Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » La maga di Eld [The Forgotten Beasts of Eld - it]
La maga di Eld [The Forgotten Beasts of Eld - it] - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

La maga di Eld [The Forgotten Beasts of Eld - it]

Электронная книга - «La maga di Eld [The Forgotten Beasts of Eld - it]». Краткое содержание книги:

Molte sono le leggende nate intorno alle buie foreste che ricoprono il misterioso monte Eld, e sempre vengono sussurrate con un filo di voce. Si narra che il possente mago Heald abbia avuto un solo figlio, l’ombroso Myk con un occhio grigio e un occhio nero, e che sul monte Eld il figlio del mago abbia attirato a sé dai quattro angoli del mondo creature leggendarie: l’orso Cyrin, che risponde a tutti gli enigmi tranne uno, il drago Gyld, intento a custodire il suo incredibile tesoro, e il cigno nero di Terleth. Si narra anche che il figlio di Myk, il cupo Ogam, abbia continuato la collezione chiamando a sé il mortale falco Ter e il magico gatto nero Moriah, artefice di sottili incantesimi… Ma oggi sotto la cupola di cristallo nascosta sul monte Eld vive la figlia di Ogam, la bellissima vergine maga Sybel, e i suoi tentativi per attirare Liralen, l’ultimo animale magico del mondo che ancora manca alla sua collezione, sono interrotti dall’arrivo di un cavaliere che chiede asilo per il figlio di un re spodestato. Il mondo degli uomini chiede l’aiuto della maga di Eld, e forse dei suoi animali.
1 ... 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ... 53
Перейти на страницу:

— Due sciocchi sapienti si capiscono sempre tra loro — disse.

Tamlorn venne a trovarla qualche giorno più tardi. Lei, nell’udire il grido del Falco Ter, sollevò gli occhi dal libro che stava leggendo e lo vide che volava in cerchio, al di sopra della cupola di cristallo.

Si mise addosso il mantello e corse in giardino, e il Falco venne a posarsi sulla sua spalla, mentre Tamlorn, accompagnato da cinque uomini, giungeva al suo cancello.

Il ragazzo scese da cavallo e le andò incontro gridando gioiosamente, e Sybel notò il pesante mantello di pelliccia ricamato in filo d’oro, gli stivali morbidi, i guanti imbottiti. Aprì il cancello, e lui corse ad abbracciarla, ridendo.

— Sybel, Sybel, Sybel…

Si strinse a lei, e poi, veloce come un turbine, si allontanò.

— Guarda il mio cavallo! Me l’ha scelto mio padre: grigio come la tempesta, grigio come il velluto. Si chiama Drede come lui. Non voleva lasciarmi venire, perché temeva per me, ma ho continuato a implorarlo finché non mi ha accontentato. Non posso fermarmi a lungo, però.

— Oh, Tamlorn, sono così contenta di vederti! Entra in casa.

Fissò il Falco negli occhi scintillanti e gli chiese:

“Sta bene?”

“Il Re è gentile con lui.”

Tamlorn le camminava al fianco, raggiante, e a ogni passo affondava profondamente i piedi nella neve.

— Sybel, sono così felice di vederti! Il palazzo di Drede è tanto grande… c’è gente dappertutto, e tutti sono cortesi con me, perché sono il figlio del Re. E ho dei ricchi abiti. Ma sento la mancanza del Leone Gules e di Nyl.

— È buono con te?

— Certo. Sono la sua protezione dai Signori del Sirle.

Lei lo guardò, sorpresa. Lui le sorrise con i suoi occhi limpidi.

— Vedo che sei maturato — gli disse Sybel.

— Drede dice sempre che ti assomiglio. Sai, Sybel, è molto gentile con me, e io sono felice. Qualche volta, quando siamo soli insieme e facciamo cose semplici… qualche volta ride.

Così dicendo, il ragazzo aprila porta. La Gatta Moriah venne ad accoglierlo, facendo rumorosamente le fusa. Lui si inginocchiò e le strofinò la guancia contro la testa, poi accarezzò la criniera del Leone Gules e lo fissò negli occhi d’oro.

— Gules, Gules… — mormorò, e dalla profonda gola del Leone uscì un commosso brontolio.

— Sai cos’altro mi manca, Sybel? Il fuoco verde del tuo focolare. È così bello.

Si tolse il mantello e ne scosse la neve. Sybel gli accarezzò i capelli chiari, luccicanti di minuscole gocce di neve disciolta.

— Sei davvero cresciuto — gli disse, pensosa, e lui rise.

Anche la voce gli si era fatta più profonda.

— Lo so — disse. — Sybel, voleva che ti portassi a Mondor con me, ma gli ho detto che mi sarei limitato a chiedertelo… che non ti avrei pregato di farlo. Adesso che te l’ho chiesto, possiamo parlare d’altro. Gli animali stanno bene?

Nello sguardo di Sybel si affacciò un sorriso.

— Benissimo — disse, mettendosi a sedere accanto a lui, vicino al fuoco. — Dimmi, cosa fai tutto il giorno?

— Oh, Sybel! Non avrei mai pensato che potesse esistere tanta gente! Abbiamo attraversato a cavallo la città, in un giorno di mercato, e la gente gridava il nome di mio padre… e, sai, gridava anche il mio… Ne sono rimasto talmente sorpreso che mio padre si è messo a ridere. Mi piace vederlo ridere.

Lei lo lasciò parlare come se si fosse trattato di un ruscello tranquillo, dolce, confortevole; lo osservò, gli sorrise, non sempre ascoltò le sue parole. La faccia di Tamlorn era diventata più adulta e decisa, e si illuminava e cambiava espressione continuamente: rideva e ridiventava seria, poi tornava a sorridere con un sorriso strano, aperto, che però pareva suggerire qualcosa di segreto.

Mentre lo guardava, Sybel non pensava a niente: la sua mente si rilassò e si abbandonò come non le succedeva da molti giorni, contenta del calore del focolare che giungeva fino a lei, delle pareti bianche che la circondavano, della presenza di Tamlorn che parlava e accarezzava la testa di Moriah.

Poi qualcosa di minuto, di lontano e di indesiderato s’introdusse nella sua mente, increspandone la superficie. Tamlorn la toccò e lei trasalì involontariamente.

— Sybel, non mi stai ascoltando. Ti ho portato un regalo: un mantello di lana bianca con un ricamo di fiori azzurri. Drede l’ha fatto fare per te dalle donne del castello.

S’interruppe per un istante.

— Che cos’hai?

Lei scosse la testa.

— Niente. Sono un po’ stanca. Un mantello? Tamlorn, ricordati di ringraziare Drede per me. E il Falco Ter, si comporta bene? Temevo che avesse già divorato qualcuno che gli dava fastidio.

— Oh, no. Quando il tempo è bello, andiamo a caccia insieme, È molto gentile con i falchi di Drede, ma si lascia prendere solo da me. Sybel…

Ma lei non gli rispose, perché aveva di nuovo sentito quello strano movimento della mente, fioco e rapido come il tremolio di una stella nel cielo di mezzanotte.

Serrò lentamente le mani sui braccioli della sedia.

— Sybel — disse Tamlorn, aggrottando le sopracciglia. — Hai male? Dovresti parlarne con Maelga.

— Gliene parlerò. — Staccò le mani dai braccioli, allargò le dita. Con gli occhi grandi, luminosi, fissò le fiamme. — Gliene parlerò.

Poi si udì bussare alla porta, e il ragazzo cambiò immediatamente espressione.

— Così presto? Sono appena arrivato.

Lei si voltò a guardarlo. — Oh, Tamlorn. non andrai già…

— Come ti ho detto, non posso fermarmi molto.

Si alzò in piedi, sospirando.

— Sybel, quando i tempi saranno più tranquilli, mi fermerò di più. Ho il tuo mantello nella borsa della sella.

Tornarono a bussare alla porta. Tamlorn alzò il tono di voce:

— Sto arrivando! Sybel, parla con Maelga del tuo male. Lei riesce a curare qualsiasi cosa.

— Principe Tamlorn…

— Arrivo!

Mentre attraversavano il giardino, silenziosamente seguiti dalla guardia personale, Tamlorn pareva non volersi mai staccare da lei. Poi il Falco Ter venne nuovamente a posarsi sulla spalla del ragazzo.

— Sybel, la prossima volta mi fermerò di più. Io… spero che tu venga a farmi visita.

— Forse mi deciderò a venire — promise lei.

— Ti prego, vieni.

Aprì la borsa della sella e ne trasse un morbido mantello color perla, ricamato con volute azzurre.

— Questo è per te.

Lei accarezzò la stoffa.

— Oh, Tamlorn — disse — è bellissimo. È così soffice…

— Ha il bordo di ermellino — spiegò lui, ponendoglielo sulle braccia.

Poi le diede un rapido bacio.

— Ti prego, vieni a trovarci. E parla con Maelga.

Lei sorrise. — Certo, Tamlorn. Adesso, posso dire una parola al Falco Ter?

Tamlorn rimase fermo per qualche istante, e lei spostò lo sguardo dagli occhi grigi e sorridenti del ragazzo a quelli azzurri e duri del Falco.

“Ter.”

“Che cosa c’è, figlia di Ogam? Ti vedo turbata.”

Tamlorn, che la stava osservando, vide che la sua faccia rimaneva immobile per un istante e che i suoi occhi severi si fissavano duramente in quelli di Ter.

“Qualcuno mi sta chiamando a lui. Devi fermarlo.”

5

Quel pomeriggio, Sybel si recò a far visita a Maelga. Le bianche tortore si appollaiarono sulle travi del soffitto per osservarla, e il corvo continuò a entrare e a uscire da un foro della finestra. La piccola casa era piena di strani odori; Maelga bisbigliava frasi magiche, china sul calderone, e il vapore le inumidiva i bianchi capelli fino a incollarglieli sulle guance.

Quando Sybel entrò nella stanza, vide che la vecchia non sollevava lo sguardo dalla sua pozione: anche lei, perciò, non le rivolse parola. Ma era inquieta, e per sfogare il proprio nervosismo si aggirò per tutta la casa, aprendo e chiudendo i libri, curiosando nei vasi pieni di misteriose sostanze, passeggiando avanti e indietro nella stanza, con la fronte aggrottata. Infine, Maelga smise di bisbigliare le sue formule magiche e voltò la testa verso di lei.

1 ... 16 17 18 19 20 21 22 23 24 ... 53
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)