Nonnina non fa la calza [Granny Won't Knit - it]
- Автор: Старджон Теодор Гамильтон
- Год: 1987
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- Переводчик: Gianluigi Zuddas
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Nonnina non fa la calza [Granny Won't Knit - it]». Краткое содержание книги:
— Non voglio parlare con te di quest’apparecchiatura… di come funzioni in realtà, intendo. Però non hai fatto altro che dare alla Stasi una macchina ancora più efficiente. Potrai interferire con il nuovo sistema di trasporti, certo, ma è pur sempre un sistema come quello del transplat. Perciò dove sta questo grande vantaggio?
Nonnina ridacchiò. Da una tasca tolse un oggetto che fece rotolare sul tavolo verso di lui. Aveva l’apparenza di un comune sasso. — Sai cos’è questo? — domandò.
— Gesso? — ipotizzò Valerie.
— No — disse Roan. — È pomice. Ne ho vista molta in magazzino.
— Be’, dovete fidarvi della mia parola — disse Nonnina, — anche se posso dimostrarvelo quando volete: ho prelevato questo pezzo di pomice alle 14,30 di questo pomeriggio… dalla superficie della Luna, usando la macchina che tu hai visto nel mio laboratorio.
— Dalla Luna!
— Già. Questo è il vantaggio della nuova macchina. Il transplat opera solo in un intenso campo di gravità planetario, trasmettendo la materia in forma d’energia da un punto all’altro. La nuova teoria sfrutta invece la presenza di campi para-gravitazionali, legati alla struttura intima dello stesso spazio e che collegano ogni massa presente nell’universo. La materia cancellata in un punto viene ricreata in un altro. Come il transplat, il passaggio è istantaneo, perché con questo sistema la distanza viene in effetti annullata.
«Il raggio d’azione sembra essere infinito… almeno, va oltre i limiti imposti dallo schermo-esploratore. Questi però dipendono dalla distanza fra le due parti della macchina. Io ho raggiunto la Luna facilmente con la mia linea-base di quaranta miglia. Piazzando un servo-robot sulla Luna si può arrivare su Marte. Stendiamo una linea-base fra qui e Marte e potremo sputare su Alfa Centauri. In altre parole: è un sistema che si può estendere. Tutti tacquero mentre Roan, alzando gli occhi al firmamento, immaginò l’inquietante e meraviglioso disegno di una rete distesa fra le stelle, fra i pianeti, che li collegava e si estendeva sempre più… una rete che pulsava della presenza umana all’opera su distanze impensabili.
Prester mormorò: — Qualcuno vuol comprare un’astronave ancora in buono stato?
— Perché hai fatto questo? — chiese Valerie, sottovoce come se stesse parlando in una cattedrale.
— Vuoi dire perché non mi limito a pensare agli affari miei, lasciando che il mondo viva felicemente ubriaco della propria tranquilla meschinità? — Nonnina sorrise. — Suppongo sia perché ho sempre avuto troppo da fare per rassegnarmi a stare seduta a guardare. No, questo non è vero. Diciamo che l’ho fatto perché me lo imponeva la coscienza.
— La coscienza?
— È stata Nonnina a costruire il primo transplat — spiegò Fiore.
— E tu dicevi a lei quello che si può e non si può fare, Roan! — ansimò Valerie.
— Io le ho detto soltanto… — cominciò lui, seccato. Ma d’un tratto scoppiò a ridere. — Qualche giorno fa ho pensato di fare a Nonnina un piccolo regalo: ferri da calza. Un passatempo che usavano i vecchi per distrarsi mentre guardavano tramontare il sole.
Tutti quanti risero, e Fiore disse: — Nonnina non fa la calza.
— Non per un bel po’ di tempo ancora — disse la vecchia signora, e sorrise al cielo pieno di stelle.