Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Научная фантастика » Io, Nomikos, l'immortale [...And Call Me Conrad - it]
Io, Nomikos, l'immortale [...And Call Me Conrad - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Io, Nomikos, l'immortale [...And Call Me Conrad - it]

Электронная книга - «Io, Nomikos, l'immortale [...And Call Me Conrad - it]». Краткое содержание книги:

Anche pubblicato como “Io, l’immortale”.

“Io, Nomikos, l’immortale” è la secca risposta che Conrad Nomikos dà a chiunque voglia indagare sull’enigma del suo passato oscuro e misterioso. Tuttavia l’unica cosa che si sa con certezza sul suo conto è forse proprio questa: che il suo vero nome non è Conrad. Chi egli sia in realtà è una domanda cui è impossibile rispondere. Secondo alcuni egli ha avuto un tempo un nome diverso, quello del liberatore della Terra, l’uomo che ha combattuto contro l’impero stellare di Vega conquistando l’indipendenza del nostro mondo; secondo altri egli è invece Karaghiosis l’assassino; l’ipotesi più ardita è che si tratti di un essere vecchio quanto la storia della Terra, forse addirittura del mitico e temibile dio Pan! Per il momento Conrad deve fare da guida a un inviato del pianeta Vega, Cort Myshtigo, e condurlo a visitare le bellezze della Grecia antica e dell’antico Egitto rimaste ancora intatte dopo la breve guerra atomica che ha popolato di crateri radioattivi e di mostri mutanti il nostro pianeta.
Ma i fini dell’ambasciatore vegano in realtà sono ben diversi da quelli dichiarati: da questa visita dipende il futuro stesso dei Terrestri e la posizione che la Terra avrà tra i pianeti della Galassia, e il ruolo di Conrad Nomikos sarà molto più importante di quello di semplice accompagnatore.

Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1966.
1 ... 18 19 20 21 22 23 24 25 26 ... 45
Перейти на страницу:

Tacqui.

— Ti ho visto molte volte, altero nella tua Uniforme Nera, a bere rum come fosse acqua, sicuro di qualcosa di cui non parli mai, arrogante della tua forza. Ti butteresti a corpo morto a lottare contro qualunque cosa si muova, non è vero?

— Non contro le formiche rosse o i calabroni.

— Hai un qualche piano generale di cui noi non sappiamo niente? Diccelo, e ti aiuteremo a realizzarlo.

— È un’idea tua che io sia Karaghiosis. Ti ho spiegato perché Hasan mi ha chiamato con quel nome. Phil conosceva Karaghiosis, e tu conosci Phil. Ti ha mai detto qualcosa del genere?

— Sai che no. È amico tuo, e non tradirebbe mai la tua fiducia.

— Oltre al nome con cui m’ha chiamato Hasan, esiste qualche altra prova della mia presunta identità?

— Non esiste alcuna descrizione registrata di Karaghiosis. Sei stato piuttosto preciso.

— Allora è tutto a posto. Vattene, e non disturbarmi più.

— No. Per favore.

— Hasan ha cercato d’uccidermi.

— Sì. Deve aver pensato che era più facile ucciderti che tenerti fuori dai piedi. Dopo tutto sa più cose di te, di quante ne sappiamo noi.

— Allora perché mi ha salvato dal boadrillo, oggi?

— Preferirei non dirtelo.

— Allora vattene.

— No, te lo dirò. L’assagai era l’unica cosa a portata di mano. Non è ancora molto abile nel maneggiarla. Non stava cercando di colpire il boadrillo.

— Oh.

— Ma non stava nemmeno mirando a te. Quella bestia s’agitava troppo. Hasan voleva uccidere il vegano, e avrebbe semplicemente detto che aveva cercato di salvarvi tutti e due con l’unica cosa a disposizione; e che era successo un terribile incidente. Sfortunatamente, il terribile incidente non è successo. Ha sbagliato il colpo.

— Perché non ha lasciato uccidere il vegano dal boadrillo?

— Perché tu avevi già messo le mani sulla bestia. Hasan temeva che tu potessi ancora salvarlo. Ha paura delle tue mani.

— Lieto di saperlo. E continuerà a provarci, anche se rifiuto di cooperare?

— Ho paura di sì.

— È una cosa molto spiacevole, mia cara, perché io non lo permetterò.

— Non lo fermerai. E noi non gli diremo di smetterla. Anche se tu sei Karaghiosis, e ferito, e la mia disperazione per te riempie l’orizzonte, Hasan non si lascerà fermare né da te né da me. Hasan è l’assassino. Non ha mai fallito.

— Nemmeno io.

— Sì che hai fallito. Proprio adesso, tradendo la Radpol e la Terra e tutto ciò che significa qualcosa.

— Resto sempre della mia opinione, donna. Riprendi la tua strada.

— Non posso.

— Perché mai?

— Se non lo sai, allora Karaghiosis è davvero il pazzo, il buffone, il personaggio d’un gioco d’ombre.

— Un uomo di nome Thomas Carlyle ha parlato una volta di eroi e di eroismo. Anche lui era pazzo. Credeva che esistessero creature del genere. L’eroismo è solo una questione di circostanze e d’opportunismo.

— A volte c’entrano anche gli ideali.

— Cos’è un ideale? Lo spettro d’uno spettro, niente di più.

— Non dirmi cose del genere, per piacere.

— Devo; sono vere.

— Menti, Karaghiosis.

— No, ma se lo faccio, è per il meglio, ragazza.

— Sono vecchia abbastanza da essere la bisnonna di chiunque tranne te, e così non chiamarmi «ragazza». Lo sai che i miei capelli sono una parrucca?

— Sì.

— Lo sai che una volta ho contratto una malattia vegana, e che è per questo che devo portare una parrucca?

— No. Mi dispiace molto. Non lo sapevo.

— Quand’ero giovane, molto tempo fa, lavoravo in un locale per vegani. Ero una ragazza di piacere. Non ho mai dimenticato l’ansimare dei loro orribili polmoni contro il mio corpo, o il tocco di quella loro pelle del colore dei cadaveri. Li odio, Karaghiosis, in un modo che solo un individuo come te può capire, uno che ha provato tutti i veri grandi odii.

— Mi spiace, Diane, mi spiace che tu senta ancora la ferita. Ma non sono pronto a muovermi. Non fatemi fretta.

— Allora sei Karaghiosis?

— Sì.

— Sono soddisfatta; almeno in parte.

— Ma il vegano vivrà.

— Vedremo.

— Sì, vedremo. Buonanotte.

— Buonanotte, Conrad.

E mi alzai, e la lasciai lì, e tornai alla mia tenda. Più tardi, di notte, venne da me. Si sollevarono i lembi della tenda e le coperte del letto, e lei fu lì. E quando avrò dimenticato tutto di lei, il rosso della sua parrucca e la piccola «v» capovolta tra gli occhi, e le sue mascelle serrate, e il suo parlare a denti stretti, e tutto il manierismo dei suoi gesti, e il suo corpo caldo come il cuore d’una stella, e il suo strano interessamento per l’uomo che ero stato una volta, ricorderò sempre questo: che venne da me quando ne avevo bisogno, che era calda, morbida, e che venne da me…

La mattina seguente, dopo colazione, ero in cerca di Myshtigo, ma fu lui a trovarmi per primo. Ero giù al fiume, e stavo parlando con gli uomini che dovevano prendere in consegna la feluca.

— Conrad — disse lui dolcemente, — posso parlarle?

Annuii e feci cenno in direzione d’una gola scavata dal fiume.

— Facciamo due passi da questa parte. Qui ho finito.

C’incamminammo.

Dopo un minuto disse: — Lei sa che sul mio mondo esistono diversi sistemi di disciplina mentale, sistemi che talora producono capacità extra-sensoriali…

— Così ho sentito raccontare — asserii.

— Diversi vegani, prima o poi, provano a sperimentarli. Alcuni hanno un’abilità naturale per queste cose; molti no. Ma quasi tutti, comunque, hanno la capacità di accorgersi quando i processi extra-sensoriali entrano in azione.

— Sì?

— Io non sono telepatico, ma so che lei possiede questa abilità perché l’ha usata con me la notte scorsa. Ho potuto sentirlo. È una dote piuttosto rara tra la sua gente, sicché non me l’ero aspettata e non avevo preso nessuna misura per prevenirla. Inoltre, lei m’ha colto nel momento più adatto. Di conseguenza la mia mente le era completamente aperta. Devo sapere quanto lei abbia appreso.

E così sembrava che ci fosse davvero un elemento extra-sensoriale connesso con le mie visioni pseudo-telepatiche. Di solito contenevano soltanto le apparenti percezioni immediate del soggetto, e la possibilità di dare un’occhiata ai pensieri e alle sensazioni connesse con le parole da lui pronunciate: ma qui di solito mi sbagliavo. La domanda di Myshtigo significava semplicemente che lui non sapeva quanto a fondo fossi andato; avevo sentito dire che certi sonda-mente professionisti vegani potevano arrivare addirittura al subconscio. Così decisi di bluffare.

— Ho dedotto che lei non sta scrivendo un semplice libro di viaggio — dissi.

Lui non ribatté.

— Sfortunatamente, non sono l’unico al corrente della cosa — continuai, — e questo la mette in una situazione abbastanza pericolosa.

— Perché? — chiese d’improvviso.

— Forse la fraintendono — azzardai.

Scosse la testa.

— Chi sono?

— Spiacente.

— Ma devo saperlo.

— Spiacente di nuovo. Se vuole andarsene, posso riportarla al Porto oggi stesso.

— No, non posso farlo. Devo continuare. Come devo comportarmi?

— Mi dica qualcosa di più, e le darò qualche suggerimento.

— No, lei sa già troppo… Allora questa deve essere la vera ragione della presenza di Dos Santos — aggiunse rapidamente. — È un moderato. L’ala attivista della Radpol deve avere saputo qualcosa della faccenda e, come dice lei, ha… frainteso. Lui sa il pericolo che corro. Forse dovrei andare da lui…

1 ... 18 19 20 21 22 23 24 25 26 ... 45
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)