L'Occhio del Mondo
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #1
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gaetano Luigi Staffilano
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «L'Occhio del Mondo». Краткое содержание книги:
«Qualsiasi prezzo» ripeté Moiraine, quasi tra sé. «Di prezzo, Rand, parleremo dopo, se è il caso. Non posso fare promesse. La Sapiente sa il fatto suo. Farò il possibile, ma non è in mio potere fermare il giro della Ruota.»
«Prima o poi la morte viene per tutti» disse il Custode, in tono sinistro. «A meno di servire il Tenebroso. Un prezzo che solo gli sciocchi sono disposti a pagare.»
Moiraine ridacchiò. «Non essere così tetro, Lan. Abbiamo un motivo, seppur piccolo, per fare festa.» Si alzò aiutandosi col bastone. «Conducimi da tuo padre, Rand. Lo aiuterò, se è possibile. Troppi, qui, hanno rifiutato il mio aiuto. Anche loro hanno dato retta alle storie» concluse seccamente.
«Ora è alla locanda» disse Rand. «Da questa parte. E grazie. Grazie!»
I due lo seguirono, ma Rand presto li distanziò. Allora, impaziente, rallentò il passo, finché non lo raggiunsero.
«Per favore, sbrigatevi» li incitò, senza nemmeno pensare quanto fosse temerario mettere fretta a una Aes Sedai. «La febbre lo divora.»
Lan lo guardò di storto. «Non vedi che è stanca? Anche con l’aiuto di un angreal, quel che ha fatto stanotte equivale a correre per il villaggio portando in spalla un sacco di pietre. Non so se vale la pena occuparsi di te, pastore, checché lei ne dica.»
Rand trasalì, ma tenne a freno la lingua.
«Calma, amico mio» disse Moiraine. Senza rallentare, diede al Custode un colpetto sulla spalla. Lan torreggiava su di lei, come per infonderle forza con la sua sola vicinanza. «Tu pensi solo a prenderti cura di me» continuò Moiraine. «Perché lui non dovrebbe pensare lo stesso nei confronti di suo padre?» Lan si accigliò, ma rimase in silenzio. «Più di così non posso correre, Rand, te l’assicuro.»
Rand non seppe a cosa credere: alla fierezza del suo sguardo, o alla calma della sua voce... non proprio gentile, anzi, autoritaria. O forse tutt’e due. Aes Sedai. Si adeguò al passo di Moiraine e cercò di non pensare quale poteva essere il prezzo di cui avrebbero discusso più tardi.
8
Un luogo sicuro
Già nel varcare la soglia Rand cercò con gli occhi suo padre. Tam non si era mosso d’un dito: teneva ancora gli occhi chiusi e respirava in ansiti faticosi, bassi e rauchi. Il menestrello interruppe la conversazione con il sindaco, chino sul letto a sorvegliare Tam, e rivolse a Moiraine un’occhiata inquieta. L’Aes Sedai non gli badò. A dire il vero, non badò a nessuno, escluso Tam: fissò il ferito, con una ruga di concentrazione.
Thom si cacciò fra i denti la pipa spenta, la tolse di bocca, la guardò con rabbia.
«Non si può neppure fumare in pace» brontolò. «Farò meglio ad accertarmi che qualche contadino non mi rubi il mantello per tenere al caldo la mucca. Almeno, fuori posso accendere la pipa.» Uscì in fretta.
Lan, col viso squadrato e inespressivo come pietra, lo guardò uscire. «Quell’uomo non mi piace» disse. «M’ispira diffidenza. Non l’ho visto per niente, ieri notte.»
«C’era» disse Bran, tenendo d’occhio Moiraine. «Non si è certo strinato il mantello al fuoco del camino.»
Anche se il menestrello avesse passato la notte nascosto nella stalla, a Rand non importava. «Mio padre?» disse a Moiraine, in tono supplichevole.
Bran aprì bocca, ma Moiraine lo precedette. «Lasciami con lui, mastro al’Vere» disse. «Qui mi saresti solo d’intralcio.»
Bran esitò, combattuto fra l’avversione a ricevere ordini nella sua stessa locanda e la riluttanza a disubbidire a una Aes Sedai. Alla fine si rialzò e posò la mano sulla spalla di Rand. «Vieni con me, ragazzo» disse. «Lasciamo Moiraine Sedai al suo... ah... al suo... Di sotto c’è un mucchio di lavoro in cui puoi darmi una mano. Prima che tu te ne accorga, Tam sarà lì a chiedere a gran voce la pipa e un boccale di birra.»
«Posso restare?» chiese Rand a Moiraine, anche se l’Aes Sedai pareva non rendersi conto della presenza di nessuno tranne Tam. Bran aumentò la stretta, ma Rand non gli badò. «Per favore. Starò fuori dei piedi. Non ti accorgerai nemmeno di me. È mio padre» soggiunse, con una fierezza che lo stupì e indusse il sindaco a spalancare gli occhi per la sorpresa. Rand si augurò che gli altri l’attribuissero alla stanchezza o alla tensione di avere a che fare con una Aes Sedai.
«Sì, sì» rispose Moiraine, spazientita. Con gesto negligente aveva gettato bastone e mantello sull’unica sedia e ora si arrotolava fino al gomito le maniche della veste, senza mai distogliere l’attenzione da Tam. «Siediti lì. Anche tu, Lan.» Indicò la panca contro la parete. Esaminò lentamente Tam dalla testa ai piedi, ma Rand ebbe la bizzarra impressione che guardasse al di là di Tam. «Parlate pure, se ne avete voglia» continuò lei, con aria assente «ma sottovoce. Tu puoi andare, mastro al’Vere. Questa è una camera da malato, non un salotto. Fai in modo che nessuno mi disturbi.»
Il sindaco brontolò sottovoce, ma non tanto forte da farsi sentire da lei; diede un’ultima stretta a Rand e, seppur riluttante, uscì e si chiuse alle spalle la porta.
Mormorando tra sé, Moiraine si inginocchiò accanto al letto e posò leggermente le mani sul torace di Tam. Chiuse gli occhi e per un bel pezzo non si mosse né disse parola.
Nelle storie, i miracoli delle Aes Sedai erano sempre accompagnati da lampi, tuoni, o altri segni che indicavano l’opera di grandi poteri. Del Potere. L’Unico Potere, tratto dalla Vera Fonte che muoveva la Ruota del Tempo. Ma Rand non aveva voglia di pensare al Potere usato per Tam, né gli piaceva trovarsi nella stanza in cui forse quel Potere operava. Però, a giudicare dalle apparenze, gli parve che Moiraine si fosse addormentata. E, tuttavia, che Tam respirasse con minore difficoltà. Certo Moiraine faceva qualcosa. Rand era così assorto in questi pensieri che sobbalzò, quando Lan gli si rivolse sottovoce.
«Hai una bella spada. Per caso c’è un airone anche sulla lama?»
Per un attimo Rand fissò il Custode, senza afferrare il senso delle parole. Nella foga di trattare con una Aes Sedai, aveva completamente dimenticato la spada di Tam. «Sì, c’è un airone» rispose infine. «Cosa fa, lady Moiraine?»
«Non avrei mai pensato di trovare in un posto come questo una spada col marchio dell’airone» disse Lan.
«È di mio padre.» Rand lanciò un’occhiata alla spada di Lan, la cui elsa era appena visibile sotto il lembo del mantello; le due spade parevano assai simili, ma non c’era traccia di airone, in quella del Custode. Tornò a guardare il letto: Tam respirava meglio, aveva smesso di rantolare. «L’ha comprata molto tempo fa.»
«Un acquisto insolito, per un pastore.»
Rand lo guardò di sottecchi. Un forestiero che si mostrasse curioso a proposito della spada, era un ficcanaso. Invece un Custode... Eppure si sentì obbligato a dire qualcosa. «Non gli è mai servita, per quanto ne so. Ha detto che non sapeva che farsene. Fino a ierinotte, comunque. Prima, non sapevo nemmeno che l’avesse.»
«Ah, la considerava inutile, eh? Ma certo non è sempre stato di questa idea.» Col dito sfiorò il fodero. «In certi posti, l’airone è il simbolo del mastro spadaccino. Questa spada ha percorso una strada bizzarra, per finire nelle mani di un pastore dei Fiumi Gemelli.»
Rand non badò alla domanda implicita. Moiraine ancora non si era mossa. Ma faceva davvero qualcosa, l’Aes Sedai? Con un brivido Rand si strofinò le braccia: non era sicuro di voler sapere che cosa la donna facesse. Una Aes Sedai.
Allora gli venne in mente una domanda, che non avrebbe voluto fare, ma di cui gli serviva la risposta. «Il sindaco...» Si schiarì la voce, inspirò a fondo. «Il sindaco ha detto che, se è rimasto qualcosa del villaggio, lo si deve a te e a lei.» Si costrinse a guardare il Custode. «Se ti avessero detto che nei boschi c’era un uomo... un uomo che metteva paura solo a guardarlo... saresti stato in guardia? Un uomo il cui cavallo non fa rumore? Il cui mantello non è mosso dal vento? Avresti saputo cosa stava per accadere? Tu e Moiraine potevate impedirlo, se aveste saputo della sua presenza?»