Il destino dei gemelli
- Автор: Уэйс Маргарет, Хикмэн Трэйси
- Серия: Dragonlance: Le Leggende #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Сандро Сандрелли
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il destino dei gemelli». Краткое содержание книги:
Era un pensiero scomodo per un kender. Tas era abituato ad essere responsabile per se stesso, ma quando aveva viaggiato con Tanis e gli altri, c’era sempre stato qualcun altro responsabile per il gruppo. C’erano stati guerrieri forti e abili...
Stette in silenzio a fissare l’oscurità. C’era silenzio, poi un fruscio, poi...
Uno scoiattolo. Tas emise un sospiro che parve uscirgli dalla punta dei piedi.
«Visto che sono in piedi metterò un altro ciocco sul fuoco,» disse fra sé. Si avvicinò, e così facendo lanciò un’occhiata a Caramon, provando una fitta di dolore. Quanto più facile sarebbe stato far la guardia al buio se avesse saputo di poter contare sul braccio robusto di Caramon! Invece il grosso guerriero era rotolato supino, gli occhi chiusi, la bocca aperta, Tonfando soddisfatto da buon ubriaco. Arricciata sullo stivale di Caramon, la testa appoggiata al suo piede, Bupu mescolava il proprio russare a quello di lui. Dalla parte opposta, il più possibile lontano da loro, Dama Crysania dormiva pacifica, la guancia liscia appoggiata sulle mani ripiegate.
Con un tremulo sospiro, Tas buttò il ciocco sul fuoco. Lo vide avvampare e si sedette per vegliare, aguzzando lo sguardo sugli alberi avvolti dalla notte, le cui parole sussurrate avevano adesso un tono sinistro. Poi lo sentì di nuovo.
«Uno scoiattolo!» bisbigliò Tas risoluto.
C’era qualcosa che si muoveva fra le ombre? Udì un lontano crepitio, come un ramoscello che si spezzasse in due. Nessuno scoiattolo poteva far questo! Tas frugò nella sua borsa fino a quando la mano si chiuse sopra un piccolo pugnale. La foresta si stava muovendo! Gli alberi si stavano richiudendo su di loro!
Tas cercò di lanciare un grido di avvertimento, ma un ramo sottile gli afferrò il braccio...
«Ahiii,» urlò Tas, si contorse per liberarsi e colpì il ramo col suo pugnale.
Vi fu un’imprecazione e un grido di dolore. Il ramo lasciò la presa e Tas dette in un sospiro. Nessun albero da lui incontrato prima aveva mai lanciato grida di dolore. Qualsiasi cosa si trovasse a fronteggiare era viva, respirava...
«Siamo attaccati!» urlò il kender e arretrò barcollando. «Caramon, aiuto! Caramon...»
Due anni prima il grosso guerriero sarebbe balzato in piedi all’istante, la mano stretta sull’elsa della spada, vigile e pronto alla battaglia. Ma Tas, arrancando per volgere le spalle al fuoco del bivacco, con il suo piccolo pugnale come unico mezzo per tenere a bada qualunque cosa li stesse attaccando, vide la testa di Caramon ciondolare da un lato, torpida e beata nella sua ubriachezza.
«Dama Crysania!» urlò Tas a squarciagola, vedendo altre forme scure strisciare fuori dal bosco.
«Svegliati, per favore, svegliati!»
Adesso poteva sentire il calore del fuoco. Tenendo d’occhio quelle ombre minacciose, Tas abbassò una mano e afferrò un ramo fumante per una estremità, sperando che fosse quella fredda. Lo sollevò e spinse in avanti il legno avvampante.
Vi fu un rapido movimento quando una delle creature si lanciò verso di lui. Tas vibrò un colpo davanti a sé con il pugnale, facendo arretrare la creatura. Ma bastò l’istante in cui era stata illuminata a fargliela riconoscere.
«Caramon!» strillò Tas. «Draconici!»
Adesso Dama Crysania era sveglia; Tas vide che si rizzava a sedere, guardandosi intorno con gli occhi confusi dal sonno.
«Il fuoco!» le urlò Tas disperato. «Avvicinati al fuoco!». Inciampando su Bupu, il kender sferrò un calcio a Caramon. «Draconici!» urlò di nuovo.
Uno degli occhi di Caramon si aprì, poi l’altro, guardandosi intorno con sguardo furente e intontito.
«Caramon! Siano ringraziati gli dei!» Tas cacciò un rantolo di sollievo.
Caramon si rizzò a sedere. Sbirciando l’accampamento intorno a sé, completamente disorientato e confuso, era però ancora abbastanza guerriero da esser vagamente consapevole del pericolo.
Alzandosi in piedi con movimenti incerti, strinse l’elsa della spada e ruttò.
«Cuosac’è?» borbottò, cercando di mettere a fuoco la vista.
«Draconici!» strillò Tasslehoff, saltando tutt’intorno come un piccolo demone, agitando il tizzone e il pugnale con tanto vigore da riuscire davvero a tenere a bada i nemici.
«Draconici?» borbottò Caramon, guardandosi intorno incredulo. Poi intravide una faccia contorta da rettile illuminata dal fuoco morente. Spalancò gli occhi. «Draconici!» ringhiò. «Tanis, Sturm, a me! Raistlin... la tua magia! Li prenderemo.»
Strappando la spada dal fodero, Caramon si lanciò avanti con un rombante grido di battaglia... e stramazzò a faccia in giù. Bupu si aggrappò al suo piede.
«Oh, no!» gemette Tas.
Caramon giacque al suolo, sbattendo gli occhi e scuotendo la testa per lo stupore, cercando di capire cosa l’avesse colpito. Bupu, svegliata bruscamente, cominciò a ululare per il terrore e il dolore, poi morse Caramon alla caviglia.
Tas stava per balzare avanti in aiuto del guerriero caduto, per lo meno per strappargli di dosso Bupu, quando udì un grido. Dama Crysania! Dannazione! Si era dimenticato di lei! Girandosi di scatto, vide il chierico intento a lottare con uno dei draconici.
Tas si lanciò in avanti e calò con violenza il pugnale sul draconico. Con un urlo stridulo il mostro lasciò andare Crysania e cadde all’indietro.
Il suo corpo divenne di pietra ai piedi di Tas. Il kender si ricordò appena in tempo di recuperare il pugnale, altrimenti il cadavere di pietra l’avrebbe trattenuto senza remissione.
Tas trascinò indietro Crysania con sé verso il punto in cui Caramon giaceva per terra cercando di scuotersi di dosso la nana dei burroni.
I draconici li stavano circondando, stringendoli dappresso. Guardandosi intorno febbrilmente Tas vide dovunque queste creature. Ma perché non si scagliavano all’attacco? Che cosa stavano aspettando?
«Stai bene?» riuscì a chiedere a Crysania.
«Sì,» lei rispose. Malgrado fosse molto pallida, appariva calma e, se era spaventata, teneva la sua paura sotto controllo. Tas vide che le sue labbra si muovevano, presumibilmente in una silenziosa preghiera. Le labbra del kender si serrarono.
«Ecco, Dama,» disse, mettendole in mano il ramo ardente. «Credo che dovrai combattere e pregare allo stesso tempo.»
«Elistan lo faceva. Allora posso farlo anch’io,» rispose Crysania, con la voce percorsa da un tremito quasi impercettibile.
Degli ordini echeggiarono in mezzo alle ombre. La voce non era draconica. Tas non riuscì a distinguerla. Ma al solo udirla fu scosso da brividi di gelo. Non ebbe però il tempo d’interrogarsi. I draconici, con le lingue che guizzavano fuori dalle bocche, balzarono loro addosso.
Crysania sferrò dei colpi col ramo ardente. Erano movimenti goffi ma sufficienti a far esitare i draconici. Tas stava ancora tentando di strappare Bupu da Caramon. Ma fu un draconico a venire, involontariamente, in loro aiuto. Spingendo indietro Tas, il draconico appoggiò una mano artigliata su Bupu.
I nani dei burroni erano noti in tutto Krynn per la loro estrema codardia e la totale inaffidabilità in battaglia. Ma, quando si trovavano con le spalle al muro, potevano combattere come ratti rabbiosi.
«Glupsludge!» urlò Bupu rabbiosamente e, smettendo di rosicchiare la gamba di Caramon, affondò i denti nella pelle scagliosa della gamba del draconico.
Bupu non aveva molti denti, ma quei pochi che aveva erano aguzzi, e morse la pelle verde del draconico con un entusiasmo dovuto al fatto che non aveva mangiato molto a cena.
Il draconico esplose in un grido orrendo. Sollevò la spada di scatto e stava sul punto di porre fine ai giorni di Bupu su Krynn quando Caramon, incespicando qua e là con la spada in pugno e cercando di vedere quello che stava succedendo, troncò per caso il braccio della creatura. Bupu si sedette per terra, leccandosi le labbra, e si guardò intorno con avidità alla ricerca di un’altra vittima.
«Urrah, Caramon!» esclamò Tas, in preda a un’irresistibile frenesia mentre il suo piccolo pugnale colpiva a destra e a manca con la rapidità di un serpente. Dama Crysania sferrò un colpo col ramo ardente a un draconico, urlando il nome di Paladine. La creatura si abbatté al suolo.