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Il satellite proibito [Rogue Moon - it]

Электронная книга - «Il satellite proibito [Rogue Moon - it]». Краткое содержание книги:

La fantascienza è l’unico genere letterario nel quale l’uomo sia direttamente e concretamente posto a confronto con l’infinito. In questo dato risiede il suo fascino principale: perchè dall’infinito emerge l'enigma, l’ignoto, l’incubo, ed il confronto si trasforma in una sfida. Questo romanzo di Algis Budrys (un autore che i lettori di «Futuro» hanno già avuto modo di apprezzare) ripropone uno dei temi più classici della narrativa fantascientifica: quello della minaccia nascosta in un mondo sconosciuto, del mistero che deve essere rivelato a rischio della vita. Il mondo che cela l’enigma, e dà corpo alla sfida, è il nostro satellite naturale: la Luna, che l’uomo ha appena sfiorata, e che cela nelle sue viscere un segreto mortale. Cosa si nasconde in fondo al labirinto dal quale nessun esploratore è mai uscito vivo? Quale intelligenza maligna ha potuto concepire una trappola cosi crudele e mostruosa? L’intelletto umano non possiede strutture adeguate a scandagliare un abisso così folle e contorto, anche perchè la «cosa» che si cela in fondo all’abisso è a sua volta al di là della follia e dell’assurdo. «Il satellite proibito» è il più originale e famoso tra i romanzi di Budrys.

Nominato per il premio Hugo per il miglior romanzo in 1961.
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Scosse il capo, e appoggiò il palmo della mano contro la parete. — Sta bene. So che hai molto da fare. Va bene, allora, se sei dalla mia parte e non hai bisogno di venire qui perché ti fidi di me, allora perché non ti fidi? Voglio dire, se io sono convinto che il prossimo tentativo riuscirà, perché non mi credi sulla parola?

Ascoltò, poi disse, irritato: — E va bene, accidenti, se la Commissione non prenderà una decisione ufficiale fino a dopodomani, perché non posso continuare fino ad allora? Avrò un lancio riuscito all'attivo, ce la faremo e… Senti… credi che perderei il mio tempo se non fossi convinto che quest'uomo possa farcela?

Sospirò, poi aggiunse con voce rauca: — Senti, se potessi garantirti quali saranno i risultati, non avrei bisogno di un programma di ricerca! Tentiamo di fare le cose passo passo, se vogliamo farle!

Si passò la mano sulla faccia, pesantemente. — Okay, ritorniamo al punto di partenza… a cosa serve discutere? Mi date danaro, autorità, attrezzature e tutto il resto, perché sono io, ma la prima volta che si tratta di accettare la mia parola a proposito di qualcosa, nessuno lassù è capace di liberarsi del suo stupido panico e di ricordare con chi ha a che fare. Credi che io non faccia altro che tirare a indovinare?

S'inumidì le labbra e ascoltò, attentamente. Poi si rilassò. — Bene, allora — disse con un sorriso gelido. — Ti chiamerò presto, dopodomani mattina, e ti farò sapere i risultati. Sì, me la ricordo, la differenza dei fusi orari! D'accordo. E no, no, non preoccuparti — concluse. — Farò del mio meglio. Sì. Beh, anche tu, Tom. Ci vediamo.

Riappese il ricevitore e voltò le spalle all'apparecchio, scuro in volto. Si guardò le mani e poi se le infilò nelle tasche.

Sam Latourette aveva aspettato che finisse la telefonata: si fece avanti preoccupato. — Guai, Ed?

Hawks fece una smorfia. — Sì. Il lancio di domani deve riuscire.

— Altrimenti? — chiese incredulo Latourette. — Davvero? Anni di lavoro e milioni di dollari buttati al vento? Ma sono impazziti?

— No. No, sono esseri umani, Sam. Cominciano a pensare che sia danaro sprecato. E si sono perduti troppi uomini. Cosa vuoi che facciano? Che continuino a tirare avanti, quando si sentono complici di omicidi insensati? E dopotutto… la fine dei lanci alla Luna non segnerà la fine del programma del trasmettitore, lo sai.

Latourette arrossì. — Andiamo, Ed! Basta che il programma del trasmettitore registri un insuccesso, e persino l'azienda lo lascerà perdere. Lo riprenderà, prima o poi, ma non subito… e non con te. Lo sai benissimo. Ti liquideranno con garbo, e chiuderanno la baracca fino a quando le acque non si saranno calmate. Loro…

— Lo so — disse Hawks. — Porto con me troppo fetore di morte. — Si guardò intorno. — Ma non lo faranno, se Barker ce la fa, domani. «Il successo accieca tutti.» Chaucer. Fuori dal contesto. — Un sorriso contorto gli alterò la faccia. — Il livello della cultura si sta innalzando, qui dentro. — Voltò le spalle di scatto, con il volto ancora contratto, come un bambino preso da una frustrazione insopportabile che cerca la porta della sua stanza. Poi aggiunse a voce bassa: — Sa, che cosa terribile e complicata è la mente umana! — Fece per avviarsi, a testa bassa.

Latourette agitò goffamente le mani nell'aria. — Non puoi servirti di Barker! Non puoi permetterti di avere a che fare con un tipo così scatenato e imprevedibile! Ed, non funzionerà… sarà troppo.

Hawks si fermò di colpo, con le mani in tasca e gli occhi chiusi. — Non credi che Barker ce la farà?

— Senti, se bisogna sopportarlo per un pezzo, continuerà ad andare sempre peggio!

— Quindi tu credi che ce la farà. — Hawks si voltò e guardò Latourette. — Tu hai paura che quello ce la faccia.

Latourette aveva l'aria spaventata. — Ed, quello non ha abbastanza buon senso per rinunciare a punzecchiarti in tutti i tuoi punti deboli. E tu non sei il tipo capace di far finta di niente. Andrà sempre peggio e tu…

— È un'idea tua, Sam — disse gentilmente Hawks. Dopo un momento, rimandò Latourette al trasmettitore, e si avviò di nuovo per tornare da Barker.

Hawks si fermò a guardare mentre rimettevano a posto la gamba di Barker. Nuovi pezzi d'alluminio erano stati imbullonati al materiale color carne.

— Barker — disse finalmente, alzando gli occhi verso la faccia dell'uomo.

— Sì, dottore?

— Abbiamo poco tempo. Le sarei grato se andasse su a farsi visitare subito dal nostro medico. Nel frattempo, quelli di noi che possono fermarsi un attimo andranno a pranzo.

— Dottore, lei sa benissimo che la settimana scorsa ho passato la visita medica dell'assicurazione.

— La settimana scorsa… — disse Hawks, abbassando lo sguardo sul pavimento — non è oggi. Dica al dottor Holiday di sbrigarsi più in fretta che può, ma di essere meticoloso. Cerchi di tornare qui appena avrà finito. — E gli voltò le spalle. — Io sarò qui fra mezz'ora.

Hawks attese, solo, nella sala d'aspetto di Benton Cobey per venti minuti, guardandosi pazientemente le scarpe. Alla fine la segretaria gli disse di entrare.

Lo scienziato si avviò sul tappeto a colori vivaci, bussò alla semplice porta di mogano, l'aprì ed entrò.

Il presidente della Continental sedeva a una tavola di teak lucidata a mano, scura, quasi nera come carbone bituminoso. Cobey era un ometto piccolo e aggressivo, con il mento sfuggente e la testa calva come un uovo. La sua abbronzatura era merito di una lampada al quarzo, e le labbra mostravano la colorazione azzurrognola del primo accenno di cianosi. Il suo volto aveva l'espressione acida dei malati d'ulcera.

— Bene, Ed — disse immediatamente. — Cosa c'è?

Hawks scostò un po' dal tavolo una delle poltrone troppo comode e sedette aggiustandosi la piega dei calzoni.

— È successo qualcosa d'altro al laboratorio? — chiese Cobey.

— È un problema di personale — disse Hawks, guardando oltre la spalla sinistra di Cobey. — E io devo tornare in laboratorio per l'una.

— Parlane con Connington.

— Non so se oggi c'è. Comunque, non è sua competenza. Voglio Ted Gersten come primo assistente. È qualificato; è il vice di Sam Latourette da un anno e mezzo. Può svolgere il lavoro di Sam. Ma ho bisogno della tua autorizzazione per farlo entro domani. Abbiamo preparato un nuovo lancio… le condizioni astronomiche ottimali sono già state superate: questo mese voglio effettuare il maggior numero di lanci possibile… e voglio che Sam non se ne occupi. — Inconsciamente, la sua mano destra si era portata all'estremità della cravatta: ne strinse la punta tra il medio e l'indice, e cominciò a tormentarne la stoffa con l'unghia del pollice. Cobey si appoggiò alla spalliera della poltroncina e intrecciò le mani. Le nocche si chiazzarono di rosso. — Sei mesi fa — disse a bassa voce — quando io volevo mandare a casa Latourette, sei venuto a raccontare che avevi assolutamente bisogno di lui per regolare il tuo amplificatore, o non so che altro.

Hawks trasse un profondo respiro. — La Hughes Aircraft ha bisogno di un ingegnere progettista per un programma di ricerca a breve termine per conto dell'Esercito. Frank Waxted vuole che se ne occupi Sam, se è possibile. Tu puoi ottenere un'approvazione provvisoria dal Servizio Personale della Hughes.

Cobey si sporse in avanti. — Waxted non ti chiamerebbe per chiederti Sam, se non sapesse di poterlo avere. Senti, Hawks — continuò. — Io ho ingozzato parecchio di te… ancora più di quanto mi costringa a farlo la Marina. Non illuderti: se non avessi un profondo rispetto per la tua intelligenza, ti avrei liquidato in qualunque momento, e avrei fatto saltare il tuo contratto. Io continuerò a restare qui, e la società continuerà a esistere anche dopo che questa storia della Luna sarà finita.

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