American Gods [it]
- Автор: Гейман Нил Ричард
- Год: 2002
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- ISBN: 88-04-50466-8
- Переводчик: Katia Bagnoli
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «American Gods [it]». Краткое содержание книги:
«Allora» abbaiò Wednesday. «Non vieni?»
Non senza una certa esitazione, e solo dopo aver gettato rapidamente un’occhiata in giro per vedere se qualcuno dei guardiani della casa non li stesse osservando, Shadow salì sul bordo del più grande carosello del mondo. Lo divertì e lo stupì scoprire che l’idea di contravvenire al divieto di salire sulla giostra lo preoccupava molto più di quanto non lo avesse preoccupato rapinare la banca, quel pomeriggio.
I tre vecchi scelsero ciascuno un animale. Wednesday montò un lupo dorato. Chernobog cavalcò un centauro con l’armatura e la testa nascosta da un elmo di metallo. Ridacchiando Nancy scivolò sopra un leone rampante fermato dal suo autore nel momento del ruggito. Gli accarezzò un fianco. Il valzer di Strauss li trasportò grandiosamente lontano.
Wednesday sorrideva e Nancy rideva contento, una risata chioccia da vecchio, e perfino il lugubre Chernobog sembrava godersela. Shadow ebbe l’impressione di togliersi di colpo un peso dalle spalle: tre vecchi si stavano divertendo in groppa agli animali della più grande giostra del mondo. Che importanza aveva se di lì a poco sarebbero stati buttati fuori tutti quanti? Non ne valeva la pena, forse? Non valeva la pena di pagare qualcosa per poter dire di essere salito sulla giostra più grande del mondo? Per poter dire di aver viaggiato su uno di quei mostri gloriosi?
Studiò il bulldog, una creatura marina e l’elefante con il palanchino dorato, poi montò sopra un essere con la testa d’aquila e il corpo di tigre, e si aggrappò bene.
Le note del Danubio Blu risuonavano argentine anche nella sua testa, la luce di mille lampadine si scomponeva nei colori dell’iride, e per una frazione di secondo Shadow fu di nuovo bambino, e salire sulla giostra gli bastò per essere felice: rimase perfettamente immobile, a cavallo della sua aquila-tigre al centro del mondo, con il mondo che gli vorticava intorno.
Si sentì ridere, sopra la musica. Era felice. Felice come se le ultime trentasei ore non fossero mai accadute, come se non fossero mai accaduti gli ultimi tre anni, come se la vita fosse evaporata nel sogno a occhi aperti della fanciullezza, la giostra al Golden Gate Park di San Francisco, quand’era arrivato per la prima volta negli Stati Uniti, una vera e propria maratona via nave e auto, la madre in piedi che lo guardava tutta fiera e lui che succhiava il ghiacciolo mezzo sciolto, e si teneva aggrappato stretto stretto, augurandosi che la musica non si spegnesse, che la giostra non rallentasse, che la corsa non finisse. Girava e girava e girava…
Poi le luci si spensero e Shadow vide gli dèi.
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