La sfida dei gemelli
- Автор: Уэйс Маргарет, Хикмэн Трэйси
- Серия: Dragonlance: Le Leggende #3
- Язык: итальянский
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «La sfida dei gemelli». Краткое содержание книги:
Sarà debole e ferito. È la sua unica speranza, se vuole riuscire ad attirare la Regina delle Tenebre qui fuori, sul suo piano. Qui potrà recuperare le forze. Qui sarà lei la più debole dei due. E così, sì, poiché sarà ferito, potrò fermarlo. E, sì, lo fermerò!»
Notando che Tanis pareva ancora dubbioso, il sorriso di Dalamar si torse. «Vedi, Mezzelfo,» gli disse in tono gelido, «Mi è stato offerto abbastanza da far sì che valga la pena di farlo.» Con queste parole, fece un inchino e, mormorando un incantesimo, scomparve.
Ma, mentre se ne andava, Tanis udì la sommessa voce elfica di Dalamar parlare nella notte. «Hai guardato il sole per l’ultima volta, Mezzelfo. Raistlin e la Regina delle Tenebre si sono incontrati.
Adesso Takhisis sta chiamando a raccolta i suoi famigli. La battaglia comincia. Domani non ci sarà l’alba.».
Capitolo decimo.
«E così, Raistlin, ci incontriamo di nuovo.»
«Mia Regina...»
«Ti inchini davanti a me, stregone?»
«Questa è l’ultima volta che ti rendo omaggio.»
«Ed io m’inchino davanti a te, Raistlin.»
«Mi fai un grande onore, Maestà.»
«Al contrario, ho osservato il tuo gioco con il più vivo interesse. Per ognuna delle mie mosse hai sempre avuto una contromossa.? Più di una volta hai rischiato tutto quello che avevi per vincere una singola mano. Ti sei dimostrato un abile giocatore, e il tuo gioco mi ha divertito molto. Ma adesso è arrivato alla fine, mio degno avversario. Ti rimane un solo pezzo sulla scacchiera: te stesso. Contro di te è schierata tutta la potenza delle mie tenebrose legioni. Ma poiché mi sono divertita con te, Raistlin, ti concederò un unico favore.
Ritorna dal tuo chierico. Essa giace morente, sola, in un tale tormento della mente e del corpo quali io soltanto posso infliggere. Torna da lei, inginocchiati accanto a lei, prendila fra le braccia e stringila a te. Il mantello della morte cadrà su tutti e due. Vi coprirà delicatamente, e tu scivolerai nell’oscurità e troverai l’eterno riposo.»
«Takhisis, Grande Regina, ti ringrazio davvero per questa graziosa offerta. Ma io faccio questo gioco, come tu lo chiami, per vincere. E lo giocherò fino in fondo.»
«E sarà un amaro finale... per te! Ti ho dato la possibilità che ti sei meritato per la tua abilità e il tuo ardimento. La respingeresti?»
«Sua Maestà è troppo graziosa. Non sono degno di una simile attenzione...»
«E adesso ti prendi gioco di me! Sorridi pure del tuo sorriso contorto fino a quando potrai, mago, poiché quando scivolerai, quando cadrai, quando farai quell’unico piccolo errore, metterò le mani su di te. Le mie unghie affonderanno nelle tue carni e mi implorerai di darti la morte. Ma non verrà...
Qui i giorni sono lunghi eoni Raistlin Majere, e ogni giorno verrò a trovarti nella tua prigione: la prigione della tua mente. E poiché mi hai divertito, verrai torturato nella mente e nel corpo. Alla fine di ogni giorno morirai per il dolore. All’inizio di ogni notte ti riporterò in vita. Non potrai dormire, ma giacerai sveglio in tremante aspettativa del giorno che verrà. Al mattino, il mio volto sarà la prima cosa che vedrai.
Cosa? Stai impallidendo, mago. Il tuo fragile corpo trema, le tue mani sono scosse da un tremito. I tuoi occhi si spalancano per la paura. Prostrati davanti a me! Implora il mio perdono!...»
«Mia Regina...»
«Cosa? Non sei ancora in ginocchio?»
«Mia Regina... tocca a te muovere.»
Capitolo undicesimo.
«Maledetto questo cielo coperto! Se dev’esserci un temporale, vorrei che si decidesse e la facesse finita una volta per tutte,» borbottò Lord Gunthar.
I venti dominanti, pensò Tanis con una punta di sarcasmo, ma tenne quei pensieri per sé. E tenne per sé anche le parole di Dalamar, sapendo che Lord Gunthar non vi avrebbe mai creduto. Il mezzelfo era nervoso e sulle spine. Trovava difficile esser paziente con quel cavaliere dall’apparenza compiaciuta. In parte, ciò era dovuto a quel cielo dallo strano aspetto. Quel mattino, come Dalamar aveva predetto, non c’era stata nessuna alba. Invece, nubi azzurre e porpora sfumate di verde, dentro le quali guizzavano arcani lampi multicolori, erano apparse ribollenti e schiumanti sopra di loro. Non c’era vento. Non pioveva. Il giorno diventava sempre più caldo e opprimente.
Facendo i loro turni di guardia sui bastioni della Torre del Sommo Chierico, i cavalieri nelle loro pesanti armature di piastre e cotta di maglia si asciugavano il sudore dalla fronte e borbottavano di tempeste di primavera.
Soltanto due ore prima Tanis si era trovato a Palanthas, ad agitarsi e a rigirarsi fra le lenzuola di seta del letto nella stanza degli ospiti di Lord Amothus, continuando a rimuginare le ermetiche parole finali di Dalamar. Il mezzelfo era rimasto sveglio per la maggior parte della notte ripensando a esse, e pensando anche a Elistan.
Verso mezzanotte, al palazzo era giunta notizia che il chierico di Paladine era passato da questo mondo a un altro e più luminoso regno di esistenza. Era morto in pace, con la testa fra le braccia del vecchio e stordito stregone, così gentile, che era misteriosamente comparso e altrettanto misteriosamente se n’era andato. Preoccupato per gli ammonimenti di Dalamar, piangendo Elistan, e pensando di aver visto morire troppa gente, Tanis era appena piombato in un sonno esausto quand’era arrivato un messaggero per lui.
Il messaggio era stato breve e assai chiaro:
Tua presenza richiesta immediatamente Torre del Sommo Chierico.