Il riscatto di Ender [Speaker for the Dead - it]
- Автор: Кард Орсон Скотт
- Серия: Ender (it) #2
- Год: 1988
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0386-8
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Научная фантастика
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Ora, in questo Il riscatto di Ender, Orson Scott Card riprende il racconto di Ender Wiggins. La prima guerra con gli alieni è ormai finita da più di tremila anni, ma sulla remota colonia di Lusitania, un pianeta colonizzato dai brasiliani e abitato quindi da terrestri di cultura cattolica e lingua portoghese, una nuova terribile minaccia incombe sull’esistenza degli umani. Come per gli insettoidi alieni che avevano attaccato la Terra, anche qui la minaccia aliena è strana e incomprensibile nel suo modo di agire ma sempre micidiale. E ancora una volta toccherà a Ender Wiggins, “colui che parla per i morti”, trovare il coraggio di affrontare il mistero e la verità.
Vincitore del premio Nebula per il miglior romanzo in 1986.
Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1987.
Il dr. Swingler ha chiesto se i loro nomi e i termini con cui si riferiscono l’un l’altro rivelano qualcosa della loro cultura. La risposta è certamente sì, benché io abbia appena una vaga idea di ciò che essi rivelino. Il fatto è che noi non abbiamo mai dato un nome ad alcuno di loro. Invece, mentre apprendevano lo stark e il portoghese, essi domandavano il significato di certe parole e di tanto in tanto qualcuno annunciava di aver scelto il nome per sé (o anche per uno degli altri). Nomi come «Rooter» (Scavatore? o Ficcanaso?) e «Chupaćeu» (Succhia-Cielo) potrebbero essere una traduzione dei loro nomi dalla Lingua dei Maschi, o semplicemente nomignoli stranieri che hanno adottato per nostro uso.
Si riferiscono l’uno all’altro come «fratelli». Le femmine sono sempre chiamate «mogli», mai sorelle o madri. Talvolta usano la parola «padri», ma invariabilmente per riferirsi ai loro ancestrali alberi-totem. Quando parlano di noi naturalmente usano la parola «umani», ma hanno anche adottato la nuova Classificazione per Esclusione, di Demostene. Così si riferiscono agli umani come «framlings» e ai maiali di altre tribù come «utlannings». Stranamente, tuttavia, parlano di se stessi come «ramans», mostrando che o hanno frainteso la Classificazione o si osservano dalla prospettiva umana. E (cosa abbastanza stupefacente) più volte si sono riferiti alle loro femmine come varelse!