Бесплатная библиотека
Читайте книгу на сайте или телефоне
READ-E-BOOK » Фэнтези » Il sentiero dei pugnali
Il sentiero dei pugnali - Читать Любимую Русскую Полную Книгу 👉 Read-E-Book.com

Il sentiero dei pugnali

Электронная книга - «Il sentiero dei pugnali». Краткое содержание книги:

Il sentiero dei pugnali
1 ... 140 141 142 143 144 145 146 147 148 ... 184
Перейти на страницу:

Follia, sibilò Lews Therin. Rand spinse via con rabbia quella voce.

Non era solo, ovviamente. Tihera e Marcolin avevano disposto quasi tutti i ranghi di Difensori e Compagni tra gli alberi di ulivo sulle colline ai lati dell’altura dove Rand aspettava in sella a Tai’daishar. Gli altri erano schierati come schermo in caso di un attacco a sorpresa. Una compagnia di Legionari in giubba blu attendeva paziente nella conca sotto lo sguardo di Masond, e in coda c’era un gruppo di uomini altrettanto numeroso le cui armi e armature erano le stesse che avevano quando si erano arresi in quella brughiera illianese. Cercavano di emulare la calma dei Legionari — ora loro commilitoni — ma con scarso successo.

Rand lanciò uno sguardo ad Ailil e Anaiyella. La Tarenese gli rivolse un sorriso ammiccante, che tuttavia vacillò leggermente. La Cairhienese aveva in viso un’espressione glaciale. Rand non poteva dimenticarsi di quelle due, o di Denharad coi loro armigeri. La colonna di Denharad occupava la posizione centrale ed era un po’ più numerosa e forte delle altre. Appena un po’.

Flinn e gli uomini che Rand aveva scelto dopo i Pozzi di Dumai stavano risalendo la collina verso di lui. Il vecchio quasi calvo era come sempre al comando, anche se tutti tranne Adley e Narishma ora portavano la spilla col drago oltre a quella con la spada, e Dashiva l’aveva conquistata per primo. In parte Flinn comandava perché i più giovani lo rispettavano per la lunga esperienza di portabandiera nella Guardia della regina dell’Andor. E in parte perché Dashiva non sembrava interessato al ruolo di capo. Pareva solo divertito dagli altri. Quando non era troppo impegnato a parlare da solo, ovviamente. Il più delle volte, si sarebbe detto che non vedeva quasi nulla al di là del proprio naso.

Per questi motivi, fu piuttosto sbalorditivo vederlo spronare goffamente il suo magro cavallo per portarsi avanti agli altri. Il volto semplice, così spesso vacuo o perso in misteriosi pensieri, era fissato in un cipiglio di preoccupazione. E la sorpresa fu anche maggiore quando Dashiva afferrò saidin appena ebbe raggiunto Rand e intessé intorno a loro due una barriera contro l’ascolto esterno. Lews Therin non sprecò fiato — ammesso che una voce incorporea avesse fiato — con mormorii sulle uccisioni: scattò verso la Fonte ringhiando suoni inarticolati e cercò di strappare a Rand il controllo del Potere. Poi, altrettanto bruscamente, si zittì e scomparve.

«C’è qualcosa di anormale in saidin qui, qualcosa di sbagliato» disse Dashiva, e non sembrava affatto vago. In effetti pareva piuttosto... preciso. E irascibile. Un insegnante che dava lezioni a un allievo particolarmente lento. Puntò persino un dito contro Rand. «Non so di che si tratta. Niente può distorcere saidin, e se anche fosse possibile avremmo dovuto percepirlo anche sulle montagne. Be’, in effetti c’era qualcosa, ieri, ma così lieve...

Qui, invece, lo sento chiaramente. Saidin è... bramoso. Lo so, lo so che saidin non è un essere vivente. Ma qui... pulsa. È difficile da controllare.»

Rand si costrinse ad allentare la presa sullo Scettro del Drago. Era da sempre sicuro che Dashiva fosse pazzo quasi quanto Lews Therin stesso.

Ma di solito manteneva un certo controllo, per quanto precario. «Io incanalo da prima di te, Dashiva. Stai semplicemente diventando più consapevole della contaminazione.» Non riuscì a addolcire la propria voce. Per la Luce, lui non poteva impazzire, ma nemmeno loro! «Torna al tuo posto. Stiamo per partire.» Gli esploratori sarebbero tornati tra poco. Anche in quel territorio più pianeggiante, e nonostante l’ordine di non coprire distanze maggiori del loro campo visivo, non ci avrebbero messo molto a percorrere quindici chilometri, Viaggiando.

Dashiva non accennò neppure a obbedire. Aprì invece bocca con rabbia, poi la richiuse di scatto. Tremando visibilmente, trasse un profondo respiro. «Lo so benissimo da quanto tempo incanali,» disse con voce glaciale e quasi sprezzante «ma di sicuro puoi avvertirlo anche tu. Provaci, accidenti!

Non mi piace la parola ‘strano’ applicata a saidin, e non voglio morire o... o veder bruciare la mia capacità di incanalare solo perché tu sei cieco! Guarda la mia barriera! Guardala!»

Rand sgranò gli occhi. Che Dashiva si fosse fatto avanti era abbastanza strano, ma che addirittura si mostrasse furioso... E poi Rand guardò la barriera. La guardò davvero. I flussi avrebbero dovuto essere saldi come i fili in un telo ben tessuto. Invece vibravano. La barriera era solida come doveva essere, ma i singoli flussi di Potere tremolavano. Morr aveva detto che saidin era strano a Ebou Dar e per un centocinquanta chilometri tutto intorno. E adesso loro erano a meno di centocinquanta chilometri dalla città.

Rand si concentrò nella percezione di saidin. Era sempre consapevole del Potere — non esserlo significava morire o peggio — eppure si era ormai abituato alla lotta. Combatteva per la sua vita, ma la lotta era diventata naturale come la vita stessa. La lotta era la vita. Si concentrò nella percezione di quella lotta, della sua vita. Un freddo tale da sbriciolare la pietra. Un fuoco così ardente che poteva farla evaporare. Una lordura in confronto alla quale un pozzo nero marcito era un giardino pieno di fiori. E... una pulsazione, come se qualcosa si stesse dibattendo nella sua mano. Non era come il battito che aveva sentito a Shadar Logoth, quando la contaminazione di saidin aveva echeggiato la malvagità di quel luogo facendo vibrare saidin stesso. Adesso la contaminazione era sempre forte, ma stabile.

Era saidin stesso che pareva pieno di correnti e ondate. ‘Bramoso’, aveva detto Dashiva, e adesso Rand capiva perché.

Giù dal pendio, dietro Flinn, Morr si grattava la testa guardandosi nervosamente intorno. Flinn cambiava di continuo posizione sulla sella e allentava la spada nel fodero. Narishma, che aveva il compito di controllare l’arrivo nel cielo di quelle creature volanti, sbatteva le palpebre troppo di frequente. Un muscolo guizzava sulla guancia di Adley. Tutti mostravano qualche segno di nervosismo, e non c’era di che stupirsi. Rand si sentì inondare dal sollievo. Non erano ancora impazziti, dopo tutto.

Dashiva sorrise, un sorriso storto e compiaciuto. «Non capisco come hai fatto a non accorgertene prima.» Nel suo tono c’era qualcosa di molto simile alla derisione. «Sei aggrappato a saidin praticamente giorno e notte da quando abbiamo cominciato questa folle spedizione. Questa è una semplice barriera, ma all’inizio non voleva formarsi, poi l’ha fatto all’improvviso, come sfuggendomi di mano.»

Lo squarcio bianco e azzurro di un passaggio ruotò in cima a una delle colline spoglie, meno di un chilometro a ovest, e ne uscì un Soldato con al seguito un cavallo che montò in tutta fretta. Era tornato un esploratore.

Anche a quella distanza, Rand riuscì a distinguere il debole tremolio delle tessiture intorno al passaggio prima che svanissero. L’uomo a cavallo non aveva ancora raggiunto il fondo della collina quando un altro passaggio si aprì sulla cresta, e poi un terzo, un quarto e altri ancora, uno dopo l’altro, giusto il tempo per chi arrivava di togliersi di mezzo e fare spazio per l’apertura del prossimo portale.

«Ma si è formata» disse Rand. E lo stesso valeva per i passaggi degli esploratori. «È vero, saidin è difficile da controllare, ma è sempre così, e in ogni caso continua a fare ciò che desideri.» Ma perché lì era più difficile?

Una domanda per un altro momento. Per la Luce, quanto avrebbe voluto che Herid Fel fosse ancora vivo; forse il vecchio filosofo avrebbe saputo rispondere. «Torna con gli altri, Dashiva» comandò, ma l’altro si limitò a fissarlo stupito, e solo dopo che lui ebbe ripetuto l’ordine Dashiva lasciò svanire la barriera, fece girare di scatto il cavallo e, senza nemmeno salutare Rand, spronò la bestia e ridiscese il pendio.

«Problemi, mio lord Drago?» chiese Anaiyella con fare lezioso. Ailil si limitò a guardarlo con occhi vuoti.

1 ... 140 141 142 143 144 145 146 147 148 ... 184
Перейти на страницу:
0
Сюжет
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Атмосфера
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Главный герой
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
0
Общее впечатление
  • 1
  • 2
  • 3
  • 4
  • 5
  • 6
  • 7
  • 8
  • 9
  • 10
Итоговая оценка: 0.0 из 10 (голосов: 0 / История оценок)