Memoria di luce
- Автор: Сандерсон Брендон, Jordan Rorbert
- Серия: La Ruota del Tempo #14
- Язык: итальянский
- Переводчик: Gabriele Giorgi
- Жанр: Фэнтези
Электронная книга - «Memoria di luce». Краткое содержание книги:
«Era la nostra punizione» sussurrò Dannil. «A quelli che deludono il nostro padrone viene ordinato di andare a prendere un albero tagliato con le proprie mani. Se gli sciami di morte o i ramoscelli non ti uccidono, il rumore delle asce attira altre cose…»
Rand si accigliò mentre giungevano su una strada che portava alla cittadina e alla sua fortezza oscura. Sì, questo posto era familiare. La Strada della Cava, pensò Rand sorpreso. E quella davanti… La fortezza dominava quello che un tempo era stato il Parco al centro di Emond’s Field.
La Macchia aveva consumato i Fiumi Gemelli.
Le nuvole in cielo parevano premere su Rand, e lui udì le urla di Jori nella sua testa. Vide di nuovo Tam dibattersi mentre veniva strangolato.
Non è reale.
Questo era ciò che sarebbe successo se Rand avesse fallito. Così tante persone dipendevano da lui… Così tante. Alcune le aveva già deluse. Doveva combattere per impedirsi di ripensare all’elenco di coloro che erano morti al suo servizio. Perfino se avesse salvato altri, aveva fallito nel proteggere questi.
Era un attacco di diverso tipo da quello di colui che aveva cercato di distruggere la sua essenza. Rand lo percepì: il Tenebroso insinuava i suoi tentacoli dentro di lui, infettandogli la mente con preoccupazione, dubbio, paura.
Dannil lo condusse alle mura del villaggio dove un paio di Myrddraal con i loro mantelli immobili sorvegliavano i cancelli. Scivolarono in avanti. «Sei stato mandato a raccogliere legna» sussurrò uno con labbra troppo bianche.
«Io… Io ho portato questo!» disse Dannil, allontanandosi barcollando. «Un dono per il nostro padrone! Sa incanalare. L’ho trovato per voi!»
Rand ringhiò, poi si lanciò di nuovo verso l’Unico Potere, nuotando tra la lordura. Raggiunse quel rivoletto di saidin, afferrandolo.
Fu sbattuto via immediatamente dalla sua presa. Uno schermo scivolò tra lui e la Fonte.
«Non è reale» mormorò mentre si voltava per vedere chi avesse incanalato.
Nynaeve attraversò i cancelli cittadini a grandi passi, vestita di nero. «Un selvatico?» chiese. «Mai scoperto prima? Come ha fatto a sopravvivere così a lungo? Hai agito bene, Dannil. Ti restituisco la tua vita. Non fallire di nuovo.»
Dannil pianse di gioia, poi superò Nynaeve e si precipitò nella città.
«Non è reale» disse Rand mentre Nynaeve lo legava con flussi di Aria, poi lo trascinava nella versione di Emond’s Field del Tenebroso, con i due Myrddraal che la precedevano rapidi. Era una grande città ora. Le case davano l’impressione di topi radunati davanti a un gatto, ciascuna dello stesso grigiore uniforme. Gli abitanti sgattaiolavano per i vicoli, gli occhi bassi.
La gente si sparpagliava davanti a Nynaeve, a volte chiamandola ‘padrona’. Altri la chiamavano Prescelta. I due Myrddraal attraversarono rapidi la città, come ombre. Quando Rand e Nynaeve raggiunsero la fortezza, un gruppetto si era radunato nel cortile. Dodici persone: Rand poteva percepire che i quattro uomini del gruppo trattenevano saidin, anche se tra loro riconobbe solo Damer Flinn. Un paio delle donne erano ragazze che aveva conosciuto ai Fiumi Gemelli.
Erano in tredici. E tredici Myrddraal, radunati sotto il cielo coperto. Per la prima volta dall’inizio della visione, Rand provò paura. Non questo. Tutto ma non questo.
E se l’avessero Convertito? Questo non era reale, ma era una versione della realtà. Un mondo riflesso, creato dal Tenebroso. Cosa sarebbe successo a Rand se l’avessero Convertito qui? Era stato intrappolato così facilmente?
Iniziò a dibattersi in preda al panico contro i lacci di Aria. Era inutile, naturalmente.
«Sei davvero un tipo interessante» disse Nynaeve, voltandosi verso di lui. Non sembrava avere un giorno di più di quando l’aveva lasciata nella caverna, ma c’erano altre differenze. Portava di nuovo i capelli in una treccia, ma il suo volto era più esile, più… severo. E quegli occhi.
Gli occhi erano tutti sbagliati.
«Come sei sopravvissuto là fuori?» gli chiese lei. «Come hai fatto a non essere scoperto per tutto questo tempo?»
«Provengo da un posto dove il Tenebroso non regna.»
Nynaeve rise. «Ridicolo. Un racconto per bambini. Il Sommo Signore regna da sempre.»
Rand poteva vederlo. Il collegamento al Disegno, lo scintillio di mezze verità e di strade in ombra. Questa eventualità… poteva accadere. Era un sentiero che il mondo poteva intraprendere. Il Tenebroso, qui, aveva vinto l’Ultima Battaglia e aveva spezzato la Ruota del Tempo.
Quello gli aveva permesso di ricostruirlo, di tessere il Disegno in un modo nuovo. Tutti coloro che erano vivi avevano dimenticato il passato e adesso sapevano solo quello che il Tenebroso aveva inserito nelle loro menti. Rand poteva leggere la verità, la storia di questo posto, nei fili del Disegno che aveva toccato prima.
Nynaeve, Egwene, Logain e Cadsuane adesso facevano parte dei Reietti, Convertiti all’Ombra contro la loro volontà. Moiraine era stata giustiziata perché troppo debole.
Elayne, Min, Aviendha… Loro erano state consegnate a una tortura interminabile a Shayol Ghul.
Il mondo era un incubo vivente. Ogni membro dei Reietti governava come un despota sulla propria piccola parte di mondo. Regnava un autunno senza fine mentre mettevano eserciti, Signori del Terrore e fazioni gli uni contro gli altri. Una battaglia eterna.
La Macchia si era estesa a ogni oceano. Seanchan non esisteva più, bruciato e in rovina a un punto tale che nemmeno ratti e corvi potevano sopravvivere lì. Chiunque fosse in grado di incanalare veniva scoperto da giovane e Convertito. Il Tenebroso non gradiva il rischio che qualcuno potesse riportare speranza al mondo.
E nessuno l’avrebbe mai fatto.
Rand urlò quando i tredici cominciarono a incanalare.
«Questo è il vostro peggio?» gridò Rand.
Premettero la loro volontà contro la sua. Lui li percepì come chiodi conficcati nel cranio, che gli separavano la carne. Spinse indietro con tutto ciò che aveva, ma gli altri iniziarono una pressione pulsante. Ciascun colpo, come quello di un’ascia, andava sempre più vicino a penetrare dentro di lui.
È così vinco.
Il fallimento colpì Rand con forza, la consapevolezza che quello che succedeva qui era colpa sua. Nynaeve, Egwene, Convertite all’Ombra a causa sua. Quelli che amava, diventati giocattoli per l’Ombra.
Rand avrebbe dovuto proteggerli.
Io vinco. Di nuovo.
«Pensi che io sia lo stesso giovane che Ishamael ha tentato con tutte le sue forze di spaventare?» urlò Rand, ricacciando indietro terrore e vergogna.
Lo scontro è terminato.
«Non è nemmeno cominciato!» urlò Rand.
La realtà attorno a lui si frantumò di nuovo in nastri di luce. La faccia di Nynaeve andò in pezzi, sbrindellandosi come merletto con un filo sciolto. La terra si disintegrò e la fortezza cessò di esistere.
Rand cadde da fasci d’Aria che non erano mai stati completamente lì. La realtà che il Tenebroso aveva creato, fragile, si dissipò nelle sue componenti. Fili di luce si staccarono come una spirale, fremendo come le corde di un’arpa.
Attendevano di essere intessuti.
Rand prese un respiro profondo tra i denti e alzò lo sguardo verso l’oscurità oltre i fili. «Stavolta non me ne starò seduto passivamente a subirlo, Shai’tan. Non sarò prigioniero dei tuoi incubi. Sono diventato qualcosa di più grande di ciò che ero un tempo.»
Rand afferrò quei filamenti che ruotavano attorno a lui, prendendoli… Centinaia e centinaia. Non c’erano Fuoco, Aria, Terra, Acqua o Spirito qui… Questi erano in qualche modo più basilari, più variegati. Ciascuno era individuale, unico. Invece di Cinque Poteri, ce n’erano migliaia.
Rand li prese, li raccolse e tenne in mano il tessuto della creazione stessa.
Poi lo incanalò, filandolo in una diversa possibilità.