La Luna è una severa maestra [The Moon is a Harsh Mistress - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1966
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Antonangelo Pinna
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «La Luna è una severa maestra [The Moon is a Harsh Mistress - it]». Краткое содержание книги:
— Allora, Prof ha ragione? — chiesi.
— Un momento, Man. C’è la soluzione proposta dal Professore nel suo discorso di ieri sera: il baratto con la Terra, tonnellata contro tonnellata.
— Sì, ma è irrealizzabile.
— Se il costo sarà sufficientemente basso, la Terra sarà disposta ad assumerselo. Ciò potrà essere ottenuto con un semplice affinamento delle teorie già note, non con l’invenzione geniale di una nuova teoria: basterà trovare il modo di organizzare un trasporto merci dalla Terra alla Luna che sia a buon mercato come la catapulta Luna-Terra.
— E lo chiami semplice?
— Lo chiamo semplice a paragone con l’altro problema, Man.
— Caro Mike, quanto tempo ci vorrà? Quando riusciremo a trovare il sistema?
— Wyoh, la mia previsione, molto approssimativa e basata su pochi dati e su molte ipotesi intuitive, sarebbe nell’ordine di cinquant’anni.
— Cinquant’anni? Ma non è niente! Possiamo istituire il mercato libero.
— Wyoh, ho detto nell’ordine di cinquant’anni, non cinquant’anni.
— È diverso?
— Molto diverso — le risposi io. — Mike ha detto, in sostanza, che non si aspetta che ciò avvenga prima di cinque anni, ma che non sarebbe sorpreso se avvenisse fra cinquecento. Vero, Mike?
— Proprio così, Man.
— Allora abbiamo bisogno di un’altra previsione. Prof ha notato che noi inviamo sulla Terra acqua e sostanze organiche trasformate in grano e che non riceviamo acqua in cambio. D’accordo, Wyoh?
— Oh, certamente. Solo che non lo ritengo un problema urgente. Lo risolveremo quando ci si presenterà.
— Va bene. Allora, Mike: niente trasporto a basso costo dalla Terra alla Luna, niente trasformazione controllata. Fra quanti anni saremo nei guai?
— Sette anni.
— Sette anni! — Wyoh scattò in piedi e guardò esterrefatta il telefono. — Mike, tesoro. Non starai dicendo sul serio?
— Wyoh — fece Mike, più triste che mai — ho fatto del mio meglio. Il problema ha un numero di variabili infinitamente alto. Ho raggiunto diverse migliaia di soluzioni, partendo da altrettante ipotesi. La soluzione più favorevole l’ho ottenuta presumendo nessun aumento del numero di tonnellate di grano spedite, nessun aumento della popolazione lunare, il che significa rigido controllo delle nascite, e un enorme aumento delle ricerche di ghiaccio per conservare le riserve idriche: risultato, poco più di vent’anni. Tutte le altre soluzioni erano peggiori.
Wyoh, tornata calma, chiese: — Che cosa succederà fra sette anni?
— Ho ottenuto la previsione di sette anni sulla base della situazione attuale, mantenendo immutata l’attuale politica dell’Ente e calcolando empiricamente le variabili in base all’esperienza del passato: una previsione cauta che ha la maggior probabilità di avverarsi. Nel duemilaottantadue mi aspetto l’inizio dei disordini per carestia. Il cannibalismo non dovrebbe cominciare prima del duemilaottantaquattro.
— Cannibalismo! — Wyoh si volse e nascose la faccia tra le braccia del Professore.
Lui l’accarezzò gentilmente e le disse: — Mi dispiace, Wyoh. La gente non si rende conto di quanto sia precaria la nostra ecologia. Anch’io mi sento scosso. So che l’acqua scorre a valle… ma non immaginavo che raggiungesse il fondo così terribilmente in fretta.
Wyoh si raddrizzò e il suo volto era di nuovo sereno. — Va bene, Professore, mi ero sbagliata. Dovremo imporre l’embargo con tutte le conseguenze. Diamoci da fare. Facciamoci dire da Mike che probabilità di successo abbiamo. Ti fidi anche tu, ora, non è vero?
— Sì, mia cara signorina, mi fido. Bisogna che Mike sia con noi. Allora, Manuel?
Ci volle tempo per convincere Mike che volevamo fare sul serio, per fargli capire che i suoi scherzi avrebbero potuto ucciderci (tenete presente che una macchina non sa niente della morte) e per farci assicurare che poteva e voleva conservare i nostri segreti qualunque fosse il mezzo impiegato per estorcerli… compresi i nostri segnali in codice non usati da noi. Mike era offeso dal fatto che io potessi dubitare di lui, ma la faccenda era troppo importante per rischiare il minimo incidente.
Ci vollero poi due ore per programmare, riprogrammare, mutare premesse, controllare problemi collaterali prima che tutti e quattro, Mike, Prof, Wyoh e io fossimo soddisfatti della definizione del problema fondamentale. E cioè: quali possibilità di successo avrebbe avuto una rivoluzione… anzi, questa rivoluzione, guidata da noi, nata con lo scopo di rovesciare l’Ente prima che cominciassero i disordini per la carestia, e condotta contro tutto il potere della Terra e cioè contro undici miliardi di individui disposti a schiacciarci e a sottoporci alla loro volontà. Il tutto senza cappelli magici da cui estrarre conigli bianchi, e con la certezza di andare incontro a tradimenti, oltreché alla stupidità e alla debolezza umana, e con il fatto che nessuno di noi tre era un genio né una figura di primo piano nella politica della Luna.
Prof volle assicurarsi che Mike conoscesse la storia, la psicologia, l’economia e chissà quante altre cose ancora. Verso la fine della discussione, Mike tirava fuori più circostanze variabili di quante ne poteva immaginare il Professore.
Alla fine decidemmo che la programmazione di Mike era completata o che per lo meno non eravamo capaci di pensare ad altri fattori significativi. A questo punto, Mike disse: — È un problema indeterminato. Come devo risolverlo? Pessimisticamente? Ottimisticamente? O con una serie di previsioni da una curva, o da diverse curve? Professore, amico mio, che ne pensa? E tu, Manuel?
Risposi: — Mike, quando getto un dado, c’è una probabilità su sei che venga un asso. Non chiedo a un altro di agitare il bussolotto, non calibro il dado, né mi preoccupo che qualcuno ci soffi sopra. Non farti guidare dal pessimismo, né dall’ottimismo, non gettarci addosso curve incomprensibili. Rispondi con una frase sola: quante possibilità? Pari? Una contro mille? Nessuna? O quella che sarà.
— Sì, Manuel Garcia O’Kelly, mio primo amico.
Per tredici minuti ci fu il silenzio più assoluto, interrotto solo da Wyoh che si mordeva le nocche delle dita. Non avevo mai visto Mike meditare tanto a lungo una risposta. Doveva aver consultato tutti i libri archiviati nella sua memoria ed estratto a caso tutti i numeri del suo infinito pallottoliere. Incominciavo a temere che i suoi circuiti si fossero sovraccaricati e che avesse bruciato qualche cosa o avesse avuto una crisi cibernetica, che richiede l’equivalente elettronico di una lobotomia.
Infine parlò. — Manuel, amico mio, sono terribilmente infelice.
— Che c’è, Mike?
— Ho provato e riprovato, controllato e ricontrollato: c’è solo una probabilità su sette di vincere!
12
Guardo Wyoh, lei guarda me. Ridiamo. Faccio un salto e urlo Hurrà!. Wyoh scoppia in pianto, butta le braccia intorno al collo del Professore e lo bacia.
Mike disse con voce lamentosa: — Non capisco. Le probabilità sono sette a uno contro di noi, non a nostro favore.
Wyoh smise di soffocare il Prof ed esclamò: — L’avete sentito? Mike ha detto noi. Ha incluso se stesso.
— Naturalmente. Mike, vecchio delinquente, abbiamo capito. Hai mai conosciuto un vero Lunare che si rifiuti di fare una scommessa quando ha una splendida, enorme probabilità su sette di vincere?
— Conosco solo voi tre. Non basta per disegnare una curva.
— Ecco… noi siamo Lunari. I Lunari amano il gioco d’azzardo. All’inferno, dobbiamo amarlo! Ci hanno deportato quassù ed erano pronti a scommettere con noi che non saremmo sopravvissuti. Gliel’abbiamo fatta. E gliela faremo ancora! Wyoh. Dove hai messo la tua borsetta? Tira fuori il berretto rosso. Mettilo a Mike. Bacialo. E beviamoci sopra. Un bicchierino anche per Mike… Vuoi bere, Mike?