L'equazione di Dio [Calculating God - it]
- Автор: Сойер Роберт Джеймс
- Год: 2001
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «L'equazione di Dio [Calculating God - it]». Краткое содержание книги:
— La tua specie pensa ancora al rischio di autodistruzione? — domandai.
Hollus ballonzolò, ma credo fosse un gesto di diniego, non di affermazione. — Abbiamo un governo planetario unificato e molta tolleranza per la diversità — disse. — Abbiamo eliminato la fame e l’indigenza. Non ci sono più molti motivi per conflitti fratricidi.
— Vorrei poter dire la stessa cosa di noi — sospirai.
— Questo pianeta è stato tanto fortunato da dare sviluppo alla vita e sarebbe una vergogna che la vita si estinguesse per la nostra stupidità.
— La vita non è sorta qui — disse Hollus.
— Cosa? — Ero confuso.
— Non credo che nel passato della Terra ci sia stato un evento biogenerativo. Non credo che la vita sia iniziata qui.
— Vuoi dire che è giunta fin qui dalle profondità dello spazio? La panspermia cosmica ipotizzata da Hoyle?
— Può darsi. Ma ritengo più verosimile che la vita abbia avuto un inizio relativamente locale, su Sol IV.
— Su Marte?
— Si.
— E come sarebbe giunta qui?
— Meteoriti.
Corrugai la fronte. — Be’, nel corso degli anni abbiamo trovato un paio di meteoriti marziani che secondo alcuni contenevano tracce fossili. Ma la teoria è stata ampiamente screditata.
— Ne sarebbe bastato uno.
— Immagino di sì. Ma perché pensi che la vita non sia nata qui?
— La vita su questo pianeta è comparsa quattro miliardi di anni fa. In un tempo così remoto nella storia del vostro sistema solare, però, la Terra subiva ancora impatti a livello estinzione, poiché era colpita con frequenza da comete e da grossi asteroidi. È molto improbabile che in quel periodo si mantenessero condizioni adatte alla vita.
— Marte non è più vecchio della Terra e di certo subiva lo stesso tipo di bombardamento.
— Oh, senza dubbio! — disse Hollus. — Nel suo passato Marte ha avuto acqua corrente… e la sua superficie oggi mostra risultati d’erosione davvero impressionanti… però non ha mai avuto oceani estesi e profondi come quelli terrestri. Se un asteroide colpisce il terreno, il calore dell’impatto può alzare la temperatura per mesi. Se però colpisce l’acqua, che in fin dei conti ricopre la maggior parte della superficie terrestre ora come miliardi di anni fa, il calore sarebbe trattenuto e alzerebbe la temperatura del pianeta per decine o centinaia di anni. Marte avrebbe avuto un ambiente stabile per lo sviluppo della vita forse addirittura mezzo miliardo di anni prima della Terra.
— E allora una parte di quella vita si sarebbe trasferita sulla Terra per mezzo di meteoriti?
— Esatto. Circa un trentaseiesimo di tutto il materiale che si stacca da Marte per impatti meteorici è raccolto prima o poi dalla Terra e molte forme microbiche sopravvivono al congelamento. Così si spiega perché le rocce terrestri più antiche recano traccia di vita pienamente sviluppata, anche se l’ambiente era troppo mutevole per consentire che essa si sviluppasse in loco.
— Accidenti! — esclamai, ben consapevole che la mia reazione non era adeguata. — Un meteorite contenente vita potrebbe essere giunto davvero fin qui. In fin dei conti, ogni forma di vita terrestre ha un unico antenato comune.
Hollus parve sorpreso. — Tutta la vita del pianeta ha un antenato comune?
— Naturalmente.
— Come lo sai?
— Compariamo il materiale genetico di differenti forme di vita e, giudicando di quanto diverge, possiamo dire quanto tempo fa hanno avuto un antenato comune. Per esempio, hai visto il Vecchio George, lo scimpanzé impagliato esposto nel diorama della foresta pluviale Budongo?
— Sì.
— Dal punto di vista genetico, l’uomo differisce dallo scimpanzé solo dell’1,4 per cento.
— Perdonami se lo dico, ma non mi pare giusto impagliare ed esporre un parente così stretto.
— Non lo facciamo più. Quella ricostruzione ha più di ottanta anni. — Decisi di non parlare dell’aborigeno australiano impagliato che un tempo era in mostra nell’American Museum of Natural History. — In realtà è proprio grazie agli studi genetici che il concetto di diritti delle scimmie ha ottenuto credibilità.
— E questi studi mostrano che ogni forma di vita di questo pianeta ha un antenato comune?
— Certo.
— Incredibile. Su Beta Hydri e su Delta Pavonis crediamo che ci siano stati multipli eventi biogeneratori. La vita sul mio pianeta, per esempio, si sviluppò almeno sei volte in un periodo iniziale di 300 milioni di anni. — Esitò, — Qual è il più alto livello gerarchico nel vostro sistema di classificazione biologica?
— Regno — dissi. — Ne riconosciamo cinque: Ammalia, Plantae, Fungi, Monera e Protista.
— Animalia sono gli animali? E Plantae le piante?
— Sì.
— Tutti gli animali formano un gruppo? E tutte le piante?
— Sì.
— Interessante. Sul mio pianeta abbiamo un livello più alto, che consta dei sei… be’, “domini” potrebbe essere una traduzione appropriata… dei sei domini derivanti dai sei distinti eventi creativi; in ciascuno di essi esistono forme distinte di animali e di piante. Per esempio, i nostri pentapodi e i nostri octopodi non hanno in realtà alcuna parentela: studi cladistici hanno dimostrato che non hanno un antenato comune.
— Davvero? Eppure dovreste essere in grado di usare le tecniche del dna che ho descritto per determinare relazioni evolutive fra i membri dello stesso dominio.
— Nel corso degli eoni i domini si sono mischiati — disse Hollus. — Il genoma della mia specie contiene materiale di tutti e sei i domini.
— Com’è possibile? Parlando di Spock, tu stesso hai definito assurda l’idea che individui di specie diverse, anche nell’ambito dello stesso dominio, generino prole.
— Riteniamo che i virus, nel corso dei millenni, abbiano giocato un ruolo notevole nel trasmettere materiale genetico al di là delle frontiere dei domini.
Riflettei su quelle parole. Era stato ipotizzato sulla Terra che materiale non necessario trasferito da virus nelle forme di vita era responsabile di gran parte del dna spazzatura… il 90% del genoma umano che non entra nella codificazione per la sintesi proteica. E ovviamente oggi i genetisti trasferivano di proposito geni di mucca nelle patate eccetera.
— Tutti i sei domini sono basati sul dna? — domandai.
— Come ho già detto, ogni forma di vita da noi scoperta si basa sul dna — rispose Hollus. — Per tutta la nostra storia il dna ha ibridato i domini e quindi non abbiamo avuto molto successo nello studio comparativo da te proposto. Animali con una chiara parentela molto stretta, basata sul complesso della forma corporea, possono avere significative intrusioni recenti di dna di un altro dominio, cosa che renderebbe assai ingannevole la percentuale di deviazione fra le due specie.
— Interessante — dissi. Mi venne un pensiero, troppo folle per esprimerlo a voce. Se, come diceva Hollus, il dna era universalmente usato in tutte le forme di vita e se il codice genetico era ovunque il medesimo e se le forme di vita anche di domini diversi potevano incorporare il dna l’una dell’altra, allora perché forme di vita di pianeti diversi non potevano fare la stessa cosa?
Forse, in fin dei conti, Spock non era poi così improbabile.
18
J.D. Ewell e Cooter Falsey andarono al ROM per un sopralluogo.
— Nove dollari per entrare! — esclamò Falsey, quando furono al banco d’ammissione, dall’altra parte della Rotonda, e lessero il cartello.
— Dollari canadesi — disse Ewell. — Uno e cinquanta, da noi. — Prese dal portafogli due banconote color viola sgargiante, i dieci dollari canadesi, il resto del biglietto da 50 dollari americani con cui aveva pagato la cena, la sera prima, all’Aragosta Rossa. Diede le due banconote alla donna di mezz’età seduta al banco ed ebbe in cambio una moneta bimetallica e due tesserini rettangolari di plastica con la scritta rom con una piccola corona sopra la O. Ewell fissò i tesserini.