L'ascesa dell'Ombra
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #4
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'ascesa dell'Ombra». Краткое содержание книги:
«No. Sì. In parte. Non lo so. Il giusto, penso.» Il piccolo sorriso che fece tolse un po’ di tensione alla sua cautela. «Parlo di nuovo come uno sciocco, vero?»
«No. Non mi sembra.»
«Le ho detto la verità ma non penso mi abbia creduto. Immagino che nemmeno io volessi crederci davvero. Se questo non è sciocco, non so cos’altro possa essere.»
«Se mi ripeti ancora una volta che sei uno sciocco, potrei incominciare a crederti.» Non cercherà di restare attaccato a lei; non dovrò affrontare questo problema, pensò. La voce di Elayne era calma, con un tono sufficientemente leggero per lasciargli capire che non lo intendeva veramente. «Una volta ho visto il buffone di un lord cairhienese, un uomo con una bizzarra giubba a strisce, troppo grande per lui e piena di campanelli. Sembreresti stupido se avessi dei campanelli addosso.»
«Immagino di sì» osservò mestamente. «Me ne ricorderò.» Il sorriso lento di Rand stavolta era più ampio e riscaldava tutto il viso.
Le ali delle farfalle le mettevano fretta, ma si distrasse lisciandosi l’abito. Doveva procedere lentamente, con attenzione. Se non lo faccio, penserà che sono una stupida ragazzina. E avrebbe ragione, pensò. Adesso le farfalle che aveva nello stomaco rimbombavano come tamburi. «Vorresti un fiore?» le chiese Rand all’improvviso, ed Elayne batté le palpebre confusa.
«Un fiore?»
«Sì.» Avviandosi a lunghi passi verso il letto raccolse una manciata di piume dal materasso divelto e gliele porse. «Ne ho fatto uno per la majhere la scorsa notte. Sembrava che le avessi donato la Pietra. Ma il tuo sarà molto più carino» aggiunse velocemente. «Molto più carino, lo prometto.»
«Rand, io...»
«Sarò cauto. Ci vuole solo un rivolo di Potere. Solo un filo e sarò molto cauto.»
Fiducia. Doveva fidarsi. Fu una piccola sorpresa accorgersi che lo faceva. «Mi piacerebbe, Rand.»
Rand fissò a lungo la soffice montagnola che teneva fra le mani e aggrottò lentamente le sopracciglia. Di colpo lasciò cadere le piume, spolverandosi le mani. «Fiori» osservò..«Questo non è un regalo adatto a te.» Il cuore di Elayne palpitò per lui. Chiaramente aveva provato ad abbracciare saidin e non ci era riuscito. Camuffando la delusione in azione, zoppicò velocemente verso il tessuto metallico e incominciò a raccoglierlo su un braccio. «Questo si che è un regalo consono per l’erede al trono di Andor. Potresti chiedere a una sarta di farti...» Pensò agitato a cosa avrebbe potuto fare un sarta con un pezzo di stoffa oro e argento lungo quattro passi, largo meno di sessanta centimetri.
«Sono certa che una sarta avrà molte idee» intervenne Elayne diplomaticamente. Estraendo un fazzoletto dalla manica, si inginocchiò per un momento a raccogliere le piume che Rand aveva lasciato cadere sul quadrato di seta azzurro chiaro.
«Se ne occuperanno le cameriere» osservò Rand mentre la ragazza riponeva il piccolo fagotto al sicuro nel sacchetto appeso alla cintura.
«Be’, questa parte è fatta.» Come poteva capire che Elayne avrebbe conservato le piume solo perché lui aveva provato a farne un fiore? Rand cambiò posizione, tenendo in mano il tessuto rilucente come se non sapesse cosa farsene. «La majhere deve avere delle sarte» osservò Elayne. «Lo darò a una di loro.» Rand si illuminò, sorridendo; Elayne non vide alcun motivo di specificare che intendeva dire come regalo. Quelle farfalle tonanti non le consentirono di trattenersi oltre.
«Rand, ti... piaccio?»
«Se mi piaci?» Rand aggrottò le sopracciglia. «Certo che mi piaci. Molto.»
Doveva per forza avere l’espressione di uno che non capisce affatto la situazione? «Sono affezionata a te, Rand.» Era stupita di averlo detto con tale calma; lo stomaco sembrava volerle risalire in gola e aveva le mani ghiacciate. «Più che affezionata.» Era abbastanza; non si sarebbe resa ridicola. Prima deve aggiungere qualcosa al di là del fatto che gli piaccio, si disse. Si mise quasi a ridere istericamente. Manterrò il controllo. Non lascerò che mi veda comportarmi come una ragazzina dagli occhi sognanti. Non lo permetterò, aggiunse.
«Anche io ti sono affezionato» rispose Rand lentamente.
«Di solito non sono così diretta.» No. Questo poteva farlo pensare a Berelain. Aveva le guance rosse; stava pensando a Berelain. Che sia folgorato! La voce di Elayne sgorgò come seta liscia. «Presto dovrò andare via, Rand. Lasciare Tear. Potrei non rivederti per mesi.» O per sempre, le risuonò una vocina nella testa. Si rifiutò di ascoltarla. «Non potevo andare via senza lasciarti sapere cosa provavo. E sono... molto affezionata a te.»
«Elayne, sono affezionato a te. Sento... Voglio...» Il rossore sulle guance di Rand aumentò. «Elayne, non so cosa dire, come...»
Di colpo fu il viso di Elayne ad andare in fiamme. Forse lui pensava che stesse cercando di costringerlo a dire di più. Non lo stai facendo? la prese in giro la vocina, tanto che arrossì ulteriormente. «Rand, non ti sto chiedendo di...» Luce! Come dirlo? «Volevo solo che sapessi quello che provo. Questo è tutto.» Berelain non l’avrebbe gestita a questo modo. Ormai sarebbe già avvolta attorno a lui. Dicendosi che non avrebbe permesso a quella piccola nullità mezza svestita di essere migliore di lei, si avvicinò a lui, prese il tessuto lucente che aveva ancora appoggiato sul braccio e lo fece cadere sul tappeto. Per qualche motivo le sembrava più alto di quanto non fosse mai stato prima. «Rand... Rand, voglio che mi baci.» Ecco. L’aveva detto.
«Baciarti?» ripeté, come se non avesse mai sentito parlare di baci prima di quel momento. «Elayne, non voglio prometterti più di... Voglio dire, non è come se fossimo promessi. Non che stia suggerendo che dovremmo. È solo che... sono affezionato a te, Elayne. Più che affezionato. Solo che non voglio che pensi...»
Elayne dovette ridere per tutta quella confusa serietà. «Non so come fate le cose nei Fiumi Gemelli, ma a Caemlyn non aspetti di essere promesso prima di baciare una ragazza. E non significa nemmeno che devi diventarlo dopo. Ma forse non sai come...» Le braccia di Rand la circondarono quasi rudemente e le sue labbra si posarono su quelle di lei. A Elayne girava la testa; gli alluci tentarono di arricciarsi nelle scarpe. Un po’ dopo — non era certa di quanto — si accorse di essere appoggiata al suo torace, con le ginocchia tremanti, cercando di respirare.
«Perdonami per averti interrotta» le spiegò. Era felice di sentire un accenno di affanno anche nella voce di Rand. «Sono solo un timido pastore dei Fiumi Gemelli.»
«Sei maleducato» mormorò appoggiata contro la camicia dell’uomo «e stamattina non ti sei rasato. Ma non direi che sei timido.»
«Elayne, io...»
Elayne gli mise una mano sulla bocca. «Non voglio sentire nulla che non provi con tutto il cuore» osservò con fermezza «né ora né mai.»
Rand annuì, intuendo non il motivo, ma almeno la sincerità della ragazza. Sistemandosi i capelli — i fili di zaffiri erano annodati oltre ogni possibile intervento, senza uno specchio — lei si allontanò dall’abbraccio, non senza riluttanza; sarebbe stato fin troppo facile restare lì, ed era già stata più diretta di quanto si fosse sognata. Parlare in quel modo; chiedere un bacio. Chiederlo! Non era Berelain.
Berelain. Forse Min aveva avuto una visione. Quel che Min vedeva, accadeva, ma non lo avrebbe condiviso con Berelain. Forse doveva parlare apertamente un altro po’. Ed essere almeno vagamente chiara. «Immagino che non ti mancherà la compagnia dopo che me ne sarò andata. Ricordati solamente che alcune donne vedono un uomo con il cuore, mentre altre lo vedono solo come bigiotteria da indossare, come una collana o un bracciale. Ricordati che tornerò, e io sono una che vede con il cuore.» Rand sembrava confuso, all’inizio, poi leggermente allarmato. Aveva parlato troppo e troppo in fretta. Doveva distrarlo. «Sai cosa non mi hai detto? Non hai cercato di spaventarmi spiegandomi quanto sei pericoloso. Non provarci ora. È troppo tardi.»