Fanteria dello spazio [Starship Troopers - it]
- Автор: Хайнлайн Роберт Энсон
- Год: 1962
- Язык: итальянский
- Год: Mondadori
- Переводчик: Hilja Brinis
- Жанр: Научная фантастика
Электронная книга - «Fanteria dello spazio [Starship Troopers - it]». Краткое содержание книги:
Vincitore del premio Hugo per il miglior romanzo in 1960.
Il menù della colazione non aveva niente a che fare con quello che ero solito mangiare a casa. Se mamma avesse visto come i civili che ci servivano sbattevano il cibo da tutte le parti sarebbe impallidita e si sarebbe ritirata in camera sua. Il cibo, tuttavia, era caldo e abbondante e la cucina, per quanto semplice, non era male. Mangiai il quadruplo del solito e ingurgitai tazze su tazze di caffè bollente, con zucchero e panna. Del resto avrei divorato una balena senza nemmeno perdere tempo a levarle la pelle.
Jenkins arrivò con il caporale Bronski alle calcagna proprio mentre io attaccavo il secondo piatto. Si fermarono un attimo vicino al tavolo di Zim, che mangiava da solo, poi Jenkins si lasciò cadere su uno sgabello libero accanto al mio. Sembrava che stesse parecchio male, era pallido, esausto, e respirava a fatica: — Ti verso un po’ di caffè — gli dissi.
Scosse la testa.
— Mangia, è meglio — insistetti. — Le uova strapazzate vanno giù come niente.
— Non posso mangiare. Quel delinquente, quel maledetto! — E prese a maledire Zim con voce monotona e incolore. — Gli ho chiesto soltanto di lasciarmi tornare in branda e di saltare la colazione. Bronski non ha voluto, ha detto che dovevo dirlo al comandante di compagnia. Sono andato da lui, gliel’ho chiesto dicendo che mi sentivo male. Dopo avermi toccato la fronte e sentito il polso mi ha detto che non potevo marcare visita fino alle nove. Non mi ha lasciato tornare alla mia tenda. Brutto disgraziato! Ma io una notte l’aspetto di fuori, vedrai.
Gli misi le uova strapazzate nel piatto e gli versai il caffè. Lui cominciò subito a mangiare. Zim si alzò da tavola mentre noi ancora mangiavamo, e si fermò al nostro tavolo.
— Jenkins?
— Eh? Signorsì.
— Alle nove precise marcherai visita e ti farai visitare dal medico.
Jenkins contrasse la mascella. Rispose lentamente: — Non ho bisogno di medicine, signore. Mi passerà.
— Nove precise. È un ordine. — E Zim se ne andò. Jenkins prese a inveire contro il sergente. Alla fine si calmò, ingoiò una forchettata di uova strapazzate e disse a voce più alta: — Non posso fare a meno di chiedermi che specie di madre ha potuto mettere al mondo un uomo simile. Mi piacerebbe proprio vederla, solo per curiosità. Credete che ce l’abbia, una madre?
Era una domanda retorica, ma esigeva una risposta. A capotavola, a diversi sgabelli di distanza da noi, sedeva un caporale istruttore. Aveva finito di mangiare e mentre fumava giocherellava con uno stuzzicadenti. Evidentemente aveva sentito. — Jenkins…
— Eh? Signore?
— Sei così poco informato sui sergenti?
— Ecco… sto imparando.
— Non hanno madri. Chiedilo a qualsiasi soldato semplice che abbia terminato il corso. — Soffiò il fumo verso di noi. — Si riproducono per cariocinesi, come tutti i microbi.
4
Allora il Signore disse a Gedeone: “Troppa gente è con te […] Perciò dà quest’ordine a tutto il popolo: chiunque è timoroso e ha paura, si ritiri e torni pure indietro”. Se ne tornarono così ventiduemila e ne rimasero soltanto diecimila. Ma il Signore disse di nuovo a Gedeone: “Vi è ancora troppa gente; falli discendere presso le acque; laggiù li sceglierò” […] Fatto dunque discendere il popolo alle acque, il Signore disse a Gedeone: “Metti da una parte chiunque lambirà l’acqua nella sua mano con la lingua, come i cani, e quanti si piegheranno sulle ginocchia per bere mettili dall’altra”. Il numero di coloro che lambirono l’acqua portando la mano alla bocca fu di trecento uomini; tutti gli altri avevano bevuto piegando le ginocchia […]
E il Signore disse a Gedeone: “Con quei trecento io vi libererò […] tutto il resto del popolo ritorni pure alle sue case”.