimento — ma debbo accettarla. Tutto concorda.

— La vostra mente dice qualcosa di più — osservò Raven. — Dice che l’organizzazione anti-terrestre si è divisa in piccoli gruppi. Voi temete che uno di questi gruppi, per ingraziarsi le autorità, finisca col tradire gli altri. Pensate che ci sia troppa gente a conoscenza di quanto stava accadendo.

— Correrò il rischio — disse Kayder. — Il tradimento è una partita che può essere giocata da entrambe le parti. Ho la coscienza meno sporca di molti altri.

— Avete sulla coscienza un ipnotico che si chiama Steen?

— Steen? — Kajder guardò Raven sorpreso. — Non sono mai riuscito a prenderlo. È scappato a bordo della Star Wraith, qualche giorno dopo la vostra partenza a bordo del Fantôme. In quel periodo avevo qualcosa di molto più importante a cui pensare. Non ricordate?

— Ricordo.

— Non ho mai saputo cosa gli sia successo.

— È morto… lentamente.

— Anche Haller! — rispose Kayder con improvviso vigore.

— In due modi diversi. Haller ha voluto morire. Ed è morto rapidamente.

— Non vedo la differenza. Sono cadaveri tutti e due.

— La differenza non sta nella loro condizione ultima — spiegò Raven con serietà — ma nella velocità con cui è avvenuto il passaggio. Una volta avevate il desiderio di ridurmi a scheletro. Se fosse stata una cosa rapida, mi sarei messo a ridere. Ma se vi foste divertito a prolungare le sofferenze, allora avrei potuto anche risentirmi.

Kayder spalancò gli occhi per la sorpresa ed esclamò: — È la cosa più pazza che mi sia mai capitato di sentire.

— È pazzo anche questo tris di pianeti su cui viviamo.

— D’accordo, ma…

— Inoltre — riprese Raven, senza far caso all’interruzione — non avete ancora sentito quello che devo dirvi. Non sono venuto per fare inutili chiacchiere.

— L’avete già detto. Volete qualcosa, ma non si tratta di denaro.

— Io vi ho fatto un favore. Ora ne voglio uno da voi.

— Ci siamo! — disse Kayder, muovendosi a disagio. — Cosa volete?

— Che uccidiate Thorstern, qualora se ne presenti la necessità.

— Cosa? Sentite, voi mi avete salvato, anche se non so da cosa. Il massimo sarebbero stati sette anni di carcere, ma mi avrebbero potuto anche condannare a una pena di sei mesi. Diciamo quindi che mi avete risparmiato sei mesi di carcere… Pensate che valgano un omicidio?

— Non avete ascoltato attentamente le mie parole. Ho detto: qualora se ne presenti la necessità. Allora non sarebbe un omicidio… ma una esecuzione sommaria.

1 ... 42 43 44 45 46 47 48 49 50 ... 54
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)