Sindrome atipica [Fatal - it]
- Автор: Палмер Майкл
- Год: 2003
- Язык: итальянский
- ISBN: 88-200-3549-9
- Переводчик: Marina Deppisch
- Жанр: Триллеры
Электронная книга - «Sindrome atipica [Fatal - it]». Краткое содержание книги:
«Ritiene abbia una emorragia?»
«Non ne ho idea. Ma non sarebbero mai venuti al pronto soccorso se la faccenda non fosse molto grave. Distillano liquori in una orrenda baracca dietro casa loro. Mi chiedo se il whisky non gli abbia corroso il rivestimento dello stomaco.»
«Mi metto subito al lavoro. Lei è sveglio, vero?»
«Le probabilità sono a favore», ribatté Matt, tirandosi giù dal letto. «Sarò lì tra quindici minuti.»
Il martellio dietro gli occhi lo spinse a cercare di ricordare quante birre avesse ingollato con gli amici dopo la partita. Non così tante, decise, dato che si era svegliato facilmente, di certo non sufficienti per affrontare lo Slocumb accasciato sul sedile anteriore del camion.
I fratelli Slocumb, Kyle, Lyle, Lewis e Frank, erano tutti sulla cinquantina o appena passata la sessantina. Vivevano insieme dalla nascita nella fattoria che fungeva anche da deposito di robivecchi, un centinaio di acri situati a una decina circa di aspri e boschivi chilometri a nord della città. La madre, deceduta da decenni, era forse l’unica donna che avesse mai messo piede in quella fattoria. Da quando Matt li conosceva, ed era passato molto tempo, gli Slocumb non avevano mai menzionato il padre.
Matt aveva sentito parlare dei «Fratelli Strani» fin dalla prima infanzia. Su di loro circolavano le più disparate dicerie: che erano stravaganti, perversi e addirittura spaventosi. Come la maggior parte dei bambini della zona, a Matt era stato vietato avvicinarsi alla loro casa. Aveva dieci anni, quando uno dei ragazzi più grandi l’aveva sfidato a cercare di ottenere da loro un contributo per la squadra di baseball.
Nessuno dei ragazzi era disposto a oltrepassare la pista sterrata che portava alla fattoria diramandosi dalla stretta strada principale. Uno di loro aveva detto a Matt che la casa si trovava poco più in su. Di fatto, era a più di cinque chilometri. Matt li aveva percorsi un po’ in bicicletta, un po’ a piedi. Davanti alla porta di quella casa sgangherata, aveva esitato, stringendo la lattina per la donazione con tanta forza che aveva temuto d’averla schiacciata. Per calmarsi, aveva poi tratto quel profondo respiro che un giorno avrebbe usato prima di infilare un ago di grosso calibro nel torace di un giovane minatore, e aveva bussato.
Venti minuti dopo era tornato sulla strada sterrata. Nel cestino aveva un sandwich al salame con pane fatto in casa. Al polso un braccialetto creato con chiodi per ferri da cavallo piegati. E nella lattina vi erano due banconote spiegazzate e unte da un dollaro. Prima della fine della giornata, tutto il paese conosceva una o due versioni della storia e suo padre gli aveva tolto per due settimane la paglietta per disobbedienza e gli aveva proibito di avvicinarsi di nuovo a quel luogo. Da quel momento, Matt aveva tenuto segrete le sue visite mensili alla fattoria. Da quando era tornato a Belinda alla fine dell’internato, andava spesso lassù per qualche trattamento medico o semplicemente per chiacchierare. Gli piaceva tutto, o quasi tutto, di ciò che aveva appreso sui quattro uomini nel corso degli anni, anche se nessuno di loro aveva i requisiti necessari per vincere un premio come gran conversatore. Sapeva inoltre che ora vi era un’intera nuova generazione di bambini cui i genitori avevano vietato di avvicinarsi ai Fratelli Strani. E gli Slocumb ne erano ben contenti.
Matt s’infilò un paio di jeans, una camicia a scacchi e gli stivali. Non sarebbe di certo tornato a casa, prima che fosse iniziata la giornata lavorativa.
La busta era sul pavimento accanto alla porta d’entrata. Matt l’aveva calpestata prima di notarla. Era una semplice busta bianca, macchiata qua e là di grasso e sporco. A stampatello e in matita era stato scritto faticosamente «Dr rutlege». Per come si era sentito dopo la partita di pallacanestro e il post-mortem alla Woody’s Tavern, la busta era forse già lì quando era tornato a casa. Accese la luce in soggiorno e l’aprì.
Dottor rutlege
Ai ragione.
C’è veleno sepolto in Monti.
Trovalo atraverso Tunel nel Crepacio.
dà loro la Ricompensa come dovuto.
Firmato