Il grande tempo [The Big Time - it]
- Автор: Лейбер Фриц Ройтер
- Год: 1975
- Язык: итальянский
- Год: Nord
- ISBN: 88-429-0316-7
- Переводчик: Riccardo Valla
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Il grande tempo [The Big Time - it]». Краткое содержание книги:
Strappati alle loro “linee di vita” poco prima della morte, e reclutati per combattere contro un avversario che vuole cambiare il corso della Storia su tutti i mondi della Galassia, i protagonisti entrano in una nuova dimensione di vita, dove più nulla può essere certo, e dove la loro stessa vita è sottoposta a forze cosmiche che continuano a plasmarla e ad alterarla senza fine.
Un romanzo insolito ed estremamente originale, che fin dal suo apparire è stato salutato come un classico della narrativa di fantascienza.
Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1958.
“Ho osservato le nostre reazioni di fronte agli ultimi avvenimenti, alla notizia di ciò che è accaduto a San Pietroburgo, e a ciò che la nostra camerata cretese ci ha narrato splendidamente… ma non erano affatto splendide le notizie che ci ha riferito… e soprattutto di fronte a quella oscena scatola della bomba. E adesso mi limiterò semplicemente a domandare a ciascuno di voi: Che cosa ti è successo?”
Smise di camminare sul bancone e si infilò i pollici nella cintura, e mi diede l’impressione che stesse ascoltando il ronzio di tutte le rotelline che giravano nella mente di altre undici persone. Io, comunque, fermai le mie rotelline quasi subito, perché Dave, Papà, la Violenza di Chicago comparvero immediatamente, seguiti a ruota da Mamma, dalle Dune dell’Indiana e dalla Jazz Limited, e poi, subito dopo, dalla cosa impensabile portata all’esistenza dal dottore dei Ragni con lo scatto di un interruttore, quando ero stata bocciata come infermiera: le fermai subito perché non mi piace che un altro mi faccia questo tipo di cose alla mente.
Fermai le mie riflessioni mediante il vecchio, infallibile trucco delle Intrattenitrici: una rapida rassegna dell’argomento più interessante che possa esistere, i guai delle altre persone.
A una prima occhiata, Beau pareva essere colui che aveva più preoccupazioni: il suo capo lo aveva redarguito, la sua ragazza si era innamorata di un Soldato; questi guai se li teneva per sé, molto signorilmente.
Non mi soffermai sui due Extraterrestri — è troppo difficile capire cosa abbiano in testa — né mi soffermai su Doc: nessuno può dire se un ubriaco steso a terra sia nella fase più nera o più luminosa del ciclo; l’unica cosa che si può dire è che il fenomeno ha una sua circolarità.
Maud era probabilmente altrettanto offesa quanto Beau: era stata insultata da Marcus e si era fatta sorprendere in preda al panico, cosa che la urta sempre perché è almeno trecento anni più futura di noi, e sente che dovrebbe essere altrettanto più saggia (come non sempre è), tralasciando il fatto che ha più di cinquant’anni, benché la scienza cosmetica e medica del suo secolo natale le dia quasi sempre l’aspetto e il comportamento di una ragazzina. Si era allontanata dal baule di bronzo per non essere al centro dell’attenzione, e adesso Lili, emergendo da dietro il piano, si fermò accanto a lei.
Lili aveva l’opposto di un dolore: un grande ardore per Bruce ed era orgogliosa di lui come una principessa che contempla l’eroe che la sposerà. Nel vedere quella espressione, Erich aggrottò le sopracciglia, perché ne era orgoglioso anche lui: orgoglioso del modo in cui il suo Kamerad aveva preso il comando di noi poveri fifoni: un modo da vero Führer. Sid aveva ancora la sua espressione soddisfatta, e pareva disposto a lasciar parlare Bruce per tutto il tempo da lui desiderato.
Perfino Kaby e Marcus, quei due draghi feroci, pronti per la battaglia, fermi davanti al baule di bronzo, discosti da noi, come se fossero i suoi guardiani, parevano desiderosi di ascoltare. Compresi allora perché Sid lasciasse parlare Bruce a ruota libera, nonostante che il suo discorso si fosse incamminato lungo una strada assai pericolosa: una volta che Bruce avesse finito di parlare, si sarebbe riproposto il problema di cosa fare della bomba; inoltre si stava delineando una sorta di contrasto tra Intrattenitori e Soldati. Sid sperava che nel frattempo si sarebbe trovata una soluzione, o, almeno, cercava di rimandare il momento della decisione.
Ma soprattutto, dal modo in cui si sforzava la vista e si mordeva il labbro inferiore, capivo che Sid, come tutti noi, era scosso dal discorso di Bruce. Questo Ragazzo, quest’ultimo venuto, era entrato nel nostro cuore e ci aveva elencato in modo esatto le cose che ci solleticano: le aveva descritte in modo assai migliore di quanto non avrebbe potuto fare chiunque altro. Poi, con un brusco rovesciamento, ci aveva costretti ad affrontare la nostra confusione, i nostri sotterfugi, la nostra condizione di pecore nere e agnelli smarriti: insomma, tutti desideravano continuare ad ascoltarlo.
8
Datemi un punto d’appoggio, e vi solleverò il mondo.