Il signore del caos
- Автор: Джордан Роберт
- Серия: La Ruota del Tempo #6
- Язык: итальянский
- Переводчик: Valeria Ciocci
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Il signore del caos». Краткое содержание книги:
«Be’, non era un errore» rispose Egwene. Il turno di Nisao? Non avrebbe chiesto nulla in quel momento; Nynaeve non ne sembrava contenta e lei voleva che quello fosse un istante felice. Prendendo la sedia dietro al tavolo, vide due bei cuscini imbottiti e sorrise. Chesa. «Adesso ci sediamo e parliamo, poi vi aiuterò a trovare i due vestiti più belli di Salidar. Ditemi delle vostre scoperte. Anaiya ha accennato qualcosa, anche Sheriam, ma non sono riuscita a farle fermare abbastanza da avere anche dei dettagli.»
Le due si bloccarono quasi simultaneamente mentre si stavano sedendo e si scambiarono un’occhiata. Sembravano riluttanti a parlare di altro che non fosse la guarigione di Nynaeve su Siuan e Leane — la donna ripeté tre volte, decisamente ansiosa, che la guarigione di Logain era stata accidentale — e i successi di Elayne con i ter’angreal. Erano imprese notevoli, soprattutto quelle di Nynaeve, ma non facevano altro che ripetere gli stessi racconti e ogni volta Egwene si complimentava con loro e diceva quanto le invidiava. I tentativi di dimostrazione non durarono a lungo. Egwene non aveva un gran talento con la guarigione, meno che mai con quell’intrico complesso che Nynaeve intesseva senza nemmeno pensare e, anche se lei aveva una certa confidenza con i metalli e una discreta forza nell’uso di Fuoco e Terra, con Elayne si sentì smarrita quasi subito. Ovviamente loro volevano sapere com’era la vita fra gli Aiel. A giudicare dalle occhiate stupite e le risate nervose che si interrompevano d’improvviso, non era certa che credessero a quanto stava raccontando, e non aveva nemmeno rivelato tutto. Parlare degli Aiel portò naturalmente il discorso su Rand. Entrambe le donne la fissarono mentre raccontava dell’incontro di Rand con le Aes Sedai. Concordarono sul fatto che stesse guadando acque più profonde di quel che pensava e avesse bisogno di qualcuno che lo guidasse, prima di finire in una buca. Elayne pensava che in questo Min avrebbe potuto aiutarlo, una volta che l’ambasciata avesse raggiunto Cairhien — era la prima volta che Egwene sentiva parlare di Min con l’ambasciata, o anche solo di lei a Salidar — benché per la verità sembrasse accalorata. Inoltre mormorò qualcosa di decisamente insolito, come se si trattasse di una verità che non voleva sentire.
«Min è una donna migliore di me.» Per qualche motivo ottenne un’occhiata comprensiva da Nynaeve. «Vorrei essere lì» proseguì Elayne con voce più forte. «Per guidarlo, intendo dire.» Guardò da Egwene a Nynaeve, con le guance rosse. «Be’, anche per quello.» Le altre due cominciarono a ridere talmente forte che caddero quasi dalle sedie ed Elayne si unì subito a loro.
«C’è qualcosa di buono da dire, Elayne» disse Egwene senza fiato, ancora nel tentativo di riprendersi. Quindi si accorse di cosa stava cercando di dire e del perché. Luce, in quale ginepraio si era infilata, e mentre rideva! «Mi dispiace per tua madre, Elayne. Non sai quanto ho desiderato di poterti porgere le mie condoglianze prima di tutto questo.» Elayne sembrò confusa, com’era giusto che fosse. «Quello che volevo dirti è che Rand intende offrirti il trono del Leone e quello del Sole.»
Con sua sorpresa, Elayne si sedette con la schiena rigida.
«Vuole farlo, eh?» disse con voce fredda e atona. «Vuole darli a me.» Sollevò leggermente il mento. «Io ho alcuni diritti sul trono del Sole e, se decido di tentare, l’otterrò a pieno titolo, di mia iniziativa. Per quanto riguarda il trono del Leone, Rand al’Thor non ha alcun diritto — nessuno! — di darmi quanto già mi appartiene.»
«Sono sicura che non era ciò che intendeva» protestò Egwene. Ma cosa intendeva davvero Rand? si chiese. «Ti ama, Elayne. So che è così.»
«Se solo fosse così semplice» mormorò l’altra, qualsiasi cosa significasse.
Nynaeve tirò su con il naso. «Gli uomini dicono sempre che non intendevano le cose nel modo in cui le hanno pronunciate. Viene da pensare che parlino una lingua diversa.»
«Quando riuscirò a mettergli di nuovo le mani addosso,» aggiunse Elayne con fermezza «gli insegnerò a esprimersi nella lingua giusta. Fare delle concessioni a me!»
La sola cosa che Egwene riuscì a fare fu non ridere di nuovo. La prossima volta che Elayne fosse riuscita a mettere le mani addosso a Rand, sarebbe stata troppo impegnata a cercare dei luoghi riservati per insegnargli qualcosa. La situazione le ricordava molto i vecchi tempi. «Adesso sei un’Aes Sedai, quindi puoi andare da lui in qualsiasi momento. Nessuno può fermarti.» Le due donne si scambiarono una rapida occhiata.
«Il Consiglio non permette a nessuna di andare via tanto facilmente» rispose Nynaeve. «E, anche se potesse, abbiamo trovato qualcosa che penso sia più importante.»
Elayne annuì con convinzione. «Lo credo anche io. Ammetto che il mio primo pensiero quando ho sentito che eri stata eletta Amyrlin è stato che forse adesso io e Nynaeve avremmo finalmente potuto andare a cercarla. Be’, il secondo; il primo è stato una specie di stordimento gioioso.»
Egwene batté le palpebre, confusa. «Avete trovato qualcosa, ma adesso dovete andarla a cercare.» Sporgendosi in avanti dalle sedie, le due risposero con impazienza, quasi accavallandosi.
«L’abbiamo trovata» confermò Elayne «ma solo nel tel’aran’rhiod.»
«Abbiamo usato il bisogno» aggiunse Nynaeve. «Avevamo di sicuro bisogno di qualcosa.»
«Si tratta di una scodella,» proseguì Elayne «un ter’angreal, e penso che sia abbastanza forte da cambiare le condizioni atmosferiche.»
«Solo che si trova da qualche parte a Ebou Dar, un intrico orrendo di strade senza il minimo segno di qualcuno o qualcosa che fosse d’aiuto. Il Consiglio ha inviato una lettera a Merilille, ma lei non lo troverà mai.»
«Specie perché dovrebbe essere impegnata a convincere la regina Tylin che la vera Torre Bianca si trova qui.»
«Abbiamo spiegato che serve un uomo per incanalare e farlo funzionare.» Nynaeve sospirò. «Certo, è successo prima di Logain, anche se non penso che si fiderebbero di lui.»
«Non c’è davvero bisogno di un uomo» intervenne Elayne. «Volevo solo far credere loro di avere ‘bisogno’ di Rand. Non so quante donne servano; forse un intero circolo di tredici elementi.»
«Elayne dice che è potente, Egwene. Potrebbe rimettere a posto il clima. Darei il benvenuto alla scodella solo per vedere ristabilito il mio senso del tempo atmosferico.»
«La scodella può rimetterlo a posto, Egwene.» Elayne scambiò delle occhiate allegre con Nynaeve. «La sola cosa che devi fare è inviarci a Ebou Dar.»
Il fiume di informazioni si placò ed Egwene si appoggiò allo schienale della sedia. «Farò ciò che posso. Forse le altre non obietteranno, adesso che siete Aes Sedai.» Aveva invece l’impressione che si sarebbero opposte. Promuoverle le era sembrato un gran colpo, ma adesso cominciava credere che non fosse poi tanto semplice.
«Ciò che puoi?» ribatté incredula Elayne. «Sei l’Amyrlin Seat. Tu dai un ordine e le Aes Sedai si mettono sull’attenti.» Le fece un sorriso. «Dammene uno e te lo dimostro.»
Egwene cambiò posizione facendo una smorfia. «Sono l’Amyrlin, ma... Elayne, Sheriam non deve sforzarsi troppo per ricordarsi di una novizia di nome Egwene che fissava tutto con occhi strabuzzati e veniva spedita a rastrellare i viottoli del nuovo giardino per aver mangiato mele dopo l’ora di andare a letto. Ha intenzione di guidarmi passo passo e forse di prendermi per la collottola e spingermi. Romanda e Lelaine volevano entrambe essere Amyrlin, e anche loro vedono ancora quella novizia. Anche loro vogliono mostrarmi come muovere i miei passi, proprio come Sheriam.»
Nynaeve si accigliò preoccupata, ma Elayne era indignata. «Non puoi permettere loro di farla franca nel tentativo di... essere prepotenti con te. Sei l’Amyrlin. È l’Amyrlin che dice al Consiglio cosa fare, non il contrario. Devi farti valere e mostrare loro chi sei.»