Il grande tempo [The Big Time - it]
- Автор: Лейбер Фриц Ройтер
- Год: 1975
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0316-7
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il grande tempo [The Big Time - it]». Краткое содержание книги:
Strappati alle loro “linee di vita” poco prima della morte, e reclutati per combattere contro un avversario che vuole cambiare il corso della Storia su tutti i mondi della Galassia, i protagonisti entrano in una nuova dimensione di vita, dove più nulla può essere certo, e dove la loro stessa vita è sottoposta a forze cosmiche che continuano a plasmarla e ad alterarla senza fine.
Un romanzo insolito ed estremamente originale, che fin dal suo apparire è stato salutato come un classico della narrativa di fantascienza.
Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1958.
Ma nell’universo ci sono altre cose, e non soltanto l’uomo, capaci di prendere decisioni e agire rapidamente. Illy atterrò su Beau prima che questi raggiungesse Erich, lo avvolse strettamente nei tentacoli, ed entrambi cominciarono a girare su se stessi, come un’insegna luminosa da barbieri, a strisce elicoidali bianche e argentate. Beau serrò le mani sui tentacoli, ma nello stesso tempo cominciò a diventare paonazzo, e io trasalii al pensiero di quel che dovevano provare tutt’e due.
Ma forse anche Sevensee aveva avuto uno zoccolo nel Purgatorio dell’indecisione, poiché Bruce riuscì a liberarsi dalla stretta del satiro e cercò di colpire Marcus con un pugno; tuttavia il romano gli torse il braccio, e il pugno andò a vuoto.
Erich non fece alcun movimento per partecipare alla zuffa, e questo è perfettamente in carattere col mio piccolo comandante. Lui non si degnerebbe di dar pugni a nessuno, all’infuori di me.
Poi Sid giunse finalmente a una decisione, ma io non saprei quale fosse, poiché, quando allungò il braccio per prendere il Mantenitore Minore. Kaby glielo strappò di mano, con aria sprezzante, e gli sferrò una ginocchiata al basso ventre che mozzò il fiato perfino a me, per solidarietà, e che lo fece cadere a terra in ginocchio, accanto a Bruce e a coloro che lo tenevano fermo. Poi, riacquistando l’equilibrio dopo aver colpito Sid. Kaby appioppò con somma noncuranza a Lili, che cercava di rubarle il Mantenitore, un violento manrovescio che la sbatté lunga e distesa sul divano.
Erich si rischiarò in volto come un’insegna luminosa, e fissò Kaby. in attesa.
Lei si piegò leggermente in avanti, dondolò un paio di volte sui talloni, reggendo il Mantenitore sul braccio sinistro, come un giocatore di basket che medita un canestro. Poi fece un gesto brusco, verso destra, con la mano libera. Io, sul momento, non capii, ma gli altri capirono perfettamente, poiché Erich fece un balzo verso la zona Ristoratore, e Marcus lasciò il braccio di Bruce e seguì Erich, chinandosi per evitare un pugno a vuoto di Sevensee (il satiro si accingeva a gettarsi nuovamente nella mischia, non so a favore di chi). Illy srotolò da Beau i tentacoli, e imitò Erich e Marcus con un grande balzo.
A questo punto, Kaby toccò una monopola e la ruotò fino al massimo, e Beau, Bruce, Sevensee e il povero Sid caddero a terra, inchiodati da circa otto gravità.
La gravità, suppongo, era forse un po’ minore nei pressi del nostro divano, ma nessuno lo avrebbe potuto dire dalla figura di Sid: cadde a terra di schianto, bocconi, con le braccia larghe; una mano era abbastanza vicina a me, tanto che avrei potuto toccarla (ma poi non avrei più potuto lasciarla!); la sua bocca aperta toccava il pavimento; respirava affannosamente da un angolo delle labbra; la spina dorsale pareva volergli sprofondare nella schiena fino a raggiungere la pancia. Bruce riuscì a sollevare di pochi centimetri la testa e una spalla, e tutta la scena mi richiamò alla mente un’incisione di Doré per l’Inferno, in cui i dannati di maggior prestigio sono immersi nel ghiaccio fino al collo, nell’ultimo cerchio.
La gravità non mi ghermì, sebbene la potessi sentire sul braccio sinistro. Mi trovavo quasi completamente nella zona Ristoratore, ma anch’io mi lasciai cadere al suolo, un po’ per una sorta di irrazionale solidarietà, ma soprattutto per non correre il rischio che Kaby mi colpisse.
Erich, Marcus e Illy si erano tolti dalla zona pericolosa e si dirigevano verso di noi. Maud scelse questo istante per sferrare il proprio attacco: non aveva molta scelta, se davvero voleva sferrarne uno. Adesso pareva una donna, e non l’eterna adolescente di prima: credo che il pensiero del miracolo che le era successo le fosse rimasto nella mente, nonostante la paura dell’esplosione, e che per lei si trattasse di una cosa molto importante. Si lanciò avanti di scatto, tesa al duplice scopo di sospingere, con un braccio, Kaby nella zona di alta gravità, e di afferrare il Mantenitore Minore con l’altro.
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Come i diamanti, veniamo tagliati con la nostra stessa polvere.