Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Le maschere del tempo [The Masks of Time - it]
Le maschere del tempo [The Masks of Time - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Le maschere del tempo [The Masks of Time - it]

Электронная книга - «Le maschere del tempo [The Masks of Time - it]». Краткое содержание книги:

25 dicembre 1998; al centro di Piazza di Spagna, a Roma, compare dal nulla un uomo completamente nudo. è Vornan-19, e dice di provenire da mille anni nel futuro. Quest’improvvisa manifestazione, simile alla nascita di un dio, sconvolge un mondo che si avvicina alla fine del secondo millennio fra i tumulti provocati dai fanatici che predicano l’Apocalisse e la necessità di dare libero sfogo agli istinti. Ma chi è Vornan-19: un ciarlatano o un messaggero dell’Utopia? Un agente del caos o un portatore della legge? Un nuovo messia o un anticristo? Un angelo o un serpente? Qual è l’immagine nascosta sotto le maschere cangianti che s’alternano sul suo volto? Forse, Vornan-19 è entrambe le cose: demonio distruttore e divinità adatta ai tempi della crisi e del rinnovamento. Durante una sua visita negli Stati Uniti, una commissione di studio cerca di scoprire i suoi segreti. La presenza di Vornan-19 sconvolge però la vita dei singoli e delle moltitudini, semina scandalo e rabbia per la sua totale amoralità, per la completa dissennatezza del suo comportamento. I tabù della civiltà occidentale (il denaro, il potere, il sesso) vengono sconvolti: l’Utopia è corrosiva, e a contatto con essa la realtà si disintegra. Chi si illudeva di strumentalizzare l’Uomo Futuro, ne finisce schiavo e annientato. Un romanzo tra i capolavori del «nuovo Silverberg».
1 ... 41 42 43 44 45 46 47 48 49 ... 63
Перейти на страницу:

Ero atterrito. Fino a quel momento, Vornan era parso del tutto disinteressato al modo in cui il mondo reagiva a lui, distaccato come il giorno in cui aveva salito, tutto nudo, la scalinata di Piazza di Spagna, mentre un poliziotto romano gli urlava di fermarsi. Ma adesso era apparso un feedback. Vornan guardava i suoi documentari. Si godeva la confusione che aveva prodotto? Pianificava consciamente nuovi sovvertimenti? Un Vornan che agiva con spensierata innocenza creava già abbastanza caos; un Vornan animato da una deliberata malizia poteva annientare la civilità. All’inizio avevo provato disprezzo per lui, e poi un senso di divertimento. Adesso mi faceva paura.

La nostra riunione si sciolse presto. Vidi Fields che parlava concitatamente con Aster: lei scrollò il capo e le spalle e si allontanò da lui, lasciandolo lì a far smorfie. Vornan gli si avvicinò e gli posò lievemente la mano sulla spalla. Non ho idea di cosa gli dicesse, ma l’espressione di Fields divenne ancora più cupa. Uscì, cercando di sbattere una porta costruita in modo da non sbattere mai. Kolff e Helen se ne andarono insieme. Io indugiai ancora un po’, senza una ragione particolare. La mia stanza era vicina a quella di Aster, e percorremmo insieme un tratto di corridoio. Ci fermammo per un po’ a parlare davanti alla sua porta. Ebbi la vecchia impressione che si accingesse ad invitarmi ad entrare per passare la notte con lei; era più animata del solito, con le ciglia frementi, le narici delicate protese. «Sai per quanto tempo ancora durerà questo giro?» mi chiese. Le risposi che non lo sapevo. Lei pensava di tornare al suo laboratorio, disse; ma poi confessò ironicamente: «Me ne andrei anche subito, ma comincio a provare interesse, nonostante tutto. Interesse per Vornan. Leo, hai notato che sta cambiando?»

«In che senso?»

«Si rende conto più chiaramente di quello che succede intorno a lui. All’inizio era così distaccato, così alieno. Ricordi quella volta che mi ha chiesto di fare la doccia con lui?»

«E come potrei dimenticarlo?»

«Se fosse stato un altro uomo, avrei rifiutato, naturalmente. Ma Vornan era stato così franco… come un bambino. Sapevo che non intendeva fare nulla di male. Ma adesso… adesso mi sembra che voglia servirsi della gente. Non sta più facendo il turista. Manipola tutti quanti. Con molta sottigliezza.»

Le dissi che avevo avuto anch’io gli stessi pensieri mentre guardavo il documentario televisivo, poco prima. Le brillavano gli occhi: chiazze di colore le spuntavano sulle guance. Si umettò le labbra, ed io attesi che mi dicesse che avevamo molte cose in comune e che avremmo dovuto conoscerci meglio. Invece disse soltanto: «Ho paura, Leo. Vorrei che se ne ritornasse là dove è venuto. Causerà guai molto seri.»

«Ci penseranno Kralick e soci a impedirlo.»

«Non so.» Mi rivolse un balenante sorriso di nervosismo. «Beh, buonanotte, Leo. Dormi bene.»

Se ne andò. Fissai per un lungo attimo la porta chiusa, e l’immagine rubata del suo corpo snello risalì dai miei banchi memoria. Fino a quel momento, Aster non aveva esercitato su di me una grande attrazione fisica: quasi non mi era sembrata neppure una donna. All’improvviso, compresi cosa vedeva in lei Morton Fields. La desideravo ardentemente. Anche quella era una delle malefatte di Vornan? Sorrisi. Ormai davo a lui la colpa di tutto. Posai la mano sulla piastra della porta di Aster, e mi domandai se era il caso di pregarla di farmi entrare; ma poi entrai in camera mia. Bloccai la porta, mi spogliai, e mi preparai a dormire. Il sonno non venne. Andai alla finestra a guardare la folla, ma la folla si era dispersa. Era mezzanotte passata. Una fettina di Luna pendeva sopra la distesa della città. Tirai fuori un nuovo blocco per appunti e cominciai a buttar giù alcuni teoremi che mi erano spuntati nella mente durante il pranzo: un modo per spiegare una doppia inversione di carica durante il viaggio nel tempo. Problema: presumendo che l’inversione temporale sia possibile, creare una giustificazione matematica per la conversione dalla materia all’antimateria e di nuovo alla materia prima del compimento del viaggio. Lavorai in fretta, e per un po’ anche in modo convincente. Arrivai quasi al punto di afferrare il telefono e di chiedere un collegamento con il mio computer per poter esaminare alcune simulazioni del sistema. Poi vidi l’errore quasi all’inizio del mio lavoro, lo stupido errore algebrico, l’incapacità di mantenere giusti i segni. Appallottolai i fogli e li gettai via, disgustato.

Sentii bussare alla mia porta. Una voce: «Leo? Leo, sei sveglio?»

Toccai lo schermo accanto al mio letto e vidi un’immagine fioca del visitatore. Vornan! Balzai immediatamente in piedi e aprii la porta. Vestiva una sottile tunica verde, come se si accingesse ad uscire. La sua presenza mi sbalordì, perché sapevo che Kralick lo sigillava ogni notte in camera sua, e almeno in teoria Vornan non aveva possibilità di spezzare quel sigillo, che ufficialmente serviva per proteggerlo, ma che lo imprigionava. Eppure adesso era lì.

«Entra pure,» dissi. «C’è qualcosa che non va?»

«No, affatto. Stavi dormendo?»

«Lavorando. Cercavo di calcolare come funziona la tua maledetta macchina del tempo, anzi.»

Rise, leggermente. «Povero Leo. Ti consumerai il cervello, a furia di pensare.»

«Se ti faccio davvero tanta pena, dovresti dirmi qualcosa al riguardo.»

«Lo farei, se potessi,» disse lui. «Ma è impossibile. Ti spiegherò il perché, da basso.»

«Da basso?»

«Sì. Usciamo a fare una passeggiatina. Tu mi accompagni, non è vero, Leo?»

Lo guardai a bocca aperta. «Ma fuori ci sono disordini. Verremo uccisi dalla folla isterica!»

«Credo che la folla se ne sia andata,» disse Vornan. «E poi, ho queste.» Tese la mano. Nel palmo teneva le maschere di plastica floscia che avevamo messo nel postribolo di Chicago. «Nessuno ci riconoscerà. Gireremo camuffati per le strade di questa città meravigliosa. Ho voglia di uscire, Leo. Sono stanco delle passeggiate ufficiali. Ho voglia di esplorare di nuovo.»

Mi chiesi cosa dovevo fare. Chiamare Kralick e far rinchiudere nuovamente Vornan in camera sua? Sarebbe stata la reazione più ragionevole. Con le maschere o senza, era un’idea avventata, uscire dall’albergo senza una scorta. Ma sarebbe stato un tradimento trattare Vornan in quel modo. Evidentemente si fidava di me più che di tutti gli altri: forse c’era anche qualcosa che desiderava dirmi in confidenza, fuori dalla portata degli strumenti-spia di Kralick. Avrei dovuto correre il rischio, nella speranza di strappargli qualche preziosa informazione.

1 ... 41 42 43 44 45 46 47 48 49 ... 63
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)